marzo 6, 2013

Il cotone, una storia di settemila anni

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Il cotone non è solo una fibra morbida, delicata e resistente, capace di regolare l’umidità e la temperatura corporea in modo naturale – ed è per questo che lo abbiamo scelto per i nostri assorbenti.

Ha una storia antica, perché è una delle fibre più usate da oltre 7.000 anni a questa parte. Ripercorrere questa storia è affascinante, e ci permette di scoprire come questa pianta sia presente lungo tutto l’arco di vita della nostra civiltà.

Le prime testimonianze, infatti, risalgono al 5000 a.C., e provengono da alcune valli peruviane e messicane dove la coltura della pianta del cotone era resa possibile dai fattori climatici. I primi reperti archeologici, però, furono trovati nell’odierno Pakistan, e risalgono al 2700 circa, epoca in cui diverse civiltà indiane, ma anche cinesi ed egiziane, si dedicavano alla coltivazione del cotone.

Bisogna aspettare ancora più di duemila anni prima che il cotone arrivi in Europa per la prima volta. Intorno all’800 d.C. viene infatti portato in Sicilia dai Saraceni, attraverso gli intensi scambi commerciali nella regione. Può sembrare strano per noi, oggi, ma all’epoca questa fibra aveva scarsa

diffusione perché considerata un prodotto d’importazione di lusso, come la seta, e poiché, rispetto alla lana, era decisamente più difficile da filare e tessere.

L’importanza del cotone cresce invece notevolmente dopo la scoperta dell’America, dove gli Europei vengono in contatto una antica tradizione di coltivazione e lavorazione. Dal Sud America questo tipo di coltivazione arriva nelle colonie francesi e britanniche dell’America Settentrionale, in quelli che oggi sono gli Stati Uniti meridionali, dove il clima e il terreno sono particolarmente favorevoli: i colonizzatori, venuti a conoscenza di questa specie locale, diversa da quelle asiatiche già conosciute nel Vecchio Continente, ne trasformano la coltivazione in un’attività produttiva.

La vera svolta arriva con la rivoluzione industriale, grazie all’invenzione del telaio meccanico e della prima macchina sgranatrice, che abbassano di molto il costo di produzione: dall’Atlantico alla valle del Mississippi si estende, così, quasi un’unica, immensa piantagione di cotone. E la storia, purtroppo, si interseca qui con quella della schiavitù e del traffico di esseri umani tristemente legato a questa produzione.

Con l’avvento della modernità, e l’affermarsi dei diritti civili, e con la crescita delle esportazioni arriviamo fino ai giorni nostri. Oggi la raccolta e la lavorazione del cotone si effettua quasi esclusivamente in maniera meccanica, e alle metodologie tradizionali si aggiungono sistemi più sostenibili, come quello biologico,che noi scegliamo, naturalmente, per i nostri prodotti.

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