‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

oil gel dropEssere ecosostenibili nei piccoli gesti quotidiani. E’ una mission di molte persone. A volte però la risposta di cosa scegliere e come fare per ridurre l’impatto ambientale, può non essere immediata. Ecco quindi che con piacere vi daremo un po’ di consigli e “scorciatoie” per una vita green.

Oggi si parla di detersivi ecosostenibili. Dalla pulizia della casa alla lavatrice, vorreste scegliere detergenti amici del pianeta ma non sapete quale scegliere? Sugli scaffali ci sono file interminabili di prodotti e dopo un’ora siete ancora lì a leggere le etichette? Ecco una guida facile per poter individuare in pochi minuti i prodotti più adatti alle vostre esigenze.

Se avete l’istinto del piccolo chimico potreste studiare la composizione dei prodotti individuando gli ingredienti sulle etichette o, qualora non presenti sulle confezioni, tramite il sito dei produttori. Come per i cosmetici, l’ordine dei componenti è decrescente sulla base della concentrazione. Grazie ai pallini rossi gialli e verdi del biodizionario potrete dare un punteggio di qualità.

Se invece le formule chimiche non vi sono familiari potreste affidarvi alle certificazioni riconosciute. Il marchio europeo Ecolabel – che certifica l’ecosostenibilità di prodotti e servizi – esiste anche per le principali linee di detergenza (bucato, piatti, pavimenti, e così via). Per potersi fregiare di questo “titolo” i detersivi devono soddisfare i criteri individuati dai disciplinari comunitari e quindi devono avere un’ottima capacità pulente ed essere a basso impatto ambientale. Le regole sono rivolte a ridurre gli scarichi di sostanze tossiche o inquinanti nell’ambiente acquatico, limitare o prevenire i rischi per la salute o l’ambiente connessi all’uso delle sostanze pericolose, minimizzare i rifiuti da imballaggio nonché promuovere la diffusione di informazioni che consentano al consumatore di utilizzare il prodotto nel modo più eco efficiente possibile. La normativa non non riguarda però le materie prime utilizzate nella produzione dei detergenti. I prodotti Ecolabel quindi potrebbero contenere elementi di sintesi anche di origine petrolchimica.

Il marchio del biologico invece certifica l’utilizzo di fonti rinnovabili e naturali, ma non prende in considerazione né l’impatto ambientale del prodotto finito né la qualità della prestazione.

In Italia c’è un’eccezione rappresentata dalla certificazione “detergenza pulita ICEA/AIAB” che prescrive, nell’iter prodromico alla certificazione del detergente, test prestazionali con gli equivalenti prodotti tradizionali e anche un calcolo dell’impatto ambientale del prodotto finito.

Se invece siete dei cultori dell’arte del fai da te, potreste sperimentare direttamente le ricette per i detersivi domestici utilizzando gli ingredienti che di solito sono già presenti nella nostra cucina. In questo caso fateci sapere quali sono le vostre “pozioni magiche” per rendere tutto pulito!

www.letiziapalmisano.it

Spa scene with natural cosmeticsEstate, voglia di sole e di aria aperta. Ma dobbiamo proteggerci e gli oli essenziali e gli oli vegetali possono essere nostri preziosi alleati per vivere  un’estate al naturale. In particolare – come ci ricorda Elena Cobez – abbiamo a disposizione alcune essenze che si riveleranno molto utili, sia come repellenti per le zanzare, sia come lenitive, sia per proteggere la pelle dai raggi solari (anche se non possiamo creare solo con essenze e oli vegetali uno schermo solare totale).

