‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

Letizia Palmisano www.letiziapalmisano.it

Cosa significa ‘vivere in maniera ecosostenibile’? E’ una domanda che molte persone mi rivolgono e che io stessa mi sono posta più volte. Sulla base della mia esperienza vuol dire ridurre il proprio impatto ambientale grazie a tanti piccoli accorgimenti nelle nostre scelte di vita.
Se da un lato è sempre più facile trovare prodotti di uso comune a basso impatto ambientale, e scambiare con gli amici buone pratiche ecosostenibili anche grazie all’uso della rete, risulta a volte più difficile scoprire come essere green nelle occasioni che, se tutto va bene, ti capitano una sola volta nella vita, come accade nell’organizzazione del tuo (eco) matrimonio.

Così è successo per me quando, con mio marito – allora fidanzato – decidemmo di sposarci. Volevamo dare, ove possibile, un tocco di verde ad un giorno davvero speciale. Iniziò così una ricerca per capire ‘dove, come, cosa’ potevamo fare possibilmente senza spendere una fortuna. Grazie al blog di Organyc, Pink is the news green, vi racconterò le alternative e gli ecoaccorgimenti per dare un tocco green al giorno più bello della vostra vita.

Noi, innanzitutto partimmo dalle fedi. Volevamo che gli anelli non fossero solo l’emblema del nostro amore, ma anche un simbolo del nostro rispetto verso la Terra ed i suoi abitanti. Già, ma come fare?
Il punto di partenza, a dire il vero, fu meno facile di quello che pensammo. Abitando a Roma eravamo convinti di trovare agevolmente una valida offerta visitando le fiere di settore o rivolgendoci alle gioiellerie sparse per le strade della Capitale. Le nostre speranze, purtroppo, si scontrarono con una realtà assai diversa. Non ci scoraggiamo e, navigando su internet, abbiamo avuto modo di scoprire un mondo del quale non conoscevamo nemmeno l’esistenza: i gioielli eco-sostenibili e solidali.
In questo settore c’era una offerta che, è proprio il caso di dirlo, si sposava perfettamente al nostro desiderio di avere due fedi che rispettassero l’ambiente e le persone: realizzate in oro proveniente da alcuni giacimenti del sud America – secondo i criteri dettati dalla Fairtrade and Fairmined Certification – dove il metallo viene estratto in miniere in cui lavoratori, in qualità di cooperanti o di co-proprietari stessi dei bacini, operano in condizioni di sicurezza e di completo rispetto per la persona, estraendo l’oro con mezzi sostenibili per l’ambiente.

Fedi in oro etico

In Italia questo tipo di oro viene venduto solamente a Milano, grazie alla caparbietà e alla lungimiranza dei titolari della gioielleria Belloni, e la loro gentilezza e disponibilità (via telefono e skype mostrano e spiegano tutto) abbatte davvero le distanze. Peraltro, oltre alle fedi “trazionali” è potrete spaziare con la fantasia grazie a una gamma di pietre preziose (diamanti inclusi) sempre con certificazione ‘ethic’.

Se invece cercate un modo da applicare in pratica in qualsiasi gioielleria, per la vostra fede etica, potreste setacciare cassetti, casseforti, portagioie per recuperare vecchi ciondoli, gioielli rotti, inutilizzabili o semplicemente brutti e dar loro nuova vita, a impatto ambientale praticamente zero, sotto forma di fedi. Ma a riguardo potreste fare ancora di più, come avviene da UrOburo, progetto etico che nasce dalla cooperativa sociale Città e Salute, in cui sono i futuri sposi stessi a cimentarsi nel forgiare i propri anelli nuziali. Se non siete appassionati d’oro, in questa ecoboutique del gioiello potrete portare da casa eventuali scarti di argento o scegliere tra diverse fantasie e materiali il cui costo è sicuramente in linea con i tempi di spending review, grazie a materiali quali il rame (si parte da 20 euro) o l’ottone (dai 40/ 50 euro).

