‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

following_a_good_breastfeeding_diet_xxxlargeL’allattamento permette di instaurare un rito d’amore con il proprio bambino, che viene allo stesso tempo nutrito e coccolato dalla mamma. Sono attimi di infinita dolcezza, che però non sempre si rivelano idilliaci quanto ci si era immaginate prima della nascita del proprio figlio: l’attaccamento al seno può comportare qualche dolore, mentre la formazione di ragadi o la comparsa di altri piccoli disagi possono rendere difficoltosa o perfino traumatica per la madre questa pratica naturale.

Allattare senza dolore e senza effetti collaterali è possibile: alcuni semplici rimedi naturali possono aiutare a risolvere i principali problemi in grado di disturbare questo intimo rapporto tra mamma e figlio. Una delle cause più comuni di dolori e ragadi è un errato attaccamento del bambino, con lo sfregamento del capezzolo sul palato. Prima di tutto, dunque, è importante consultare il proprio medico per verificare che non si commettano errori.

Rimedi naturali contro dolori e ragadi

In caso di dolori persistenti, è possibile trovare sollievo tra una poppata e l’altra facendo degli impacchi con acqua tiepida. Questi risulteranno utili anche in caso di dolori legati ad una eccessiva produzione di latte rispetto alla quantità richiesta dal bambino.

Non dimentichiamoci, poi, che la natura pensa a tutto: uno dei rimedi più efficaci contro le ragadi è già a nostra disposizione durante il periodo dell’allattamento. Si tratta del latte che, ricco di colostro, ha un elevato effetto lenitivo e cicatrizzante. Dopo ogni poppata, basterà lasciare sul capezzolo dolorante qualche goccia di latte, lasciando che faccia il suo naturale effetto. Ad ogni modo, se le ragadi sono molto dolorose e faticano a guarire, potrebbe essere necessaria la sospensione dell’allattamento per qualche giorno.

Coppette_assorbilatteCoppette assorbilatte in cotone

Qualche piccolo imprevisto può verificarsi anche al di fuori dei momenti di allattamento: piccole perdite di latte sono normali ma possono provocare disagio. La soluzione è semplice e priva di controindicazioni, se naturale: è possibile ricorrere alle coppette assorbilatte in cotone biologico, dei piccoli dischetti di cotone da posizionare tra il reggiseno e i capezzoli per evitare di macchiare i vestiti.

Scegliere soluzioni in cotone biologico offre una maggiore sicurezza rispetto a dischetti di origine sintetica: il cotone garantisce massima assorbenza e protegge da ogni rischio di proliferazione batterica, evitando così che possano verificarsi infezioni o altri problemi dermatologici. Antibatteriche e lavabili, le coppette sono la soluzione perfetta per sentirsi a proprio agio con il proprio corpo in una fase tanto particolare della vita.

 

 

 

Schermata 2015-03-09 alle 23.40.19Difficile dire se l’ingresso nella menopausa comporta maggiori cambiamenti a livello fisico o a livello psicologico: mentre i sintomi dei quali si parla più spesso interessano l’organismo, la psiche della donna si trova in un importante momento di transizione e si prepara ad iniziare una nuova fase della vita.

Come ogni cambiamento, anche la fine del periodo fertile può comportare disagi, timori e insicurezze, nonché la necessità di raggiungere l’accettazione dei cambiamenti fisici in corso. In questo percorso su un doppio binario, lo yoga può aiutare a ripristinare l’equilibrio tra corpo e mente.

Lo yoga per il corpo…

Dal punto di vista fisico, lo yoga può essere sfruttato per mantenersi in forma e perfino ridurre i sintomi della menopausa. Quando il ciclo mestruale cessa di attuarsi, anche il metabolismo della donna subisce delle variazioni, pertanto fare del movimento fisico leggero ma che agisce in modo completo sui muscoli è un ottimo modo per evitare improvvisi aumenti di peso o perdita di tonicità.

Le asana più indicate sono quelle invertite e quelle che prevedono esercizi di allungamento muscolare: in questo modo anche il sistema circolatorio ne trae vantaggio e si limitano i rischi di patologie cardiovascolari, derivanti dalla mancata rigenerazione sanguigna.