Vediamo qualche ricetta interessante da creare. Per esempio uno spray antizanzare per tutta la famiglia  potrebbe essere il seguente:

50 ml di vodka

10 gocce di Geranio rosato

5 gocce di Citronella di Ceylon

5 gocce di Menta piperita

Questa ricetta vede come protagoniste tre essenze che possono contrastare la presenza delle zanzare; possiamo mettere la miscela in uno spray e spruzzarlo sulla pelle, stando bene attenti a non spruzzare mai per sbaglio la miscela sul volto e sugli occhi. Nel caso la ricetta risultasse per qualcuno troppo intensa, si possono diminuire le dosi delle essenze. Utilizziamo la vodka come base perché è una sostanza che ha poco odore e di bassa gradazione (40 gradi circa).

Chiaramente se poi abbiamo bisogno anche di un prodotto da applicare sulla pelle come lenitivo per le punture d’insetto, allora possiamo creare un buon olio in questo modo:

50 ml di oleolito di Calendula

20 gocce di Lavanda spica

20 gocce di Copaiba

L’olio essenziale di Lavanda spica è un’ottima essenza per le punture d’insetto, e in questo caso la uniamo ad una oleoresina, la Copaiba, che è perfetta per disinfiammare la pelle e aiutarla a ristrutturarsi.

Nel caso tu non riuscissi a reperire questi due oli essenziali, puoi utilizzare anche una Lavanda vera o una Lavanda hybrida.

In caso invece di eritemi solari, possiamo utilizzare una ricetta simile, che vede sempre presente l’oleolito di Calendula:

50 ml di oleolito di Calendula

30 gocce di Copaiba

10 gocce di Camomilla blu

E se non abbiamo la Camomilla, possiamo comunque utilizzare una Lavanda.

In questo caso abbiamo usato delle essenze lenitive, e la Camomilla blu è una sostanza perfetta per disinfiammare la pelle. E per le pelli delicate può essere una buona idea utilizzare un olio protettivo anche durante il giorno, non solo se siamo al mare, ma anche in città o in montagna:

30 ml di olio di Jojoba

10 ml di Olio di Rosa Mosqueta

10 ml di olio di Avocado

Questa sinergia di tre oli vegetali crea un vero e proprio olio di bellezza, con leggero effetto protettivo, idratante, nutriente e ristrutturante. Spesso quando provo ricette come queste, mi stupisco di quanto la pelle risponde a questi nutrienti e come si possa in questo modo anche d’estate avere una pelle più morbida, meno tesa, luminosa e idratata. Come dicevamo prima, questa miscela non sostituisce prodotti solari protettivi, ma sicuramente può essere di valido aiuto quando vogliamo nutrire la pelle, un po’ come fosse una crema da giorno.

Spesso in Aromaterapia siamo abituati a focalizzarci maggiormente sugli oli essenziali, ma in realtà anche gli oli vegetali sono una grande risorsa, e anche gli idrolati, che sono l’acqua aromatica prodotta durante la distillazione delle essenze. La famosa “acqua di rose” nasce come acqua di distillazione delle rose, e quindi in origine era un idrolato. Oggi si trova ancora in commercio, anche se alcune acque di rose sono acque profumate, e quindi non sono idrolati (negli idrolati resta un residuo dell’olio essenziale distillato). Vedremo in prossimi articoli quale uso possiamo fare sia degli oli vegetali che degli idrolati, per arrivare ad una cosmesi naturale aromatica che sia di vero supporto alla nostra pelle, che non è solo un organo, ma anche un punto importante di contatto con l’ambiente esterno, e come tale rappresenta un “confine”. Questo strato di confine è una superficie sulla quale avvengono molte cose, e con oli essenziali, oli vegetali e idrolati possiamo armonizzarla e aiutarla nel suo compito.

Elena Cobez

 

UmzugEstate, tempo di ferie e di agognate villeggiature: viaggiare con i propri figli rappresenta sempre un’esperienza di straordinaria intensità. Ritmi nuovi, abitudini diverse e un po’ di fatica in più, ma anche la possibilità di godere del viaggio con maggiore lentezza, di esplorare orizzonti naturali e, soprattutto, di osservare il mondo attraverso lo sguardo vergine e meravigliato dei bambini. Per chi è abituato da sempre ad andare in giro, infatti, una vacanza con bimbo al seguito può rappresentare una vera e propria rivoluzione: perché allora non approfittarne per abituarsi a viaggiare in modo più “leggero” e sostenibile, più rispettoso dell’ambiente e vicino ai tempi della natura?

