ottobre 17, 2014

Sterilità: come affrontarla in modo naturale?

sad young woman holding pregnancy testAd un certo momento nella vita si decide che si è pronti per avere un bambino. Qualche volta, però, la gravidanza non arriva subito come ci si aspetta e dopo qualche mese (per le più ansiose) o anche uno-due anni di tentativi si incomincia a fare qualche accertamento, prima più banale poi più approfondito e impegnativo.

Ma cosa succede quando tutti questi esami risultano perfetti e non si trova alcun problema? Le alternative che vengono abitualmente proposte sono solo due: o continuare ad aspettare e provare, oppure entrare in un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA).

In effetti la medicina ufficiale non ha molte possibilità di aiutare le donne che decidono di non sottoporsi alle tecniche, peraltro piuttosto invasive, di PMA: se non si è evidenziata una patologia, per esempio un deficit dell’ovulazione, non si può nemmeno consigliare una terapia.

Se ci chiediamo perché sempre più coppie non riescono ad avere un bambino, la prima risposta è senz’altro l’aumento dell’età, che determina un declino significativo della capacità di concepimento; tuttavia, sempre più spesso la problematica interessa anche coppie giovani, che talvolta hanno indicatori di fertilità paragonabili a quelli di persone molto più avanti negli anni.

In questo ha verosimilmente un ruolo determinante il cambiamento radicale dello stile di vita che si è instaurato progressivamente a partire dall’inizio della civiltà industriale: vita sedentaria, con sempre maggior tendenza al sovrappeso e alle problematiche collegate, e alimentazione “moderna”. Infatti, a partire soprattutto dal secondo dopoguerra, le materie prime sono state modificate per ottenere derivati raffinati, di più facile conservazione e minore costo, ma totalmente privi di valore nutrizionale, con il conseguente paradosso di un eccesso di alimentazione ma una carenza di nutrienti. Ciò è vero per gli zuccheri, ma anche per i cereali, il latte e i latticini, gli oli.

La dottoressa Kousmine nel secolo scorso, studiando le malattie degenerative come i tumori, le patologie autoimmuni, cardiocircolatorie e così via, scoprì che potevano essere indotte o prevenute in topi di laboratorio semplicemente somministrando una dieta raffinata o integrale. Sulla base di queste osservazioni sperimentali mise a punto un programma alimentare che in fondo non è altro che il ritorno all’alimentazione di cento anni fa: legumi, cereali integrali, oli spremuti a freddo, pochi zuccheri e solo integrali, pochissime proteine animali e tanta verdura e frutta. Nelle sue casistiche riporta, oltre a straordinari successi nel campo delle malattie degenerative, anche numerosi casi di gravidanze in donne sterili o infertili; questo però non deve stupirci, perché vitamine e oligoelementi introdotti con il cibo (e profondamente diversi da quelli chimici che si assumono in pillole!) sono alla base del funzionamento enzimatico, a sua volta responsabile della produzione di ormoni e in definitiva della corretta attività di tutti gli organi e i tessuti.

Anche l’attività fisica gioca un ruolo importante, perché regola naturalmente la produzione di insulina, che in eccesso può arrivare a bloccare o rendere meno efficiente l’ovulazione e l’impianto dell’embrione, oltre a stimolare la produzione di endorfine che combattono l’ansia e lo stress.

Pertanto, i primi passi da compiere sono un attento esame del proprio stile di vita e l’applicazione delle indispensabili correzioni, specie sul piano alimentare.

Un altro aiuto può venire anche dalla medicina tradizionale cinese, per la quale la sterilità è legata a uno squilibrio energetico che può essere corretto dall’agopuntura e dalle appropriate terapie a base di erbe.

Se poi, come spesso accade, entra in gioco una componente di natura psicologica (per esempio paure o rifiuto inconsci), può essere molto utile una terapia con i fiori di Bach o con rimedi omeopatici ad alta diluizione, in questo caso selezionati da un omeopata esperto.

Quindi, se abbiamo deciso di non ricorrere a tecniche di PMA ma di seguire il corso naturale degli eventi, non siamo costrette ad aspettare in modo passivo, ma abbiamo davanti numerose strade da percorrere, alla ricerca di una gravidanza ma anche di un maggiore benessere fisico e di un miglior equilibrio psicoemotivo, a condizione di essere disposte a rivedere e cambiare molte nostre abitudini sbagliate.

 Dottoressa Roberta Raffelli

 

 

 

 

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