aprile 14, 2014

Gravidanza, ambiente e alimentazione

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Se è sicuramente vero che “siamo ciò che mangiamo”, è ormai chiaro che anche i nostri figli saranno in parte frutto della nostra alimentazione. Infatti, una nuova branca della medicina, detta epigenetica, ci spiega che il patrimonio genetico non è qualcosa di immutabile, ma che gli stimoli ambientali possono modificare le capacità espressive del nostro DNA e che questi cambiamenti si possono trasmettere alle generazioni successive. L’ambiente quindi, pur senza alterare l’informazione contenuta nel codice genetico, modula il funzionamento dei geni, rendendoli più o meno attivi.

In uno studio famoso, i genetisti Bygren e Pembrey hanno dimostrato che l’alimentazione nell’età adolescenziale influenza la predisposizione al diabete e alle malattie cardiovascolari dei discendenti: aver sofferto un po’ la fame rende più sani figli e nipoti!

Il fattore epigenetico principale è senz’altro l’alimentazione, ma anche lo stile di vita, i farmaci, il fumo, l’alcool, l’inquinamento, lo stress, il pensiero e le emozioni intervengono nella modulazione dell’espressione genetica.

Abbiamo quindi un’ulteriore ragione per alimentarci correttamente in gravidanza: oltre a tenere sotto controllo l’eccessivo aumento di peso, dobbiamo cercare di trasmettere al feto le informazioni corrette.

Ciò che la mamma pensa e mangia, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza, modifica ciò che sarà il bambino.  Preferire cibi biologici, il più possibile freschi, di stagione e a chilometro zero assicura che le qualità degli alimenti siano espresse al massimo.

Un ormone chiave nella gravidanza è l’insulina: una secrezione eccessiva di insulina è associata a rischio aumentato di molte patologie e può sfociare nel diabete gestazionale. È quindi fondamentale preferire cibi con basso indice glicemico e bassa insulinogenicità: evitare gli zuccheri raffinati e le proteine animali, scegliere cereali integrali e ricchi di proteine (farro, quinoa, grano saraceno ecc.), legumi, verdure e frutta. Importante anche la distribuzione del cibo nell’arco dei pasti: carboidrati a colazione e pranzo, proteine a pranzo e cena molto leggera, preferibilmente di sole verdure ed eventualmente pesce.

Per ciò che riguarda i grassi, sappiamo che gli acidi grassi polinsaturi (omega 3 e omega 6) sono essenziali per il corretto sviluppo del sistema nervoso e delle membrane cellulari, oltre a favorire il flusso di sangue attraverso la placenta. Le fonti di omega 3 sono i pesci grassi (salmone, pesce azzurro) ma anche l’olio e i semi di lino, le noci e alcune alghe, mentre gli omega 6 derivano solo da alimenti vegetali, soprattutto frutta secca, vari olii, soprattutto di girasole, di sesamo, soia, e legumi. È però importante dire che solo gli olii di prima spremitura a freddo mantengono intatti gli acidi grassi essenziali e che vanno conservati al fresco e non troppo a lungo.

La flora batterica intestinale gioca un ruolo chiave per nell’assorbimento dei nutrienti, delle vitamine e nella protezione dalle infezioni; l’alimentazione odierna, troppo ricca di zuccheri e proteine animali, ha modificato la flora normale favorendo lo sviluppo di batteri putrefattivi e l’eccesso di acidità. Particolarmente utili possono essere i centrifugati di frutta e verdura, più digeribili perché privati della fibra insolubile, ricchi di vitamine e basificanti; in sostituzione della cena 2-3 volte a settimana, favoriscono il lavoro notturno di disintossicazione dell’organismo e un sonno più riposante, oltre a costituire il nutrimento (“prebiotico”) per i batteri benefici.

Alcune vitamine sono essenziali in gravidanza e può essere opportuno chiedere al medico di controllarle insieme agli esami di routine: la vitamina D, la B12, l’acido folico insieme all’omocisteina, che intervengono in processi chimici di modulazione del genoma. In particolare nelle donne vegane e in chi non prende il sole a sufficienza, una supplementazione farmacologica è spesso necessaria per permettere una corretta attivazione del DNA e del sistema immunitario.

Dottoressa Roberta Raffelli

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