‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

Cereals collection La varietà in tavola è alla base di un’alimentazione sana e alleata della salute: il principale consiglio diffuso per una dieta bilanciata è quello di introdurre all’interno dei pasti molte porzioni di frutta e verdura, meglio se diversificate di volta in volta.  Non sempre, invece, ci si ricorda dei cereali, ricchi di elementi nutritivi e molto versatili in cucina.

Questo accade forse perché il loro consumo, all’interno di un’alimentazione mediterranea, è dato quasi per scontato: pane, pasta e riso accompagnano per tradizione quasi ogni pasto della giornata. Eppure, le possibilità a portata di pentola sono molte di più ed è possibile sostituire i cereali più noti e diffusi con altri in grado di offrire la giusta varietà e, in alcuni casi, soluzioni gustose anche per i celiaci. Ultimamente, alcuni tra i “cereali dimenticati” sono oggetti di riscoperta ed è sempre più facile poterli acquistare. Eccone alcuni tra i più ricchi di proprietà benefiche.

Farro – Tra le più note alternative al grano per la preparazione di pane o pasta, il farro è ricco di fibre, soprattutto se utilizzato in forma decorticata. Acquistato in grani può essere consumato in zuppe, minestre e minestroni. Non è adatto, però, a chi soffre di celiachia o fatica a digerire il glutine.

Miglio – Per molti anni il suo utilizzo è stato relegato a mangime per uccelli, eppure si tratta di un cereale ricco di principi nutrizionali importanti nella nostra dieta: il miglio è una ricchissima fonte di minerali, fondamentali per il nostro benessere, in particolare ferro, magnesio, fosforo, silicio e potassio. Tra le cause della sua riscoperta non va dimenticata la sua versatilità in cucina: il miglio può essere utilizzato per zuppe, minestre e primi piatti, ma anche per realizzare polpette, ripieni o sformati. E’ privo di glutine.

Avena – Molto diffusa nelle tradizioni alimentari di territori dal clima rigido, l’avena è ancora oggi un prezioso alleato per gli sportivi e per i diabetici, in quanto caratterizzata da una elevata concentrazione proteica, a fronte di un bassissimo indice glicemico. E’ ricca di acidi grassi essenziali e di fibre. L’avena può rientrare nell’alimentazione delle persone affette da celiachia, ma deve essere evitata da chi presenta allergia al nickel. Il suo utilizzo in cucina è variegato: l’avena può essere alla base della preparazione del muesli, ma anche arricchire zuppe e minestre.

Amaranto – Molto diffuso nelle tradizioni alimentari del centro e sud America, l’Amaranto è uno pseudocereale adatto anche ai celiaci. Si presenta sotto forma di chicchi molto piccoli, da gustare in numerose varianti gastronomiche: può essere utilizzato come base per piatti a base di cereali e verdure, oppure aggiunto per arricchire zuppe e minestre, o ancora per creare ripieni, polpette o biscotti dolci. In quanto ricco di fibre, proteine, minerali e vitamine dei gruppi Be C è una risorsa importante per vegetariani e vegani.

Quinoa - Di grande diffusione negli ultimi tempi, anche la quinoa è uno pseudocereale dall’origine lontana, dal punto di vista geografico e temporale. Adatta ad una dieta per celiaci, la quinoa è proteica e povera di calorie, pertanto si adatta anche a regimi alimentari dimagranti. Con la quinoa si può dare origine a gustosi piatti freddi o caldi con verdure e legumi, per fare il pieno di zinco, ferro, magnesio e fosforo. E la salute ringrazia.

Aspettando con amoreIl momento del parto è la prima, emozionante avventura che madre e figlio vivono insieme: per il benessere di entrambi è importante affrontare l’evento nel modo più sereno e meno traumatico possibile. Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione alle necessità non solo fisiche, ma anche psicologiche della partoriente, sempre più libera di scegliere le modalità con le quali accogliere il proprio bambino nel mondo.

La nascita può essere legata a diversi timori: da una parte la paura del dolore, dall’altra quella di una eccessiva ospedalizzazione dell’evento e di non riuscire, per  questo, a viverlo appieno. Tra le opzioni a disposizione delle donne, cresce anche in Italia la diffusione del parto in acqua, considerato da molte la migliore risposta ad entrambe le preoccupazioni.