A cominciare dalla quantità e dalla mole delle valigie. Per una legge fisica mai formulata ma sperimentata da molti, sembra infatti che la quantità di bagagli necessaria sia inversamente proporzionale alle dimensioni del viaggiatore: spostarsi con un bambino, di norma, somiglia quindi più a un trasloco che a una vacanza. Eppure basta un po’ di senso pratico per non esagerare. Un consiglio sempre valido può essere quello di stilare con calma una lista dettagliata di quello che andrà messo in valigia, per poi, al momento di fare praticamente i bagagli, attenersi scrupolosamente alle indicazioni dell’elenco. La lista dovrà essere adeguata, oltre che all’età del bambino, alla stagione in cui si viaggia e alla destinazione della vacanza: in molti casi, infatti, è possibile reperire la maggior parte dei prodotti necessari (pannolini, pappe, latte, etc) direttamente sul luogo, evitando così di sovraccaricarsi in partenza.

E a proposito di destinazioni, la nascita di un figlio costituisce il “pretesto” ideale per riscoprire mete vicine, riducendo in questo modo le distanze percorse e, di conseguenza, l’impatto ambientale del trasferimento. Anche le regioni più prossime a quella in cui viviamo tutto l’anno, infatti, offrono molte opportunità di svago, conoscenza e relax per tutta la famiglia. Parchi naturali e altri luoghi “selvaggi” rappresentano una destinazione ideale per i più piccoli, che potranno in questo modo godere di tutti i benefici di un ambiente incontaminato: dalle spiagge alle montagne, dalla campagna ai laghi, l’offerta è vastissima e permette di soddisfare davvero tutte le esigenze. Grazie alle tante attività organizzate da alberghi, associazioni locali e gruppi ambientalisti, inoltre, la vacanza in natura può diventare un momento di divertimento e informazione per tutta la famiglia.

L’Italia, in particolare, ha una vasta porzione di territorio tutelato da parchi nazionali e altre aree protette. Sul sito http://www.parks.it/, oltre a informazioni di ogni genere sui parchi naturali italiani, è possibile consultare la sezione “Ospitalità” (raggiungibile direttamente dall’home page) con tutte le strutture ricettive nell’Italia protetta.

Una esperienza originale e molto “slow”, ideale per le famiglie con bambini e non solo, è rappresentata dal cosiddetto “albergo diffuso”, un nuovo modo di concepire la ricettività che si è diffuso negli ultimi anni soprattutto in borghi di pregio e altre località che rischiavano lo spopolamento progressivo, e che proprio grazie a un turismo di qualità e attento alle peculiarità del territorio hanno ritrovato il loro splendore. Il sito http://www.albergodiffuso.com/ fornisce informazioni, indirizzi e news su questa particolare modalità di vivere il viaggio.

Per quanto riguarda poi l’alloggio per le nostre vacanze in famiglia, la scelta di strutture tradizionali, a conduzione familiare, si rivela di solito “amica della natura”, oltre che del portafogli di mamma e papà!

Legambiente, ad esempio, fornisce un elenco di alberghi che possono fregiarsi di un bollino “verde” grazie al loro impegno a tutto tondo per la sostenibilità ambientale: http://legambienteturismo.it/alberghi-ecologici/. Anche molte strutture appartenenti alla rete internazionale dei “Family hotel” spiccano spesso per lo sforzo di ridurre il proprio impatto ambientale, con un impegno particolare, ad esempio, nella raccolta differenziata dei rifiuti, nell’offerta di alimenti biologici e a chilometri zero e nell’adozione di accorgimenti che limitano i consumi energetici e idrici.

