settembre 28, 2014

Compost e curiosità: un mondo da scoprire, a partire dalla vostra pattumiera!

Il compost è un terriccio molto fertile che nasce dal processo di compostaggio dei rifiuti organici.  Guardando “da vicino” la nostra pattumiera dell’umido possiamo notare, al suo interno, scarti vegetali, avanzi di cibo, potature – che possono divenire fertilizzante naturale anche nelle compostiere domestiche – ma anche prodotti realizzati con bioplastiche compostabili che – a seconda delle indicazioni riportate – potranno andare nella nostra compostiera di casa o, in alternativa, dovranno essere conferiti nella raccolta differenziata dell’umido e quindi lavorati negli impianti industriali. Per capire perché oggi ci sia tutta questa attenzione al mondo dei prodotti compostabili e al loro ritorno alla terra è opportuno fare qualche passo indietro nella nostra storia recente. Come ricorda Fulco Pratesi, quando l’Italia era un paese a prevalente cultura contadina gli scarti dell’orto e i residui di cibo, venivano reimpiegati per l’alimentazione degli animali o usati nei campi come fertilizzante e sovescio: ogni cosa aveva origine da elementi naturali e i rifiuti praticamente non esistevano.

Compost with composted soilCon la crescente emigrazione della popolazione contadina verso le città, il legame con le campagne si è rarefatto e anche quei “rifiuti”, che oggi sono individuati come “frazione umida” della nostra pattumiera, hanno finito per diventare un problema, arrivando a rappresentare circa il 40% del peso del nostro sacchetto domestico. Perché mandare in discarica ciò che prima era una risorsa e veniva riutilizzato? Questa domanda hanno cominciato a porsela sia le pubbliche amministrazioni che l’Unione Europea che hanno iniziato ad incentivare la riduzione dei rifiuti indifferenziati in favore del ritorno all’… humus. Grazie a campagne di informazione e incentivi economici (a partire dalle riduzioni della tassa sui rifiuti), si sono diffuse infatti compostiere da giardino o da balcone – ivi incluse quelle fai da te – e si sono sviluppati sistemi di compostaggio industriali. Negli impianti arrivano innanzitutto i rifiuti organici che già si “raccolgono separatamente” come quelli dai mercati ortofrutticoli, il fogliame e le potature di parchi e giardini e poi gli scarti di mense, sagre e quelli provenienti dalla raccolta differenziata che costituisce il “segreto” di un compost di qualità. Più pura, infatti, è la raccolta differenziata, migliore sarà il prodotto finale. Già, ma qui è nata una seconda domanda: come migliorare la “purezza” garantendo l’efficienza della raccolta? La risposta – per la quale grandi meriti li ha proprio la ricerca italiana – è arrivata dai cosiddetti biopolimeri: piatti, bicchieri e posate realizzate con bioplastiche compostabili al 100% possono essere utilizzati in sagre, ecofeste e mense e gettati assieme ai residui di cibo nella raccolta dell’umido. Così, per la differenziata a casa, gli ecosacchetti – oggi in teoria gli unici usa e getta ammessi dalla legge in Italia (ma è bene controllare che siano marchiati come “compostabili”) – possono essere comodamente usati, dopo aver fatto la spesa, nei cestelli areati per differenziare l’umido.

Una curiosità: lo sapete che anche la bustina che – all’interno della scatola – avvolge gli assorbenti di Organyc è ecologica e compostabile al 100%? Ora sapete perché è meglio buttarla nell’umido. E da voi si fa la raccolta della frazione organica?

Letizia Palmisano

 

 

Previous post:

Next post:

Powered by Greenbean and Heppni | Privacy Policy