Degli esercizi proposti dallo yoga, non tutti sono indicati a questa particolare fase della vita: ad esempio, è consigliabile evitare le asana che richiedono torsioni del busto e che sollecitano in modo intenso i muscoli addominali. Più in generale, sono indicati esercizi che favoriscono il rilassamento e che prevedono movimenti dolci, senza sforzi eccessivi: movimenti fluidi, così come la respirazione.

… e per la mente

Questo tipo di approccio alla pratica dello yoga andrà ad agire positivamente anche sulla mente, che a sua volta restituirà di nuovo al corpo i benefici tratti: è questo il modo nel quale il ritmo circolare potrà tornare ad essere presente nell’individualità della donna.

Attraverso esercizi volti a contrastare lo stress e i sentimenti negativi, infatti, si potranno limitare anche i sintomi che proprio da tale disposizione della mente e dell’animo risultano acuiti. Saranno da favorire le asana che aprono le porte alla meditazione, alla riflessione e al raccoglimento interiore, per permettere alla donna di percepire se stessa in cambiamento.

Unire alle pratiche yoga alcune sedute di meditazione permetterà dunque di entrare meglio in connessione con se stesse e imparare a conoscere di nuovo il proprio corpo, per saper meglio rispondere alle sue esigenze in evoluzione: ancora una volta, ecco la riscoperta di una ciclicità benefica.

803Liberarsi dal superfluo, per far emergere l’essenziale: questo il pensiero alla base del decluttering, letteralmente “eliminare la confusione”. Nel corso degli ultimi anni, il decluttering si è fatto sempre più strada come filosofia di vita che abbraccia tanto la dimensione materiale quanto quella razionale ed emotiva.

Allontanarsi da ciò che non serve, per riscoprire cosa è veramente importante: un percorso che riguarda gli oggetti, ma anche i pensieri, le preoccupazioni quotidiane, i rapporti personali superficiali o nocivi. Questi ambiti della vita sono solo apparentemente sconnessi: in realtà, la maggior parte degli oggetti che occupano le nostre case è legata a ricordi, momenti della vita piacevoli o spiacevoli che non sappiamo lasciare andare.

In altri casi, conservare oggetti inutili pensando che forse, un giorno, potremmo averne bisogno, può essere una risposta fuorviante ad un personale bisogno di sicurezza e di protezione. Se incontrollato, l’accumulo può diventare patologico, ma anche in situazioni di totale normalità sono moltissimi gli oggetti superflui all’interno di ogni casa.

Osserviamo davvero ciò che ci circonda?

L’ambiente influenza le persone, lo stato emotivo, perfino il modo di pensare e la capacità di focalizzarsi sulle questioni davvero importanti, stilando una personale lista mentale delle priorità. Per questo, il decluttering spesso inizia all’interno della casa, per poi proseguire dentro di noi.

Provate a guardarvi intorno: riuscite a individuare oggetti che non usate da moltissimo tempo, o che sono ormai del tutto inutili? Ora date un nuovo sguardo, soffermandovi sui singoli oggetti e chiedendovi se la loro assenza avrebbe un effetto sulla vostra vita di tutti i giorni, oppure se passerebbe del tutto inosservata. Ecco che, così, la lista di ciò che può essere eliminato inizia a crescere…

Fare decluttering significa portare ordine, riconquistare spazio e tempo (sottratto al riordino e alla pulizia di ambienti molto caotici, ad esempio), dare maggior valore a ogni singolo oggetto: perché se tutto è importante, allora nulla ha davvero importanza. Sfruttare appieno le risorse, riutilizzare, riciclare, riparare, fare a meno: queste le parole d’ordine che guidano una vita “cutter free”. Può sembrare difficile, ma non lo é: ecco un esercizio e un piccolo gioco per muovere i primi passi nel mondo del decluttering.

La scatola delle scuse

Avete deciso di liberarvi del superfluo, ma pare più semplice a dirsi che a farsi: di fronte a molti oggetti tentennate, non siete certi di volervene separare, temete di pentirvene. Ecco che un semplice scatolone può venire in vostro aiuto: accumulatevi all’interno gli oggetti dei quali non siete sicuri di voler fare a meno e conservate lo scatolone per un anno esatto. Tutto ciò che non vi tornerà utile durante tale arco di tempo, probabilmente non lo farà mai: abbandonate le scuse e liberatevene a cuor leggero.

