maggio 28, 2013

Qual è il nostro impatto sul Pianeta? Conosciamo Claudia, alias GreenKika, e la sua Vita a Impatto 1

Claudia, alias GreenKikaIl mio nome in rete è GreenKika, e alcuni mi conoscono perché dal 2011, per un anno e oltre, ho intrapreso un esperimento di vita ecologica, che ho chiamato Vita a impatto 1.

Il significato di questo nome è semplice: già credevo di essere abbastanza ecologista in quanto vegetariana, ma dopo aver compilato un quiz che mi ha rivelato che i miei comportamenti quotidiani in termini di consumi potevano essere sostenibili solo se la terra fosse stata 1,15 volte più grande, ho deciso di cambiare il mio stile di vita nel rispetto dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione, riducendo gli sprechi, riciclando il riciclabile, autoproducendo ciò che potevo, nei limiti della vivibilità.

Ho voluto infatti condurre e raccontare uno stile di vita proponibile a tutti, sperimentando in prima persona tutto ciò che avesse a che fare con una decrescita felice, senza per forza tagliare luce e gas, vivere in campagna o cambiare i rapporti con chi non la pensasse come me.

Tutto è documentato nel blog www.vitaimpatto1.org, che per tutto il 2011 è stato un utile mezzo di comunicazione con chi era alla ricerca di spunti e idee per vivere meglio grazie ad alcune scelte che oggi sono indispensabili se si vuole pensare di cambiare le sorti del pianeta, e che mi ha permesso non solo di raccogliere le esperienze fatte, ma anche di conoscere persone che come me hanno a cuore un cambiamento positivo, e condividere con loro frustrazioni e soddisfazioni di una vita a volte complicata ma molto, molto gratificante da parecchi punti di vista.

SeNienteImporta

Tutto è cominciato poco tempo prima, quando la mia vita è cambiata grazie a un libro: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? , di Jonathan Safran Foer. Era il 2010 e la gente già cominciava a conoscere l’impatto delle proprie scelte e ad acquisire una nuova consapevolezza ambientale.

Il libro è un trattato sulla pesca e gli allevamenti intensivi che ha fatto il giro del mondo per aver testimoniato non solo le crudeltà che ogni giorno coinvolgono le vite di milioni di animali (polli, conigli, mucche, maiali, pesci), ma anche l’impatto ecologico, economico e sociale che queste attività hanno sul mondo, gli umani, gli animali.

Durante la lettura, e dopo aver speso molte lacrime di amarezza e impotenza per quelle povere creature, ho smesso di mangiare carne e pesce, e ho adottato uno stile di vita sempre più cosciente e “green” nel rispetto non solo degli animali, ma anche verso me stessa e nei confronti del pianeta in cui vivo.

Poco a poco ho ridotto i miei sprechi e consumi a tavola e nella vita di tutti i giorni, cercando la consapevolezza e la coerenza giorno per giorno in ogni piccolo gesto, dalla cura del corpo alla scelta di alimenti di stagione che non richiedessero lunghi trasporti, alle pulizie di casa fino a ridurre al massimo il mio impatto sulla terra.

Quando ci si imbatte in fatti e informazioni che ci riguardano da vicino, infatti, non si possono più ignorare i danni che gli uomini ogni giorno portano a questo pianeta, che sia lo sfruttamento dei lavoratori, l’allevamento intensivo, la monocoltura o l’inquinamento di automobili, impianti di condizionamento e grandi industrie. Molti, tuttavia, scelgono di mantenere il proprio stile di vita, ma molti altri decidono di approfondire e di saperne di più su come si possa cambiare il mondo a partire dalla propria coscienza, dalla propria porta di casa.

Voi a quale categoria sentite di appartenere?

 

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