Il ruolo attivo della madre

Possibile purché la gravidanza non sia considerata a rischio e non vi sia nessun tipo di complicazione, il parto in acqua permette alla partoriente di trovare sollievo dal dolore in modo naturale, vivendo in modo completo l’esperienza della nascita del proprio figlio e coinvolgendo, se lo desidera, anche il futuro papà.

La donna, infatti, conserva ampia libertà di movimento e di gestione del parto: può entrare in acqua solo per la fase espulsiva o già durante il travaglio, è libera di entrare e uscire dalla vasca secondo le sue necessità e può decidere di lasciar entrare in acqua anche il compagno, per un momento di grande intimità familiare.

A determinare la diffusione di questa modalità di parto tra le donne concorrono più fattori: non solo la libertà e il controllo che la donna continua a mantenere durante ogni fase della nascita, ma anche l’effetto di riduzione del dolore e dello stress esercitato dall’acqua calda, in grado di trasmettere sensazioni piacevoli, stimolare la produzione di endorfine e favorire la dilatazione dei tessuti. In genere, i tempi si accorciano e il numero di contrazioni diminuisce.

L’evento è meno traumatico anche per il nascituro, che abbandona in modo graduale il “mondo liquido”, l’unico che fino a quel momento abbia conosciuto. Dopo la nascita, madre e figlio possono rimanere qualche minuto nell’acqua, dove il piccolo viene appoggiato sul ventre materno con la sola testa fuori dall’acqua, imparando a conoscere ciò che lo circonda in modo graduale e dando subito il via al processo di riconoscimento e accettazione, importante per rinforzare il legame germogliato durante la gravidanza e che durerà per sempre.

PEsporreste la parte più delicata del vostro corpo a prodotti chimici potenzialmente dannosi? Probabilmente non consapevolmente, eppure accade a moltissime donne, per più giorni al mese. La pelle è un organo protettivo che ci separa dall’esterno tramite appena due millimetri e mezzo di spessore. In zone particolarmente vascolarizzate, come le parti intime, la protezione è inferiore e la velocità di assorbimento molto rapida.

Per questo, utilizzare prodotti per l’igiene intima naturali e sicuri è una condizione fondamentale a tutela della nostra salute. Attualmente, per le aziende produttrici non vi è obbligo di indicare materiali e ingredienti utilizzati durante le varie fasi di lavorazione. Alle acquirenti, insomma, è richiesta fiducia, che non sempre è ben riposta..

Attenzione a rayon e SAP

Con ali, senza, allungati, sottili, ergonomici: di assorbenti ne esistono di ogni forma e spessore. Purtroppo, la stessa varietà caratterizza anche i materiali e i processi produttivi. Solitamente, le aziende che scelgono di realizzare prodotti in puro cotone, al 100% biologico, non ne fanno mistero si tratta di una soluzione sicura e dal basso impatto ambientale.

Al contrario, i prodotti che non riportano indicazioni di questo tipo possono contenere spiacevoli sorprese, come il rayon, un materiale sintetico che può rivelarsi più irritante del cotone, e le Polveri Super Assorbenti, composte da polimeri chimici derivanti dal petrolio. Tali sostanze vengono sfruttate per trasformare i liquidi in gel, aumentando la capacità di assorbenza dei prodotti. Con essa, però, aumenta anche l’impronta ecologica.

Bianco e profumato significa sano e sicuro?

Dal momento che anche l’occhio e il naso vogliono la loro parte, molti degli assorbenti in commercio vengono trattati con il cloro, sostanza candeggiante in grado di rendere gli assorbenti perfettamente bianchi. Ancora un tocco di profumo, e il mix di ingredienti chimici da porre a diretto contatto con il nostro organo più sensibile è pronto: peccato, però, che non appaia più molto invitante…

Trasparenza e tracciabilità sono le caratteristiche da ricercare per prodotti sicuri e naturali: l’utilizzo di puro cotone, meglio se biologico, e l’assenza di sostanze chimiche potenzialmente irritanti costituiscono un valore aggiunto per prodotti che devono proteggere, senza mai aggredire.

Clutter ManagementLiberarsi dal superfluo, per far emergere l’essenziale: questo il pensiero alla base del decluttering, letteralmente “eliminare la confusione”. Nel corso degli ultimi anni, il decluttering si è fatto sempre più strada come filosofia di vita che abbraccia tanto la dimensione materiale quanto quella razionale ed emotiva.