La sfida minimalista

Per chi ritiene che iniziare sia la parte più difficile, ecco un gioco da mettere in atto per un mese: la sfida minimalista. La regola è semplice, la difficoltà in crescendo: ogni giorno si elimina un numero di oggetti corrispondente alla data, il primo del mese 1 oggetto, il 2 due oggetti… e via di questo passo, per trenta giorni. Alla fine di questo periodo, si potrà scoprire di aver eliminato 930 oggetti, piccoli e grandi, dei quali probabilmente faticherete anche solo a notare l’assenza. Come liberarvene dipende da voi: tutto ciò che è in buono stato e può tornare utile ad altri può essere regalato, scambiato, venduto. Pronte a raccogliere la sfida?

Cereals collection La varietà in tavola è alla base di un’alimentazione sana e alleata della salute: il principale consiglio diffuso per una dieta bilanciata è quello di introdurre all’interno dei pasti molte porzioni di frutta e verdura, meglio se diversificate di volta in volta.  Non sempre, invece, ci si ricorda dei cereali, ricchi di elementi nutritivi e molto versatili in cucina.

Questo accade forse perché il loro consumo, all’interno di un’alimentazione mediterranea, è dato quasi per scontato: pane, pasta e riso accompagnano per tradizione quasi ogni pasto della giornata. Eppure, le possibilità a portata di pentola sono molte di più ed è possibile sostituire i cereali più noti e diffusi con altri in grado di offrire la giusta varietà e, in alcuni casi, soluzioni gustose anche per i celiaci. Ultimamente, alcuni tra i “cereali dimenticati” sono oggetti di riscoperta ed è sempre più facile poterli acquistare. Eccone alcuni tra i più ricchi di proprietà benefiche.

Farro – Tra le più note alternative al grano per la preparazione di pane o pasta, il farro è ricco di fibre, soprattutto se utilizzato in forma decorticata. Acquistato in grani può essere consumato in zuppe, minestre e minestroni. Non è adatto, però, a chi soffre di celiachia o fatica a digerire il glutine.

Miglio – Per molti anni il suo utilizzo è stato relegato a mangime per uccelli, eppure si tratta di un cereale ricco di principi nutrizionali importanti nella nostra dieta: il miglio è una ricchissima fonte di minerali, fondamentali per il nostro benessere, in particolare ferro, magnesio, fosforo, silicio e potassio. Tra le cause della sua riscoperta non va dimenticata la sua versatilità in cucina: il miglio può essere utilizzato per zuppe, minestre e primi piatti, ma anche per realizzare polpette, ripieni o sformati. E’ privo di glutine.

Avena – Molto diffusa nelle tradizioni alimentari di territori dal clima rigido, l’avena è ancora oggi un prezioso alleato per gli sportivi e per i diabetici, in quanto caratterizzata da una elevata concentrazione proteica, a fronte di un bassissimo indice glicemico. E’ ricca di acidi grassi essenziali e di fibre. L’avena può rientrare nell’alimentazione delle persone affette da celiachia, ma deve essere evitata da chi presenta allergia al nickel. Il suo utilizzo in cucina è variegato: l’avena può essere alla base della preparazione del muesli, ma anche arricchire zuppe e minestre.

Amaranto – Molto diffuso nelle tradizioni alimentari del centro e sud America, l’Amaranto è uno pseudocereale adatto anche ai celiaci. Si presenta sotto forma di chicchi molto piccoli, da gustare in numerose varianti gastronomiche: può essere utilizzato come base per piatti a base di cereali e verdure, oppure aggiunto per arricchire zuppe e minestre, o ancora per creare ripieni, polpette o biscotti dolci. In quanto ricco di fibre, proteine, minerali e vitamine dei gruppi Be C è una risorsa importante per vegetariani e vegani.

Quinoa - Di grande diffusione negli ultimi tempi, anche la quinoa è uno pseudocereale dall’origine lontana, dal punto di vista geografico e temporale. Adatta ad una dieta per celiaci, la quinoa è proteica e povera di calorie, pertanto si adatta anche a regimi alimentari dimagranti. Con la quinoa si può dare origine a gustosi piatti freddi o caldi con verdure e legumi, per fare il pieno di zinco, ferro, magnesio e fosforo. E la salute ringrazia.