Il campeggio si può rivelare una soluzione ecologica, capace allo stesso tempo di contenere la spesa  per la villeggiatura e assicurare a grandi e piccini una bella esperienza a diretto contatto con la natura. La condizione imprescindibile, però, è che la struttura sia progettata e gestita con grande attenzione all’impatto sull’ambiente, dalla gestione dei rifiuti all’efficienza energetica, dal consumo di suolo alla eventuale ristorazione. In Toscana, ad esempio, è partito da qualche mese il progetto GreenCamp, che si propone proprio di migliorare l’ecosostenibilità dei campeggi presenti sul territorio: http://www.green-camp.it/.

I bambini molto piccoli, se allattati al seno, permettono di risolvere la questione della pappa in modo estremamente pratico e veloce, e di evitare il ricorso a pappe pronte e confezioni usa e getta. Per i più grandicelli, poi, la rosa delle possibilità green si amplia, permettendo di optare, ad esempio, per una vacanza in bicicletta, un giro in barca a vela o, meglio ancora, un campo di volontariato ambientale come quelli che le principali associazioni ambientaliste organizzano ogni anno in Italia e all’estero. Quelli promossi dal WWF http://www.wwf.it/tu_puoi/volontariato/, dedicati alla tutela di particolari specie animali a rischio di estinzione, sono solo una delle possibili opzioni a disposizione di eco-volontari di tutte le età.

In rete, infine, è possibile trovare numerose proposte di soggiorni e pacchetti all inclusive improntati ai principi dell’ecoturismo. I più avventurosi, invece, potrebbero prendere in considerazione le proposte di tour operator che propongono itinerari “alternativi” all’estero, spesso in stretta vicinanza con l’ambiente naturale. Viaggi Avventure nel Mondo, ad esempio, propone un ampio ventaglio di opzioni dedicato proprio ai viaggi in famiglia. http://www.viaggiavventurenelmondo.it/nuovosito/viaggi/indicefamily55.php

Ricordando in ogni caso che, qualunque sia la propria idea di vacanza, a viaggiare “leggeri” si impara da piccoli.

 unamammagreen.com

 

 

giugno 16, 2014

Candida: ospite o nemica?

femme douleur abdomenSono poche le donne che nella loro vita non abbiano mai avuto esperienza della candida vaginale, ma per parecchie questo fastidioso disturbo si trasforma in un incubo ricorrente, che pregiudica la vita sessuale e causa problemi psicologici ed emozionali di non piccolo conto.

Ma perché un banale fungo spesso non riesce a essere debellato dai potenti farmaci che abbiamo a disposizione?

Per capirlo occorre sapere che la candida non è un microrganismo estraneo che si contrae dall’esterno, ma un commensale abituale del nostro corpo. Insieme a numerosi batteri contribuisce al cosiddetto ecosistema vaginale, nel quale, in condizioni di equilibrio, ogni organismo ha propri spazi e ruoli ben definiti.

Quando questo equilibrio viene turbato, alcuni elementi vengono a trovarsi in condizioni di vantaggio e proliferano eccessivamente, dando origine a vari disturbi. Per la candida, condizioni favorenti sono per esempio l’assunzione di antibiotici, che uccidendo i batteri lasciano più spazio nella competizione per il nutrimento ai funghi e ai virus, oppure le condizioni che acidificano l’ambiente, o la presenza di zuccheri in eccesso; inoltre lo stress rappresenta un elemento favorente, per depressione delle difese immunitarie e verosimilmente anche le condizioni emozionali giocano un loro ruolo.

Pertanto, se bombardiamo la candida con armi potenti come gli antimicotici ma non cambiamo nulla nel sistema che l’ha favorita, nel giro di breve tempo essa si ripresenterà, magari più resistente all’azione dei farmaci.

Quali sono quindi le strategie vincenti?