Fedi etiche e di design Uroburo

Coloro che invece sono alla ricerca di una fede classica, ma che si distingua per eleganza, non potranno non innamorarsi dei modelli in oro giallo o bianco del Cesvi, dal design unico, da portare per sempre con voi per mostrare un simbolo d’amore anche per il prossimo.
Se però, la vostra idea di anello nuziale è quella di un afede realizzata solo con elementi naturali e… ‘organic’, la vostra scelta ricadrà sui modelli in, tra i quali gli esperti suggeriscono quelle realizzate in palissandro la cui resistenza dovrebbe garantirvi una tenuta a durata di matrimonio!

Qualunque sia la vostra scelta, in ogni caso, per ridurre al minimo l’impatto ambientale delle vostre fedi un altro trucco sarà far in modo che queste non vengano mai sostituite, nel corso della vostra vita, da altri esemplari ;-)

Architecture Books by Inhabitat Blog http://flic.kr/p/9Gcsz7Dopo i consigli del primo post per Organyc, ecco alcune delle letture che mi hanno permesso di rivoluzionare il mio privato spazio personale, per poter poi allargare a più ampie cerchie il mio impatto positivo sulle altre persone e sul pianeta. La capacità di scegliere è una peculiarità umana che non si può ignorare, e per quanto sembri piccolo e di poca importanza lo sforzo che una singola persona può fare per modificare il destino del pianeta, il cambiamento è nelle nostre mani, e se vogliamo che il mondo migliori dobbiamo cominciare a migliorare noi stessi.

Compostiera: Dalle bucce nascono i fiori – Carmela Giambrone
Una delle prime cose che ho fatto in casa per riusare gli scarti di cibo (gusci d’uovo, fondi di caffè, torsoli e bucce di frutta e verdura), poiché nel mio quartiere a Milano ancora non è attiva la raccolta dell’umido, è stato costruire una compostiera. Nel libro di Kia si possono trovare numerosi consigli per crearne una risparmiando, e per ottenere del fertilissimo humus per le proprie piante sul balcone. Non tutti hanno uno spazio sul balcone o sul davanzale per coltivare piante aromatiche, insalate e piante da frutta, lo so, perciò la compostiera potrebbe risultare superflua. Al di là di questo, poiché tutti normalmente produciamo rifiuti, abbiamo comunque il dovere morale e civico di svolgere una raccolta differenziata corretta e attenta, ed eventualmente di sfruttare e ridurre i nostri scarti per usarli al meglio.

Pulizie: L’aceto. Un prezioso alleato naturale - Luca Fortuna
Non funziona istantaneamente come i normali detergenti aggressivi che siamo abituati a usare: ci vuole un po’ di olio di gomito. Ma l’aceto bianco, che si trova in ogni supermercato a basso costo in bottiglioni da uno o due litri, è un ottimo detergente naturale per tutta la casa, che non contiene sostanze profumanti e allergizzanti come i comuni detersivi, che non inquina l’ambiente quando passa per gli scarichi, e non è rischioso per la salute di bambini e animali se ingerito o respirato. E una volta finita la bottiglia, la si può ricaricare presso qualche fornitore di vini e aceti sfusi, oppure la si può tagliare con uno strumento che si chiama Kinkajou con cui si possono creare splendidi bicchieri o lampadari o oggetti d’arredamento. Il vetro, inoltre, è riciclabile praticamente all’infinito, perciò il vantaggio globale di questo prodotto e del suo contenitore è indubbio.

Risparmio: Vivere in 5 con 5 euro al giorno – Stefania Rossini
In tempo di crisi niente è più utile di un libro su come risparmiare senza rinunciare ai piaceri della vita. Un esempio fra tanti, è la storia di una famiglia che è riuscita, escludendo il mutuo e la benzina, a vivere con soli 5 euro al giorno. Un manuale di decrescita felice che aiuta a migliorare il proprio tenore di vita, risparmiando grazie al baratto, il riciclo e l’autoproduzione.