Aspettando con amoreIl momento del parto è la prima, emozionante avventura che madre e figlio vivono insieme: per il benessere di entrambi è importante affrontare l’evento nel modo più sereno e meno traumatico possibile. Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione alle necessità non solo fisiche, ma anche psicologiche della partoriente, sempre più libera di scegliere le modalità con le quali accogliere il proprio bambino nel mondo.

La nascita può essere legata a diversi timori: da una parte la paura del dolore, dall’altra quella di una eccessiva ospedalizzazione dell’evento e di non riuscire, per  questo, a viverlo appieno. Tra le opzioni a disposizione delle donne, cresce anche in Italia la diffusione del parto in acqua, considerato da molte la migliore risposta ad entrambe le preoccupazioni.

Il ruolo attivo della madre

Possibile purché la gravidanza non sia considerata a rischio e non vi sia nessun tipo di complicazione, il parto in acqua permette alla partoriente di trovare sollievo dal dolore in modo naturale, vivendo in modo completo l’esperienza della nascita del proprio figlio e coinvolgendo, se lo desidera, anche il futuro papà.

La donna, infatti, conserva ampia libertà di movimento e di gestione del parto: può entrare in acqua solo per la fase espulsiva o già durante il travaglio, è libera di entrare e uscire dalla vasca secondo le sue necessità e può decidere di lasciar entrare in acqua anche il compagno, per un momento di grande intimità familiare.

A determinare la diffusione di questa modalità di parto tra le donne concorrono più fattori: non solo la libertà e il controllo che la donna continua a mantenere durante ogni fase della nascita, ma anche l’effetto di riduzione del dolore e dello stress esercitato dall’acqua calda, in grado di trasmettere sensazioni piacevoli, stimolare la produzione di endorfine e favorire la dilatazione dei tessuti. In genere, i tempi si accorciano e il numero di contrazioni diminuisce.

L’evento è meno traumatico anche per il nascituro, che abbandona in modo graduale il “mondo liquido”, l’unico che fino a quel momento abbia conosciuto. Dopo la nascita, madre e figlio possono rimanere qualche minuto nell’acqua, dove il piccolo viene appoggiato sul ventre materno con la sola testa fuori dall’acqua, imparando a conoscere ciò che lo circonda in modo graduale e dando subito il via al processo di riconoscimento e accettazione, importante per rinforzare il legame germogliato durante la gravidanza e che durerà per sempre.

PEsporreste la parte più delicata del vostro corpo a prodotti chimici potenzialmente dannosi? Probabilmente non consapevolmente, eppure accade a moltissime donne, per più giorni al mese. La pelle è un organo protettivo che ci separa dall’esterno tramite appena due millimetri e mezzo di spessore. In zone particolarmente vascolarizzate, come le parti intime, la protezione è inferiore e la velocità di assorbimento molto rapida.

Per questo, utilizzare prodotti per l’igiene intima naturali e sicuri è una condizione fondamentale a tutela della nostra salute. Attualmente, per le aziende produttrici non vi è obbligo di indicare materiali e ingredienti utilizzati durante le varie fasi di lavorazione. Alle acquirenti, insomma, è richiesta fiducia, che non sempre è ben riposta..

Attenzione a rayon e SAP

Con ali, senza, allungati, sottili, ergonomici: di assorbenti ne esistono di ogni forma e spessore. Purtroppo, la stessa varietà caratterizza anche i materiali e i processi produttivi. Solitamente, le aziende che scelgono di realizzare prodotti in puro cotone, al 100% biologico, non ne fanno mistero si tratta di una soluzione sicura e dal basso impatto ambientale.

Al contrario, i prodotti che non riportano indicazioni di questo tipo possono contenere spiacevoli sorprese, come il rayon, un materiale sintetico che può rivelarsi più irritante del cotone, e le Polveri Super Assorbenti, composte da polimeri chimici derivanti dal petrolio. Tali sostanze vengono sfruttate per trasformare i liquidi in gel, aumentando la capacità di assorbenza dei prodotti. Con essa, però, aumenta anche l’impronta ecologica.

Bianco e profumato significa sano e sicuro?