Dato che eliminare lo stress sarebbe ideale ma è difficilmente praticabile, quello su cui si può e deve lavorare sono soprattutto l’alimentazione e il ripristino di una corretta flora batterica intestinale. Quest’ultima azione da sola è priva di efficacia perché in un ambiente troppo acido e senza il corretto nutrimento (prebiotici) i probiotici non riescono ad attecchire.

Gli alimenti che favoriscono la candida e che vanno esclusi completamente sono: latte e latticini, zuccheri, lieviti (inclusa la birra) e farine bianche. Anche le proteine, soprattutto di provenienza animale, sono da limitare in quanto molto acidificanti.

La durata della dieta va valutata in base a quella del problema; in genere però per chi ha sofferto per lungo tempo di candida il cambiamento dell’alimentazione dovrà essere definitivo.

Esistono numerosi integratori e prodotti omeopatici utili a contrastare la candida, ma niente è davvero efficace se non si agisce radicalmente sullo stile alimentare. Come sempre, non esiste la bacchetta magica ma occorre assumerci la responsabilità della nostra guarigione!

Roberta Raffelli

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La celebrazione del matrimonio, pur se organizzata dagli sposi e da wedding planner nei minimi dettagli per mesi, si svolge nell’arco di circa un’ora. Per gli sposi e per i loro genitori, i momenti che si snodano attorno al fatidico “si” saranno quelli che ricorderanno per tutta la vita, ma per ciò che riguarda gli invitati, ad essere sinceri, essi dedicheranno la propria attenzione ed i loro pensieri, belli o brutti, più di ogni altra cosa al banchetto nuziale.

Che sia un pranzo, una cena o solamente un aperitivo, la curiosità e l’amore per la buona tavola spinge gli invitati a provare un po’ tutte le pietanze, dimenticando anche le diete più ferree.

Se la voglia di stupire è green anche tra i tavoli della festa nuziale, sono tanti gli spunti che potrete far vostri nella scelta del menù da offrire a parenti e amici.

Sono infatti sempre di più le società di catering e gli chef che offrono un’ ampia gamma di piatti tipici locali con un occhio ai prodotti freschi di stagione e magari provenienti da agricoltura biologica. Potrete optare per un gustoso menù a km zero ovunque vi troviate in Italia: in tutta la penisola le prelibatezze non mancano. Scegliere piatti a base di ingredienti vegetariani o 100% vegani vi farà acquistare punti green e, se volete stupire gli ospiti, potreste offrire alcune delle tante ricette di Ecocucina di Lisa Casali tutte ispirate all’uso di ogni parte di frutta e verdura inclusi bucce, gambi, baccelli.

Una attenzione particolare dovrebbe poi essere posta nelle quantità: garantire una buona scelta e piatti pieni, bis inclusi, non dovrebbe mai farci oltrepassare il confine del buonsenso. Spesso, anche dopo diverse ore e nonostante gli invitati abbiano assaggiato in abbondanza tutte le prelibatezze offerte, vassoi e fiamminghe ancora pieni continuano a girare per le sale fino a quando, alla fine, trovano una triste destinazione nel cassone dei rifiuti. Sarebbe quindi opportuno ridurre le quantità in accordo col servizio catering e potrete esser certi che nessuno rimarrà comunque affamato né con uno sfizio non soddisfatto. In India, lo spreco di cibo che si verifica durante i banchetti di nozze è giunto a livelli tali da far pensare a una legge che imponga la sobrietà per rispetto di quell’ampia parte della popolazione che purtroppo non riesce ad avere cibo a sufficienza a causa delle condizioni di povertà. Con lo stesso spirito, al mio matrimonio abbiamo chiesto agli invitati di non lanciare il riso all’uscita della chiesa e, in cambio, abbiamo ricevuto un graditissimo e caloroso applauso.

Nonostante tutti i vostri sforzi supponete che rimarrà ancora cibo? Potreste far realizzare delle scatole “ricordo” ovvero delle doggy bag – per l’occasione ribattezzate wedding bag –  magari personalizzate con i nomi degli sposi, con cui i vostri invitati potranno portare a casa graditi ricordi culinari anche per il giorno seguente. In alternativa potreste verificare, se il cibo avanzato possa essere donato a un’associazione non a scopo di lucro del territorio.