Allontanarsi da ciò che non serve, per riscoprire cosa è veramente importante: un percorso che riguarda gli oggetti, ma anche i pensieri, le preoccupazioni quotidiane, i rapporti personali superficiali o nocivi. Questi ambiti della vita sono solo apparentemente sconnessi: in realtà, la maggior parte degli oggetti che occupano le nostre case è legata a ricordi, momenti della vita piacevoli o spiacevoli che non sappiamo lasciare andare.

In altri casi, conservare oggetti inutili pensando che forse, un giorno, potremmo averne bisogno, può essere una risposta fuorviante ad un personale bisogno di sicurezza e di protezione. Se incontrollato, l’accumulo può diventare patologico, ma anche in situazioni di totale normalità sono moltissimi gli oggetti superflui all’interno di ogni casa.

Osserviamo davvero ciò che ci circonda?

L’ambiente influenza le persone, lo stato emotivo, perfino il modo di pensare e la capacità di focalizzarsi sulle questioni davvero importanti, stilando una personale lista mentale delle priorità. Per questo, il decluttering spesso inizia all’interno della casa, per poi proseguire dentro di noi.

Provate a guardarvi intorno: riuscite a individuare oggetti che non usate da moltissimo tempo, o che sono ormai del tutto inutili? Ora date un nuovo sguardo, soffermandovi sui singoli oggetti e chiedendovi se la loro assenza avrebbe un effetto sulla vostra vita di tutti i giorni, oppure se passerebbe del tutto inosservata. Ecco che, così, la lista di ciò che può essere eliminato inizia a crescere…

Fare decluttering significa portare ordine, riconquistare spazio e tempo (sottratto al riordino e alla pulizia di ambienti molto caotici, ad esempio), dare maggior valore a ogni singolo oggetto: perché se tutto è importante, allora nulla ha davvero importanza. Sfruttare appieno le risorse, riutilizzare, riciclare, riparare, fare a meno: queste le parole d’ordine che guidano una vita “cutter free”. Può sembrare difficile, ma non lo é: ecco un esercizio e un piccolo gioco per muovere i primi passi nel mondo del decluttering.

La scatola delle scuse

Avete deciso di liberarvi del superfluo, ma pare più semplice a dirsi che a farsi: di fronte a molti oggetti tentennate, non siete certi di volervene separare, temete di pentirvene. Ecco che un semplice scatolone può venire in vostro aiuto: accumulatevi all’interno gli oggetti dei quali non siete sicuri di voler fare a meno e conservate lo scatolone per un anno esatto. Tutto ciò che non vi tornerà utile durante tale arco di tempo, probabilmente non lo farà mai: abbandonate le scuse e liberatevene a cuor leggero.

La sfida minimalista

Per chi ritiene che iniziare sia la parte più difficile, ecco un gioco da mettere in atto per un mese: la sfida minimalista. La regola è semplice, la difficoltà in crescendo: ogni giorno si elimina un numero di oggetti corrispondente alla data, il primo del mese 1 oggetto, il 2 due oggetti… e via di questo passo, per trenta giorni. Alla fine di questo periodo, si potrà scoprire di aver eliminato 930 oggetti, piccoli e grandi, dei quali probabilmente faticherete anche solo a notare l’assenza. Come liberarvene dipende da voi: tutto ciò che è in buono stato e può tornare utile ad altri può essere regalato, scambiato, venduto. Pronte a raccogliere la sfida?

gennaio 12, 2015

Pillola sì ma…

yChi preferisce evitare quanto più possibile di assumere medicinali e sceglie di curarsi con terapie naturali si trova spesso combattuta fra adottare una contraccezione ormonale, con il suo elevato margine di sicurezza, oppure optare per alternative meno invasive ma anche un po’ meno efficaci.

Se la scelta cade sulla pillola c’è comunque la possibilità di contrastarne gli effetti collaterali con l’aiuto di rimedi naturali. Vediamone alcuni:

Ritenzione idrica: se le gambe si gonfiano e tendono ad avere l’aspetto “a buccia d’arancia” il primo provvedimento da adottare è l’attività fisica regolare. Un’ora al giorno di camminata oppure il nuoto, che ha anche un effetto massaggio, o uno sport praticato con regolarità sono spesso già sufficienti a migliorare la situazione. L’altro aspetto fondamentale riguarda l’alimentazione: evitare dolci, grassi animali, farine raffinate e bevande gassate e dolcificate, insaccati e carni; preferire pesce, legumi, cereali raffinati, olio extravergine e tantissima frutta e verdura. Se non è sufficiente si possono assumere dei fitoterapici drenanti a base di betulla, meliloto, hamamelis, ippocastano. Sono molti anche i rimedi omeopatici efficaci: Thuya, Pulsatilla, Natrum Muriaticum, Natrum Sulfuricum, Silicea , da scegliere in base alle proprie caratteristiche fisiche e ai sintomi associati.