Dal momento che anche l’occhio e il naso vogliono la loro parte, molti degli assorbenti in commercio vengono trattati con il cloro, sostanza candeggiante in grado di rendere gli assorbenti perfettamente bianchi. Ancora un tocco di profumo, e il mix di ingredienti chimici da porre a diretto contatto con il nostro organo più sensibile è pronto: peccato, però, che non appaia più molto invitante…

Trasparenza e tracciabilità sono le caratteristiche da ricercare per prodotti sicuri e naturali: l’utilizzo di puro cotone, meglio se biologico, e l’assenza di sostanze chimiche potenzialmente irritanti costituiscono un valore aggiunto per prodotti che devono proteggere, senza mai aggredire.

Clutter ManagementLiberarsi dal superfluo, per far emergere l’essenziale: questo il pensiero alla base del decluttering, letteralmente “eliminare la confusione”. Nel corso degli ultimi anni, il decluttering si è fatto sempre più strada come filosofia di vita che abbraccia tanto la dimensione materiale quanto quella razionale ed emotiva.

Allontanarsi da ciò che non serve, per riscoprire cosa è veramente importante: un percorso che riguarda gli oggetti, ma anche i pensieri, le preoccupazioni quotidiane, i rapporti personali superficiali o nocivi. Questi ambiti della vita sono solo apparentemente sconnessi: in realtà, la maggior parte degli oggetti che occupano le nostre case è legata a ricordi, momenti della vita piacevoli o spiacevoli che non sappiamo lasciare andare.

In altri casi, conservare oggetti inutili pensando che forse, un giorno, potremmo averne bisogno, può essere una risposta fuorviante ad un personale bisogno di sicurezza e di protezione. Se incontrollato, l’accumulo può diventare patologico, ma anche in situazioni di totale normalità sono moltissimi gli oggetti superflui all’interno di ogni casa.

Osserviamo davvero ciò che ci circonda?

L’ambiente influenza le persone, lo stato emotivo, perfino il modo di pensare e la capacità di focalizzarsi sulle questioni davvero importanti, stilando una personale lista mentale delle priorità. Per questo, il decluttering spesso inizia all’interno della casa, per poi proseguire dentro di noi.

Provate a guardarvi intorno: riuscite a individuare oggetti che non usate da moltissimo tempo, o che sono ormai del tutto inutili? Ora date un nuovo sguardo, soffermandovi sui singoli oggetti e chiedendovi se la loro assenza avrebbe un effetto sulla vostra vita di tutti i giorni, oppure se passerebbe del tutto inosservata. Ecco che, così, la lista di ciò che può essere eliminato inizia a crescere…

Fare decluttering significa portare ordine, riconquistare spazio e tempo (sottratto al riordino e alla pulizia di ambienti molto caotici, ad esempio), dare maggior valore a ogni singolo oggetto: perché se tutto è importante, allora nulla ha davvero importanza. Sfruttare appieno le risorse, riutilizzare, riciclare, riparare, fare a meno: queste le parole d’ordine che guidano una vita “cutter free”. Può sembrare difficile, ma non lo é: ecco un esercizio e un piccolo gioco per muovere i primi passi nel mondo del decluttering.

La scatola delle scuse

Avete deciso di liberarvi del superfluo, ma pare più semplice a dirsi che a farsi: di fronte a molti oggetti tentennate, non siete certi di volervene separare, temete di pentirvene. Ecco che un semplice scatolone può venire in vostro aiuto: accumulatevi all’interno gli oggetti dei quali non siete sicuri di voler fare a meno e conservate lo scatolone per un anno esatto. Tutto ciò che non vi tornerà utile durante tale arco di tempo, probabilmente non lo farà mai: abbandonate le scuse e liberatevene a cuor leggero.

La sfida minimalista

Per chi ritiene che iniziare sia la parte più difficile, ecco un gioco da mettere in atto per un mese: la sfida minimalista. La regola è semplice, la difficoltà in crescendo: ogni giorno si elimina un numero di oggetti corrispondente alla data, il primo del mese 1 oggetto, il 2 due oggetti… e via di questo passo, per trenta giorni. Alla fine di questo periodo, si potrà scoprire di aver eliminato 930 oggetti, piccoli e grandi, dei quali probabilmente faticherete anche solo a notare l’assenza. Come liberarvene dipende da voi: tutto ciò che è in buono stato e può tornare utile ad altri può essere regalato, scambiato, venduto. Pronte a raccogliere la sfida?

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