Ricette senza sprechi: La cucina a impatto (quasi) zero – Lisa Casali
Se la rivoluzione passa prima di tutto dalla tavola, e soprattutto se siete appassionati di cucina, questo libro può rappresentare una vera sfida per voi. Lisa Casali, che nel frattempo ha anche pubblicato altri libri curiosi su come cucinare riducendo consumi di energia, denaro e cibo, si è avventurata nella ricerca di nuovi orizzonti culinari: sapevate che anche dalle bucce di patate, mele e zucca si possono ottenere ricette gustose e nutrienti? Tutto quello che una volta buttavamo via credendolo scarto, ora si può trasformare in piatti prelibati e curiosi. Io stessa ho assaggiato nella sua cucina delle favolose pietanze che non avrei mai pensato si potessero ottenere con torsoli, bucce e semi. Provare per credere.

Riciclo creativo: Io Ricreo – Manuale di riciclo creativo - Francesco Di Biasio
Se manualità e creatività non sono nelle vostre corde, poco male. Da soli o con i bambini ci si può divertire a riciclare in modo semplice gli oggetti più impensati che popolano la nostra casa e raccolgono polvere e occupano spazio che potrebbe essere meglio sfruttato. Barattoli di latta, cd, bottiglie di plastica, ritagli di stoffa possono diventare splendidi gioielli, utili contenitori, oggetti di arredamento per abbellire la vostra casa o creare regali originali a costo zero.

Esempi di vita vissuta: La mia vita a impatto zero – Paola Maugeri
Una storia di vita vissuta, che prende esempio dal newyorchese Colin Beavan, è quella di Paola Maugeri, che per alcuni mesi ha sperimentato nella frenetica Milano una vita a impatto zero, scoprendo che la sobrietà non è una perdita ma una ricchezza.
Niente paura, non vi sto consigliando di tagliare elettricità e gas per vivere al freddo e mangiare solo cibi crudi, ma voglio provare ad accendere un lume di consapevolezza nei cuori di chi pensa di non poter vivere senza il televisore, l’automobile per ogni tipo di esigenza, il cellulare più moderno e gli abiti di marca, e forse si è un po’ dimenticato (o non ha mai conosciuto) il piacere di vivere il proprio spazio e tempo in un modo diverso, con una lentezza piacevole fatta di condivisione, vicinanza con le altre persone e confronto, senza la tecnologia o il lusso a far da mediatore culturale e sociale.

 

Yoga Festival a Roma, con Organyc

Il 14, 15 e 16 giugno saremo a Roma, in occasione della sesta edizione dello YogaFestival  che si svolgerà, anche quest’anno, negli spazi di Cascina Farsetti, nel cuore del parco di Villa Pamphilj. Organyc è ancora una volta partner della manifestazione.

Tutti i romani, e non solo, potranno immergersi per tre giorni nel mondo dello Yoga e dell’Ayurveda, seguendo il tema dell’edizione 2013 del festival: UNIAMOCI! Unità tra corpo, mente e spirito, ma anche unione con gli altri, con la natura e l’ambiente, con le energie positive del mondo.

Ospite d’onore sarà Sri Tathata, il grande maestro spirituale indiano che da tempo sta portando il suo messaggio di pace e unione in tutto il mondo occidentale. Inoltre, ad animare il festival un ricco calendario di freeclass, seminari, conferenze e occasioni di incontro: il programma completo è sul sito della manifestazione.
Anche la cucina avrà il suo spazio, con i corsi di cucina e pasticceria vegana tenuti dallo chef stellato Simone Salvini e i workshop di cucina crudista a cura di Elena Dal Forno.
E tra le novità di quest’anno, per la prima volta la pratica yogica entra in un museo della Capitale: l’incontro tra Yoga e arte avviene al Maxxi, dove, per tutto il mese di giugno, ogni sabato mattina si tengono le lezioni di cinque grandi maestri.

