aprile 20, 2015

7 cose da sapere per organizzare un Eco picnic

di Letizia Palmisano

organizzare un eco picnicFinalmente è primavera. Lasciato alle spalle un lungo inverno, con l’arrivo prorompente del sole e delle prime giornate calde, li desiderio di trascorrere alcune ore all’aria aperta coinvolge tutta la famiglia. Nei parchi, in montagna o sulle spiagge non importa: l’unica cosa essenziale è trovare un luogo che ci consenta di immergerci il più possibile nella natura. Parlando con i gestori dei parchi, però, troppo spesso le gite “fuori porta” trasformano angoli incontaminati in discariche. Quali sono i semplici gesti che garantiscono un Eco picnic?

Dove andare

All’interno dei parchi, sia cittadini che fuori mano, sono sempre di più le aree attrezzate per organizzare picnic: da quelle messe a disposizione gratuitamente con semplici tavolini e panchine, a spazi in cui è possibile noleggiare di tutto (barbecue e legna inclusi). Ideali per le gite fuori porta saltuarie, vi consentiranno di non acquistare equipaggiamenti che rischierebbero, una volta usati, di rimanere poi abbandonati nelle vostre cantine. Se invece il fai da te è un elemento irrinunciabile del vostro tempo libero, fate attenzione: in alcuni luoghi, ad esempio per questioni di decoro dell’area, di ordine pubblico o per la tutela della flora e la fauna nelle aree protette, non è consentito il pic nic.

Come arrivare

Tutti amano la natura, ma nessuno vuole arrivarci a piedi, diceva Andrew J. Wollensky. Ebbene, si può dimostrare il contrario. Partendo leggeri, è possibile raggiungere molti posti a piedi, in bicicletta o con i mezzi del trasporto pubblico. In alternativa potreste lasciare le auto nei parcheggi appositi e proseguire a piedi o avvalendovi dei servizi navetta messi a disposizione per non “invadere” il cuore della natura.

Gli alieni siamo noi

Entriamo nelle aree verdi, specie se parchi protetti, “in punta di piedi”. Rispetto alla flora e alla fauna locale siamo noi degli alieni. E’ poi importante soffermarsi a leggere il regolamento del Parco che ci ospita: solitamente, ad esempio, è vietato dare da mangiare agli animali, cogliere i fiori o tenere la musica a volume eccessivo.

Barbecue si o no?

Nelle scampagnate fuori porta c’è chi preferisce portare da casa cibi già pronti e freschi e chi, invece, non vuole rinunciare a piatti caldi e magari al classico barbecue. Per accendere il fuoco sapete che esistono tipi di carbonella ecologica realizzata con gusci di cocco? Condividere poi, anche con dei compagni appena conosciuti, un unico fornello, renderà la gita più divertente e a minor impatto ambientale. Prima di andare via è fondamentale controllare che il fuoco sia ben spento: se non si è sicuri, basterà ricoprire la brace con la terra. In alternativa spesso esistono dei punti ristoro le cui materie prime spesso sono i frutti della terra del parco stesso. Sapori senza eguali…

Ecostoviglie

L’alternativa green è ovviamente quella di preparare tutto in casa. In commercio vi sono contenitori termici che consentono di mantenere caldi (e molto!) i cibi per molte ore. Un trucco è versare dentro i portavivande con l’anima di acciaio dell’acqua bollente e solo successivamente posizionare i contenitori di cibo. Per pranzo saranno… come appena sfornati.
Anche per le stoviglie, la prima scelta consigliata è sempre ”il riutilizzabile”. Se, però, per motivi pratici, preferite le attrezzature monouso, troverete in commercio intere linee compostabili: da piatti e posate, ai contenitori da asporto.

Rifiuti zero e no littering

Uno dei problemi più grandi delle aree di campeggio è spesso il littering, ovvero l’abbandono dei rifiuti. I frammenti di cibo o imballaggi possono inquinare i luoghi, finire nei corsi d’acqua (il 70% dei rifiuti in mare ha origine “terrestre”) o essere ingeriti dagli animali, con grandi rischi per la loro salute. Inoltre, abbandonare i rifiuti potrebbe farvi incorrere in una bella multa. Tra i rifiuti più problematici? Gomme da masticare e mozziconi di sigaretta. Piccoli, talvolta invisibili ma longevi e dannosissimi.
A venirvi in aiuto, nelle aree attrezzate, spesso, è organizzata la raccolta differenziata. Per evitare brutte sorprese e non trovare quindi questa soluzione ricordate di portare con voi un paio di buste per raccogliere tutto (anche ciò che è “accidentalmente” sfuggito a terzi). Lasciare i luoghi ancor più puliti di come li si è trovati è un regalo che ci faremo per la nostra prossima gita.

Cosa fare

La natura da sfogo alla libertà e alla fantasia (sempre nel rispetto dei luoghi). Visto che ci siamo, la gita fuori porta può essere occasione per scoprire il nome di un albero, di un frutto o per conoscere la storia di quell’area verde. Partire “informati” grazie a materiali messi a disposizione negli info-point, su internet o attraverso una delle tante applicazioni per i cellulari che “raccontano” la vita del parco, ci farà gustare meglio ciò che ci circonda e trasformare la gita in una piccola e divertente lezione di educazione ambientale.
E voi, avete altri consigli per il vostro eco picnic?

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