agosto 3, 2014

Creme solari: le alternative più naturali

shutterstock_104073254L’estate forse non è ancora veramente arrivata, ma cambiamento climatico permettendo, cerchiamo di stare all’aria aperta e al sole il più possibile. È anche una preziosa opportunità anche per condividere più tempo con la propria famiglia, rallentare i ritmi quotidiani di solito così frenetici e passare intere giornate a contatto con la natura. E poi, diciamolo: i benefici della tintarella non sono soltanto estetici. L’esposizione, controllata e moderata, ai raggi solari contribuisce a migliorare l’umore, a lenire alcuni fastidi della pelle e a tonificare la muscolatura. Perché la vacanza al sole non si trasformi in un vero incubo, però, è fondamentale seguire una serie di accorgimenti, prestando attenzione soprattutto alla delicatissima pelle di bambini e neonati.

A cominciare dalla crema protettiva, che deve essere sempre spalmata generosamente prima dell’esposizione al sole, e riapplicata dopo ogni bagno al mare o in piscina, dopo la doccia, e comunque ogni paio d’ore circa. È indispensabile scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio tipo e colore di pelle (fototipo), e per i bambini occorre utilizzare formulazioni specifiche e ad altissimo fattore di protezione (50 o superiori). Ma per quanto riguarda la composizione della crema solare, quali sono le scelte più indicate in termini di sostenibilità ambientale?

La maggioranza dei solari in commercio contiene dei filtri di tipo chimico. Si tratta, in altri termini, di sostanze che innescano una reazione chimica in grado di “neutralizzare” i raggi ultravioletti. L’inconveniente dei filtri chimici è che alcune sostanze molto utilizzate nelle creme protettive sono sospettate di interferire con il sistema endocrino, e in particolare di alterare il funzionamento degli estrogeni. È il caso ad esempio dell’Oxybenzone, che secondo l’organizzazione americana Environment Working Group è anche responsabile di reazioni allergiche, tanto che il governo giapponese lo ha sottoposto a importanti limitazioni d’uso. Sotto accusa c’è anche il 4-Methylbenzyliden Camphor, che, secondo il Comitato Scientifico Europeo dei prodotti al consumo (SCCP), a concentrazioni superiori al 4% potrebbe essere a rischio tossicità. È importante osservare che la comunità scientifica sta ancora dibattendo sulla presunta pericolosità di queste sostanze, ma per chi volesse optare per alternative più “naturali”, specie quando la pelle da proteggere è quella dei bambini, le opzioni non mancano.

Una possibilità viene dalla cosmesi Ecobio, che impiega di solito filtri fisici o minerali. Queste sostanze, come l’ossido di zinco o di titanio, costituiscono, come dice il nome, uno schermo “fisico” in grado di bloccare e riflettere i raggi UV, limitando i danni dell’esposizione solare. L’efficacia di queste creme solari è di norma molto alta, anche se la presenza di componenti minerali rende questi prodotti un po’ pastosi e leggermente difficoltosi da spalmare (ma basta riscaldare un po’ di prodotto tra le mani per semplificare l’applicazione). Le creme con filtri fisici, inoltre, richiedono una maggiore frequenza di applicazione, dal momento che, non essendo impermeabili, vengono “lavate via” molto facilmente da acqua e sudore.

Un’altra strada per un’abbronzatura sicura e più naturale è quella dei preparati fitoterapici, che contengono estratti di piante ad azione “filtrante”, spesso impiegate tra l’altro anche nei solari tradizionali. L’elenco delle piante “amiche della tintarella” è lungo, e comprende germe di grano, olio di sesamo, cocco, elicriso, camomilla, calendula, karité, melograno, macadamia, rosa moschata, jojoba e aloe. Come tutti i cosmetici di origine vegetale, questi prodotti possono dare luogo a reazioni allergiche nei soggetti predisposti, per cui è opportuno provarli con cautela, su una porzione limitata di epidermide, prima di applicarli sul resto del corpo. I solari con formulazione vegetale, inoltre, di solito non possono indicare in etichetta un fattore di protezione “certo” come le creme tradizionali, il che potrebbe in qualche modo complicare la scelta (e in ogni caso, è sempre importantissimo evitare il “fai da te”). Molte creme protettive ecobio, in realtà, contengono una combinazione di principi attivi vegetali e filtri minerali, in modo da combinare al massimo efficacia e praticità d’uso.

Qualunque sia la vostra scelta in fatto di creme solari, inoltre, ricordatevi di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 16), di fare indossare un berrettino, ed eventualmente una maglietta, ai bambini, e di non esporre al sole i neonati. E buone vacanze!

www.unamammagreen.com

 

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