Noi di Organyc vi aspettiamo per tutta la durata della kermesse all’interno del parco, per incontrarvi e presentarvi le novità che rig

uardano noi e il mondo della sostenibilità al femminile. Non solo: quest’anno offriamo a tutte le nostre clienti l’opportunità di ricevere in omaggio la tessera dell’Associazione T.A.O., che dà diritto all’ingresso gratuito al Festival per i tre giorni, acquistando due prodotti Organyc nei nostri rivenditori di fiducia.

Ci vediamo a Roma!

Con Organyc allo Yoga Festival di Roma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stefania Girelli del blog RecreathingUpcycling non è sinonimo di riciclo (recycling), che significa trasformare i rifiuti in un prodotto adatto ad un nuovo utilizzo. La traduzione che più si avvicina in italiano è riuso creativo.
Si tratta quindi di trasformare degli oggetti in altri, facendo modifiche che possono essere più o meno pesanti.

Il riciclo si basa sull’idea che gli elementi già usati possono essere ancora utili o, meglio, fornire materiali utili trasformando i rifiuti in un prodotto riutilizzabile. L’upcycling si allinea a questa idea, ma aggiunge un ulteriore passo, così che gli elementi realizzati con materiali riciclati siano ancora meglio dei prodotti da cui provengono, a tutto vantaggio di budget e ambiente.

L’upcycling è anche un modo per insegnare ai bambini che il riuso è meglio dell’acquisto di qualcosa di nuovo, magari simile a qualcosa che posseggono già. Ed è anche diventato anche una sfida per i designer, che riescono a a trasformare prodotti già esistenti in abiti molto particolari, in accessori o in oggetti per la casa.
Questi prodotti sono molto apprezzati da tutte quelle persone che hanno uno di stile di vita ecocompatibile. Perché L’upcycling non fa perdere valore all’oggetto, anzi gli dà una nuova vita facendolo tornare come nuovo senza consumare risorse del territorio.

Una delle cose più interessanti dell’upcycling, è che anche voi potete provare a riciclare e ricreare gli oggetti per rinnovare casa e guardaroba.

Una t-shirt può diventare una borsa per la spesa con pochi tagli e una cucitura, un pacco di vecchi giornali diventa in uno sgabello grazie a due cinghie e un cuscino, una valigia si trasforma un armadietto per il bagno appendendola al muro, un vecchia scala di legno appoggiata al muro può diventare una libreria e una decorazione particolare per il salotto.

Se volete provare, ma non sapete da dove cominciare, c’è Questo libro è un abat jour,  “Catalogo ragionato degli oggetti mutanti”, un manuale con semplici progetti che usano oggetti presenti in casa.

Ma è su internet che si trovano migliaia di idee: si passa dai siti dedicati all’upcycing, come Upcycle That, che divide i progetti per tipologia o per prodotto utilizzato, a social network, come Pinterest, dove basta una semplice ricerca per ottenere un elenco quasi infinito di idee.

E, alla fine di un progetto, le cose migliori sono la soddisfazione di aver realizzato qualcosa con le proprie mani e la consapevolezza che si è fatto un piccolo gesto per rendere la propria vita green.
L’upcycling è stata anche la molla che ha fatto partire la mia nuova vita: dopo anni come programmatore ho scoperto la mia anima manuale e sono ripartita da zero. Giro per i mercatini dell’usato della mia zona, soprattutto quelli che usano i soldi ricavati per progetti solidali, come Emmaus, per trovare mobili a basso costo che stimolino la mia fantasia e li trasformo, cercando la soluzione giusta per l’idea che mi si forma nella mente. Inoltre riutilizzo materiali e oggetti per dare loro una nuova funzionalità. Tutti i progetti si trovano sul mio blog Recreathing.

Claudia, alias GreenKikaIl mio nome in rete è GreenKika, e alcuni mi conoscono perché dal 2011, per un anno e oltre, ho intrapreso un esperimento di vita ecologica, che ho chiamato Vita a impatto 1.