Ora che il menù è concordato, potrete sbizzarrirvi con l’allestimento della sala del ricevimento. Lasciatevi guidare dagli organizzatori del catering scegliendo tra le diverse soluzioni che vi proporranno: troverete sicuramente quella che si addice al vostro matrimonio, senza dover richiedere la realizzazione ad hoc di tovaglie e coprisedie. Ricordate poi che “less is chic” e che per i particolari potrete sbizzarrirvi in maniera del tutto ecosostenibile. Tra le cose a cui ho rinunciato più volentieri, il topper cake, sostituito da dei bellissimi fiori di stagione.

In merito al catering, la soluzione classica prevede piatti e bicchieri riutilizzabili, ma c’è anche chi organizza pic nic, magari in un bel bosco, e necessita di soluzioni più leggere. In tal caso molti ecosposi prediligono piatti, bicchieri e posate biodegradabili e compostabili, ovviamente raccogliendo tutto alla fine per conferire gli scarti nella più vicina raccolta  dell’umido.

Un ultimo particolare potrete dedicarlo agli amici a quattro zampe: spesso gli invitati, non sapendo a chi lasciare il proprio cane, lo portano con sé trascorrendo gran parte del giorno in pellegrinaggio dalla sala della cerimonia all’auto dove lo hanno lasciato: per evitare questi tragitti potreste garantire un servizio di wedding dog sitter! E voi quali ecoidee avete concretizzato nel giorno del vostro matrimonio?

Letizia Palmisano

 

lampadarioLa realtà dell’upcycling, il movimento culturale che impiega pezzi di scarto per realizzare oggetti di uso quotidiano come elementi di arredo, vestiti e bijoux è in crescita ed è una delle risposte alla crisi e all’attenzione all’ambiente e al non spreco. Se pensiamo che l’Italia è il primo consumatore di acqua in bottiglia in Europa e tra i primi nel mondo, quante bottiglie immettiamo nella raccolta differenziata? Come possiamo riutilizzarle?

Per  creare gioielli leggeri, ecocompatibili, divertenti e colorati: collane, bracciali, con motivi floreali o forme astratte, monocromatiche o tono su tono.

E con tutte le bibite che esistono in commercio, anche il colore trionfa, sapientemente mixato in modo personale e moderno.

Da una bottiglia, con la pazienza e l’arte del ritaglio, forando i pezzi e assemblandoli come se sembrassero di vetro tutte noi possiamo ottenere i nostri pezzi unici, ad esempio una fantastica collana unendo altri materiali riciclabili, il filo da pesca in plastica e perline, insomma dare vita ad un nuovo oggetto speciale anche esso del tutto riciclabile, una volta finito il suo ciclo di vita!

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E se fossero “opere d’arte”?

Le collane personalizzate, riciclabili esse stesse al 100% a volte possono scoprire i lati più geniali e creativi di noi. E se i nostri gioielli un giorno diventassero dei veri e propri pezzi unici di design? È successo a New York alla designer italiana Patrizia Iacino con il suo atelier GlobalcoolO! Patrizia, partita da Firenze come architetto, ha saputo unire un’esperienza di vita internazionale aperta alle diversità e alle novità, (New York è un crogiuolo di culture affascinante) al suo gusto italiano. Ha creato gioielli più vicini ad opere d’arte che all’ornamento e che sono nati unendo plastica e materiali preziosi, come tutto ciò che nella vita ci dona bellezza.

Le collezioni GlobalcoolO Milk Cap, H2O, EYE, SAL e Circle e sono presenti all’Hardwood Museum of Art gift shop a Taos, nel Nuovo Messico. E in più c’è la nuova collezione Acquamarina.