Nausea: spesso è un fenomeno temporaneo che si attenua dopo i primi tempi. Ci si può però aiutare con l’omeopatia: Ipeca, Cocculus, Nux Vomica, Cuprum, Arsenicum album per esempio. Si possono assumere tisane a base di camomilla, verbena, finocchio e altre piante che calmano lo stomaco e anche in questo caso una corretta alimentazione è molto importante.

Mal di testa: se è molto insistente conviene provare a sostituire la pillola, dato che spesso cambiando la composizione ormonale il sintomo scompare o si attenua. Possono essere d’aiuto integratori a base di magnesio e vitamine del gruppo B, Sali di Schuessler quali Silica, Natrum Muriaticum, Kalium phosphoricum; fra i rimedi omeopatici, Lycopodium, Magnesia phosphorica, Selenium, Lachesis, Sanguinaria, Aconitum.

Tensione al seno: in questo caso integratori e fitoterapici a base di Agnocasto sono di solito molto efficaci. In alternativa o insieme si possono assumere antiinfiammatori naturali a base di enzimi (bromelina, papaina, tripsina ecc.) e alcuni rimedi omeopatici, per esempio Phytolacca, Belladonna, Apis, Conium.

Disturbi dell’umore: irritabilità, senso di depressione o rapidi cambiamenti di umore possono essere mitigatii da integratori a base di magnesio, da fitoterapici (attenzione all’iperico perché interferisce con l’assorbimento della pillola!) e da molti omeopatici: Sepia, Silicea, Pulsatilla, Ignatia, Lycopodium, Staphysagria e tanti altri, da scegliere in base alle caratteristiche del sintomo e della persona.

Calo del desiderio: sintomo apparentemente paradossale ma in realtà piuttosto comune. Prima di tutto è consigliabile cambiare tipo di pillola, perché talvolta si risolve semplicemente sostituendo l’estrogeno e/o il progestinico. In caso di insuccesso, se non è possibile sospendere la pillola si può provare con la micoterapia, dato che il fungo Cordyceps si è rivelato piuttosto efficace nel risvegliare la libido.

Dott.ssa Roberta Raffelli

 

PChi di noi è orientata verso una medicina “dolce” e preferisce evitare il più possibile l’uso di farmaci, ancora di più sente questa esigenza nel delicato periodo della gravidanza.

In effetti la maggior parte dei disturbi può essere trattata molto bene con le medicine complementari e con uno stile di vita corretto. Vediamo come affrontare i disturbi più frequenti:

Nausea e vomito sono sicuramente gli effetti collaterali più comuni del primo trimestre. Un validissimo aiuto ci viene da una radice, lo zenzero, che è presente in tutti gli integratori sul mercato, che siano in compresse, gocce o gomme da masticare. Ma lo zenzero può essere utilizzato anche fresco, preparando un efficace decotto (si fanno bollire a fuoco basso per 10 minuti alcune fettine sottili, poi si beve eventualmente aggiungendo limone e un po’ di miele)oppure in polvere come condimento o nel tè.

Nei casi più ostinati è possibile ricorrere all’agopuntura, che dà molto spesso sollievo fin dalla prima seduta. In alternativa o insieme si possono usare vari rimedi omeopatici: in commercio esistono vari rimedi complessi, nei quali sono associati diversi prodotti ad azione su questi sintomi, oppure fra gli unitari abbiamo ad esempio Cocculus, Ipeca, Camphora, Nux Vomica, Arsenicum Album, Tabacum, Ignatia.

Insonnia: anche questo sintomo è molto comune, spesso per tutta la durata della gravidanza.

Spesso è sufficiente una correzione dello stile di vita: cena leggera e senza proteine animali, attività fisica moderata, passeggiata prima di andare a dormire permettono di alleggerire la digestione e migliorare l’ossigenazione dei tessuti, oltre ad avere azione calmante sullo stato mentale.

L’agopuntura è un validissimo supporto, ma per chi non ama gli aghi si possono utilizzare fitoterapici a base di passiflora, melissa, tiglio, lavanda, luppolo, griffonia e così via, sia come tisane che come tinture madri o compresse.