Il significato di questo nome è semplice: già credevo di essere abbastanza ecologista in quanto vegetariana, ma dopo aver compilato un quiz che mi ha rivelato che i miei comportamenti quotidiani in termini di consumi potevano essere sostenibili solo se la terra fosse stata 1,15 volte più grande, ho deciso di cambiare il mio stile di vita nel rispetto dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione, riducendo gli sprechi, riciclando il riciclabile, autoproducendo ciò che potevo, nei limiti della vivibilità.

Ho voluto infatti condurre e raccontare uno stile di vita proponibile a tutti, sperimentando in prima persona tutto ciò che avesse a che fare con una decrescita felice, senza per forza tagliare luce e gas, vivere in campagna o cambiare i rapporti con chi non la pensasse come me.

Tutto è documentato nel blog www.vitaimpatto1.org, che per tutto il 2011 è stato un utile mezzo di comunicazione con chi era alla ricerca di spunti e idee per vivere meglio grazie ad alcune scelte che oggi sono indispensabili se si vuole pensare di cambiare le sorti del pianeta, e che mi ha permesso non solo di raccogliere le esperienze fatte, ma anche di conoscere persone che come me hanno a cuore un cambiamento positivo, e condividere con loro frustrazioni e soddisfazioni di una vita a volte complicata ma molto, molto gratificante da parecchi punti di vista.

SeNienteImporta

Tutto è cominciato poco tempo prima, quando la mia vita è cambiata grazie a un libro: Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? , di Jonathan Safran Foer. Era il 2010 e la gente già cominciava a conoscere l’impatto delle proprie scelte e ad acquisire una nuova consapevolezza ambientale.

Il libro è un trattato sulla pesca e gli allevamenti intensivi che ha fatto il giro del mondo per aver testimoniato non solo le crudeltà che ogni giorno coinvolgono le vite di milioni di animali (polli, conigli, mucche, maiali, pesci), ma anche l’impatto ecologico, economico e sociale che queste attività hanno sul mondo, gli umani, gli animali.

Durante la lettura, e dopo aver speso molte lacrime di amarezza e impotenza per quelle povere creature, ho smesso di mangiare carne e pesce, e ho adottato uno stile di vita sempre più cosciente e “green” nel rispetto non solo degli animali, ma anche verso me stessa e nei confronti del pianeta in cui vivo.

Poco a poco ho ridotto i miei sprechi e consumi a tavola e nella vita di tutti i giorni, cercando la consapevolezza e la coerenza giorno per giorno in ogni piccolo gesto, dalla cura del corpo alla scelta di alimenti di stagione che non richiedessero lunghi trasporti, alle pulizie di casa fino a ridurre al massimo il mio impatto sulla terra.

Quando ci si imbatte in fatti e informazioni che ci riguardano da vicino, infatti, non si possono più ignorare i danni che gli uomini ogni giorno portano a questo pianeta, che sia lo sfruttamento dei lavoratori, l’allevamento intensivo, la monocoltura o l’inquinamento di automobili, impianti di condizionamento e grandi industrie. Molti, tuttavia, scelgono di mantenere il proprio stile di vita, ma molti altri decidono di approfondire e di saperne di più su come si possa cambiare il mondo a partire dalla propria coscienza, dalla propria porta di casa.

Voi a quale categoria sentite di appartenere?

 

debora_menozziNome: Debora

Nickname: Sita

Età: 39   Dove vivi? Bologna

Un posto che senti tuo, dove ti piace fermarti, e rilassarti! Sulle rive di uno dei tanti fiumi della mia città, dove il gorgogliare dell’acqua copre il rumore del traffico e l’erba del parco si fa strada tra le pietre

Il tuo post preferito del nostro blog Pink is the new Green: il corpo che si ascolta

La vegetazione che senti più vicina a te: I fiori come i ranuncoli, gli alberi come i salici piangenti

Pink is the new green! Sei d’accordo? Come vedi il rapporto tra naturalità e femminilità? Un tempo natura e donna erano sinonimi. Le donne coltivavano le erbe per la comunità e ne conoscevano i segreti medicamentosi e culinari. Per millenni le donne hanno tramandato i segreti delle erbe e di come far nascere la vita … la Donna è incarnazione della Natura, principio e fine di essa.