Per avere un’ispirazione di come davvero possiamo unire gusto, arte, ironia, femminilità e sostenibilità, visitate www.globalcoolo.com.

maggio 20, 2014

Gravidanza, psiche e corpo

Pregnant woman sitting on a benchIl mese scorso abbiamo visto come l’alimentazione in gravidanza sia fondamentale non solo per non ingrassare e mantenerci in salute, ma anche per il benessere del nostro bambino. La ragione di tutto questo è spiegata dall’epigenetica, scienza recente che ci dimostra come l’ambiente sia in grado di modificare l’espressione genetica in modo permanente, ad esempio disattivando geni potenzialmente pericolosi.

Oltre al cibo, l’altro più potente fattore epigenetico è il pensiero. Sappiamo che psiche e corpo lavorano come un’unica entità e che attraverso varie sostanze dette neuromediatori ma anche energia elettromagnetica (biofotoni) la mente influenza i processi fisiologici e patologici di tutti gli organi. Un’attitudine positiva verso la gravidanza e più in generale verso la vita ha quindi la capacità di indirizzare favorevolmente lo sviluppo del feto.

Ma come possiamo mantenerci serene ed equilibrate dovendo gestire lo stress a cui la vita quotidiana ci sottopone senza tregua?

Prima di tutto, è importante definire delle priorità: occorre organizzare il lavoro e gli impegni in modo da ritagliarsi uno spazio ogni giorno da dedicare a noi stesse,  alla gravidanza e alla relazione con il nostro bambino. In questo tempo “tutto nostro” possiamo alternare varie attività:

1)    Un’ora al giorno di camminata all’aria aperta ha molteplici vantaggi: permette una migliore ossigenazione, quindi un miglior nutrimento fetale; favorisce l’attivazione della vitamina D, essenziale per il corretto sviluppo dello scheletro; rilassa la mente,  fa scaricare le tensioni accumulate ed evita i problemi legati alla vita sedentaria.

2)    Sono stati ampiamente dimostrati i benefici dello yoga in gravidanza. La respirazione controllata e le varie posture alleviano vari disturbi e favoriscono il rilassamento, anche al momento del parto; inoltre, il lavoro di tonificazione della cintura addominale e del pavimento pelvico aiutano il travaglio e contribuiscono alla prevenzione del prolasso genitale. Anche chi non ha mai praticato può cominciare a farlo in gravidanza, con l’aiuto di un insegnante qualificato che sappia quali posture vanno evitate e quali sono consigliate.

3)    La meditazione consente di raggiungere un profondo stato di rilassamento, attraverso varie tecniche di visualizzazione e respirazione. Esistono molte diverse metodiche, ma tutte conducono ad uno stato in cui la pressione sanguigna si abbassa, la frequenza cardiaca rallenta e si riduce la secrezione degli ormoni dello stress. In questa condizione è più facile entrare in comunicazione empatica con il bambino e trasmettergli sensazioni di tranquillità e fiducia.

4)    Ascoltare musica, leggere, andare al cinema, a teatro o a mostre d’arte, dipingere, scrivere o dedicarsi ad altre attività creative sono tutti messaggi carichi di vibrazioni positive; anche un’attività sportiva moderata, non competitiva, oltre a migliorare la circolazione sanguigna, ridurre il gonfiore e prevenire le complicanze tromboemboliche, permette di scaricare lo stress e induce la produzione di endorfine, gli ormoni del benessere.

In definitiva, se è vero che la gravidanza è il momento di massima espansione creativa nella nostra vita, è importante che non lo sprechiamo macerandoci nell’ansia e nella paura, ma cerchiamo di viverlo al meglio con serenità e consapevolezza. Dovremmo  approfittarne per costruirci uno stile di vita più sano, selezionare le nostre relazioni e dedicare un po’ della nostra giornata a ciò che ci fa veramente piacere: una mamma felice è la migliore premessa per un bimbo in ottima forma!

Dottoressa Roberta Raffelli

 

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