In omeopatia poi ci vengono in aiuto ad esempio Coffea cruda, Nux Vomica, Sepia, Ignatia, Gelsemium.

Ritenzione idrica, gambe gonfie: camminare regolarmente almeno un’ora al giorno, fare attività in piscina (nuoto, acquagym, idrospin) e utilizzare le calze elastiche sono presidii indispensabili.  Va inoltre ridotto drasticamente il consumo di sale e aumentato quello di frutta e verdura. Assumere molta acqua è fondamentale per drenare l’eccesso di sale e di tossine provocato dalla stasi venosa e linfatica. Molti fitoterapici hanno un’azione diuretica naturale, come la betulla, la centella, il rusco, l’asparago e il meliloto. In omeopatia troviamo Apis, Pulsatilla, Aesculus, Natrum Muriaticum, Natrum Sulfuricum fra i più frequentemente utilizzati.

Stipsi: uno dei sintomi “per eccellenza” della gravidanza, va trattato prima di tutto con l’attività fisica quotidiana, l’assunzione di una quantità adeguata di liquidi e un’alimentazione ricca di fibre, quindi frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Da evitare latte e latticini, farine bianche, proteine in eccesso, cibi raffinati. Se questo non è sufficiente, si può ricorrere al valido aiuto dell’agopuntura, a decotti (molto utile quello di orzo mondo, malva, psillio e una piccola percentuale di frangula, da far preparare in erboristeria; decuocere per mezz’ora, far depositare i semi e bere il liquido senza filtrarlo) e ai semi, che aumentano la massa fecale senza irritare l’intestino. Psillio e lino sono i più utilizzati, sempre da assumere con molti liquidi.

Fra i rimedi omeopatici troviamo Lycopodium e Nux Vomica, Graphites, Alumina, Silicea.

Crampi: anche in questo caso l’attività fisica regolare e un’adeguata assunzione di liquidi sono indispensabili; frutta e verdura in grande quantità per introdurre sali minerali e vitamine, calze elastiche per la circolazione, integratori a base di magnesio, potassio e vitamine del gruppo B, anche in diluizione omeopatica. Molto utile fra i sali di Schüssler  Magnesia Phosphorica, mentre fra i rimedi omeopatici unitari Cuprum è senz’altro il più indicato, ma sono spesso efficaci Arnica, ancora Magnesia Phosphorica (in diluizione più alta rispetto ai sali di Schüssler), Staphysagria.

Mal di schiena: soprattutto nelle ultime fasi della gravidanza è un sintomo che colpisce gran parte delle donne, associato o meno a sciatalgia. Spesso legato alla modificazione della postura, può trarre beneficio dall’utilizzo della cintura per sostenere l’addome, che alleggerisce il carico lombare. Anche qualche seduta osteopatica è di grande aiuto, così come gli integratori a base di acido Alfa lipoico, assunto a dosaggi abbastanza importanti (800 mg al giorno e oltre). Trova grande indicazione l’agopuntura, che in genere dà un rapido sollievo, mentre in omeopatia Arnica, Hypericum, Rhus Tox e Ruta sono fra i rimedi più spesso utili, da soli o in associazione.

Stanchezza, sonnolenza: spesso questi sintomi sono legati all’anemia che insorge dopo la prima metà della gravidanza, e in questo caso, previa valutazione della ferritina, ossia della riserva di ferro dell’organismo, è necessaria l’integrazione di tale elemento. Per chi non lo tollerasse come farmaco, se l’anemia non è troppo severa si può assumere come integratore o in forma omeopatica. Un vecchio metodo sempre efficace è quello della mela chiodata (una mela acida tipo renetta nella quale si infilano una decina di chiodi di ferro che si lasciano per 12 ore; si mangia la mela e si riutilizzano i chiodi) una-due volte al giorno.

Altra causa di astenia è l’ipotiroidismo, anch’esso molto comune e da valutare di routine nel primo trimestre, poiché se non corretto tempestivamente può portare a problemi fetali.

Spesso vengono consigliati in gravidanza integratori multivitaminici, che indubbiamente migliorano l’astenia ma che forniscono anche sostanze- prodotte chimicamente- di cui l’organismo non ha bisogno e che in più tendono ad aumentare l’appetito. Molto meglio invece adottare un’alimentazione ricca di vitamine naturali, cioè frutta e verdura fresche, consumate di preferenza crude, oppure integratori selettivi di quelle vitamine di cui si sia evidenziata la carenza con appositi esami del sangue. A questo proposito, importante dosare a inizio gravidanza la vitamina D che, oltre a favorire la corretta ossificazione del feto, sembra sempre più svolgere un ruolo protettivo nella prevenzione del parto pretermine e nel corretto funzionamento del sistema immunitario.