Prenderti cura di te è… Un bagno caldo con petali di rosa e foglie di salvia e menta, un’olio profumato sulla pelle, un abito di cotone che profuma di pulito ed un tramonto da osservare nel silenzio.

Il ciclo per te è… Il momento più bello per una donna, il momento nel quale fermarsi e raccontarsi, ascoltarsi, il momento di maggior capacità intuitiva di maggior femminilità … un tempo sacro …

Femminilità per te è… Essere se stessa

Come hai conosciuto Organyc? Che prodotti hai usato? Impressioni e suggerimenti! Internet ma non ho ancora provato alcun prodotto.

Hai qualche suggerimento sull’igiene femminile da regalare a chi ti leggerà? Lasciate a bagno 15 minuti una manciata di fiori di calendula nell’acqua calda, coprendo il recipiente e poi utilizzatelo per l’igiene intima, è ottima contro candidosi ed irritazioni varie.

 

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Purse Pad Project www.crimsonmovement.comOrgan(y)c è il nostro impegno per uno stile di vita naturale e sostenibile. Crediamo fortemente nei benefici dell’agricoltura biologica e facciamo ogni sforzo per fornire prodotti naturali e rispettosi della pelle e dell’ambiente.

Per questo motivo, supportiamo le cause che rispecchiano i nostri valori e il nostro desiderio di un mondo più giusto e più sano. Quest’anno il nostro sostegno è andato a due organizzazioni che, in due zone del mondo completamente diverse, si impegnano a migliorare la qualità della vita delle donne e la qualità del nostro ambiente.

Basato in Australia, Crimson Movement promuove una visione sana e positiva delle mestruazioni in tutto il mondo, e lavora per migliorare la consapevolezza e l’informazione sul ciclo mestruale nelle società.
In molte zone del mondo, tutt’oggi, le mestruazioni sono ancora un tabù, se non un vero e proprio ostacolo allo sviluppo economico, culturale e sociale delle donne. Crimson Movement vuole fornire alle donne gli strumenti per parlare apertamente dei loro corpi e delle mestruazioni senza paura o vergogna. L’obiettivo è fornire alle comunità di tutto il mondo gli strumenti per comprendere e abbattere queste barriere, al fine di creare una società più felice più aperta e sana.

Le donazioni di Organyc saranno destinate al progetto Purse Pad Project, nelle zone rurali di Papua Nuova Guinea, dove i partner di Crimson Movement insegneranno a donne e ragazze a realizzare e vendere i propri assorbenti in stoffa, riutilizzabili ed eco-friendly.

Healthy Child Healty World www.healthychild.orgL’altra organizzazione a cui Organyc garantisce con orgoglio il proprio contributo lavora agli antipodi, negli Stati Uniti. La missione di Healthy Child Healthy World è proteggere mamme e bambini dai componenti chimici tossici e pericolosi presenti nei prodotti industriali, promuovendo un approccio “meglio prevenire che curare” nella formulazione e realizzazione degli stessi.
Questo significa far sì che i prodotti industriali siano non solo atossici e sicuri per le persone, ma anche per l’ambiente.

Healthy Child Healthy World nasce in ricordo di Colette Chuda, figlia di Nancy e James Chuda, ammalatasi del cancro che l’ha strappata ai suoi genitori quando aveva solo 48 mesi di vita. Dal loro calvario, i genitori di Colette hanno tratto la forza per portare avanti la loro battaglia: “knowledge leads to action”, la conoscenza porta all’azione. Con loro, oggi, combattono tante Mom on a Mission, con l’obiettivo di diffondere consapevolezza, promuovere soluzioni e influenzare le leggi che regolano le politiche di sicurezza e salute.
Una battaglia in cui crediamo, e che sosteniamo con il nostro contributo.

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