L’omeopatia offre numerosi rimedi, sia costituzionali che sintomatici: Phosphoric Acidum, Sepia, Silicea, China, Kali Phosphoricum, Arnica fra i principali.

Dott.ssa Roberta Raffelli

 

Le mestruazioni sono spesso vissute come un fastidioso ostacolo alla quotidianità: un maggiore senso di stanchezza e qualche dolore possono  rallentarci e deconcentrarci, facendo in modo che il nostro corpo si imponga sulla routine quotidiana, attirando la nostra attenzione.

Frau mit Schmerzen im BauchPercependole quasi come un fattore di disturbo, siamo portate a soffocare i segnali che il nostro corpo ci manda durante i diversi momenti del ciclo. Eppure, per ridurre il fastidio dei sintomi che si accompagnano al periodo mestruale e premestruale, abbiamo a disposizione ottimi strumenti: l’accettazione e la condiscendenza.

Il tempo: una linea o una ruota?

Nei tempi più antichi, il ciclo mestruale era considerato un dono sacro, tale da conferire grandi poteri alla donna e da renderla più vicina alla natura. Con l’affermarsi delle società patriarcali, il flusso mestruale ha iniziato ad essere percepito come qualcosa di negativo, al pari di una ferita, e collegato al concetto di impurità. Ad ogni modo, esso è sempre stato riconosciuto come elemento importante nella vita della donna, responsabile della definizione della sua stessa essenza. Oggi, invece, sembra avere perso tutta la sua rilevanza: il flusso non deve comportare limitazioni e la vita deve poter scorrere sempre identica e lineare.

In parte questa visione si lega alla percezione del tempo, fondata sul concetto di linearità: è necessario uno sforzo per appropriarsi nuovamente del concetto di tempo circolare che caratterizza ogni avvenimento naturale. Quando si pensa al ciclo mestruale, ci si focalizza soltanto sul periodo del flusso, dimenticando che esso è solo una parte di un processo di morte e rinascita che si ripete incessantemente.

Ascoltare il corpo per curare il dolore

 Durante i giorni di mestruazioni, il dolore attira l’attenzione verso il ventre: anziché tentare di metterlo a tacere, possiamo sfruttarlo per riscoprire una più profonda connessione con il nostro corpo. Cerchiamo di assecondare le nostre esigenze: stiamo a riposo, al caldo, concentriamoci sulla sensazione di dolore e su tutto il resto del corpo. In questo modo potremo percepire le tensioni e concentrarci per scioglierle, facendo attenzione a ciò che allieva la sensazione dolorosa e ciò che, invece, la accentua. Percepiremo, in contrasto, le parti del corpo che ci trasmettono invece una sensazione di rilassamento e pace, ricordandoci che il dolore è localizzato.

Si tratta di un esercizio semplice, ma utile per aprire un canale di comunicazione da coltivare durante tutte le successive fasi del ciclo: umore, concentrazione, creatività, percezioni subiscono continue variazioni durante i 28 giorni di questo naturale percorso. Riconnettersi con questi elementi in continua evoluzione permetterà di vivere con maggiore naturalezza e consapevolezza la propria femminilità, assecondandola senza combatterla.

Il ciclo mestruale nel quotidiano

Riconoscere la circolarità del tempo che guida il nostro organismo significa anche poter riequilibrare il nostro quotidiano. Come accade durante la stagione invernale, i giorni di flusso portano con sé un rinnovamento: è la fase di morte che precede la rinascita. Sono i giorni nei quali rallentare il ritmo, raccogliersi nei bilanci e nelle riflessioni, preparandosi mentalmente ai cambiamenti che la fase successiva potrà portare.

A tale momento, infatti, fa seguito la rinascita, legata ad una fase di maggiore energia e creatività: questi saranno i giorni nei quali mettere in atto i cambiamenti che hanno già preso forma nella nostra mente e nei quali godere dei frutti di una nuova energia. Imparando ad ascoltare il ciclo che scandisce il nostro tempo, potremo riscoprirlo come opportunità per esprimerci al meglio, in connessione con il nostro essere.

 

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