‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

Yoga e sostenibilità

Cos’è la sostenibilità? Nella vita di tutti i giorni, la si può interpretare in diversi modi: l’impatto delle proprie abitudini sull’ambiente, ma anche la capacità di costruirsi una routine che risponde alle esigenze del proprio corpo e della propria mente. Dallo yoga e dal nostro confronto con il tappetino possiamo imparare molto di noi e del nostro ambiente.

1. Dare priorità alle proprie esigenze

Può sembrare un controsenso: mettere al centro noi stessi ci può aiutare a pesare meno sull’ambiente? Ebbene sì, se impariamo a concentrarci sulle nostre effettive esigenze. Lo yoga è una disciplina che favorisce la conoscenza e l’ascolto profondo di sé aiutando ad identificare ciò che ci è necessario e ciò che ci è superfluo. Così diventa più semplice chiedersi “Ho davvero bisogno di questo?“, riferito a molte abitudini della nostra vita con un impatto diretto sull’ambiente. Dalle scelte alimentari ai consumi energetici, grazie allo yoga impariamo ad essere più consapevoli ogni volta che effettuiamo una scelta.

2. Amare se stessi per amare l’ambiente

Attraverso lo yoga impariamo a creare connessioni profonde. Prima di tutto con noi e con il nostro corpo: questa disciplina ci aiuta a riportare l’attenzione verso sensazioni ed esigenze che spesso finiscono sepolte dalla routine quotidiana. Lo yoga si fonda sul concetto di “unione”, tra gli individui e tra essi e l’ambiente. Vivere in armonia con se stessi è il primo passo per vivere in armonia con gli altri esseri umani e con gli altri esseri viventi.

3. Prendersi cura di ciò che è importante

Praticare yoga è un atto d’amore: prima di tutto nei confronti di se stessi, ma non solo. Yoga è anche cura della terra sulla quale viviamo e degli esseri viventi che la popolano: una presa di coscienza che parte dall’individuo e che si estende all’universale. Attraverso lo yoga possiamo imparare imparare ad acquisire consapevolezza e responsabilità delle nostre scelte quotidiane, prendendoci cura della natura e dei suoi fragili equilibri. E c’è chi pensa che sia solo un modo per tenersi in forma…

A Colorno va in scena l’elogio della lentezza

Hai spesso la sensazione di non riuscire a stare al passo con tutti gli impegni e i doveri quotidiani? Ti sei sempre sentita ripetere come un mantra che sei troppo lenta nel portare a termine le cose? Sappi che per molti il tuo difetto è in realtà un pregio, anzi, un vero e proprio stile di vita, elogiato da manifestazioni come Il Festival della Lentezza, di scena a Colorno (PR) ogni anno nel mese di giugno.

Tre giorni nei quali riflettere, ascoltare, confrontarsi, ma anche divertirsi e svagarsi, abbandonando la frenesia e lo stress per riscoprire un ritmo più naturale e per assaporare a fondo ogni esperienza. Insomma, tre giorni dedicati all’arte di vivere con calma. Non suona meraviglioso?

Viviamo un momento, e già pensiamo a quello successivo. Affrontiamo un impegno, e mentalmente siamo già molte righe più in basso sull’agenda: quante volte nel corso di una singola giornata di capita di pensare a come il tempo sembri scorrere via tra le dita? Forse anche per te è il momento di abbracciare uno stile di vita più “slow” e di vivere con lentezza…

L'arte di vivere con lentezza

Vivere slow, iniziando dalla tavola

Sapevi che anche il cibo può essere “lento”? Anche quando scegliamo cosa portare sulla nostra tavola possiamo fare la differenza. Possiamo imparare nuovamente ad assaporare il cibo, dandogli un valore ancora maggiore se proveniente da una filiera sostenibile, attenta al rispetto dei produttori e dell’ambiente, oltre che alla qualità. Proprio su questo fronte è impegnata l’associazione Slow Food, che mira a portare su tutte le tavole cibo sostenibile, etico e di qualità, in contrapposizione con le logiche di mercato che trasformano il nutrimento in semplice merce.

Ad ogni oggetto, il tempo per vivere

Ognuna di noi in casa ha almeno un oggetto appartenuto ai nostri nonni. Sono cari ricordi, di un tempo nel quale ogni cosa aveva vita lunga. Un mondo molto diverso dall’attuale, nel quale l’usa e getta sembra essere la normalità. Gli oggetti, piccoli e grandi, sono fatti per durare poco tempo e per essere sostituiti. Così la materia prima diventa prodotto, e il prodotto diventa rifiuto, per lasciare spazio a nuovi acquisti.

In questo scenario, la vera rivoluzione sono gli oggetti destinati a durare: nel campo dell’arredamento, Slow Wood ne è un esempio. La produzione in serie lascia spazio alla progettazione su misura, alla realizzazione con materia prima ottenuta nel rispetto dell’ambiente e l’elevata qualità soppianta la necessità della continua sostituzione.

Oggetti che durano, esperienze che durano, emozioni che durano, per una vita assaporata con lentezza e in modo profondo. In fondo non è poi così brutto essere una lumaca

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Asilo nido steineriano

Per molte mamme e per molti papà, i mesi estivi non sono del tutto spensierati: con l’avvicinarsi di settembre, diventa necessario prendere delle decisioni relative ai primi passi all’interno del sistema scolastico dei figli. La scelta dell’asilo nido può essere vissuta con particolare ansia: per la prima volta, si permette al proprio piccolo di inserirsi in un tessuto sociale composto prevalentemente da suoi simili; allo stesso tempo però lo si affida a personale, sì, appositamente formato, ma anche sconosciuto. Iscrivere o non iscrivere proprio figlio all’asilo nido non è l’unica domanda da porsi: in caso di decisione affermativa, vale la pena riflettere su che tipo di approccio può essere più in linea con i propri principi educativi e può essere il migliore per il proprio bambino. Non tutti gli asili sono uguali. Un esempio alternativo all’asilo nido di impostazione tradizionale? L’asilo nido steineriano, in diffusione tutta Italia.

Pensare, sentire, volere: individualità al centro del metodo steineriano

La pedagogia steineriana deve il nome al suo fondatore, il filosofo e pedagogista Rudolf Steiner (1861 – 1925). Secondo la sua visione, il bambino è un essere in divenire, con uno sviluppo psicofisico basato su cicli di sette anni. Durante queste diverse fasi, il bambino deve essere guidato verso lo sviluppo delle tre facoltà che lo caratterizzano: il pensiero, i sensi e la volontà. Compito dell’educatore, sin dall’asilo nido, è quello di guidare il bambino nello sviluppo delle proprie doti e caratteristiche innate.

La pedagogia steineriana si allontana dall’approccio nozionistico: le attività devono favorire lo sviluppo delle capacità cognitivo-intellettuali, delle abilità creative – artistiche e di quelle pratiche – artigianali in modo equilibrato. Per questo, sin dai primi anni di formazione, l’esperienza diretta e sensoriale svolge un ruolo primario. Il bambino impara attraverso quattro principali strumenti:

  • il buon esempio dato dagli adulti, grazie all’innato spirito di emulazione;
  • l’esperienza diretta della natura e dei suoi cicli stagionali,
  • lo sviluppo della manualità, sperimentando materiali e imparando a dare loro forma;
  • l’espressione artistica anche verbale, con strumenti come il canto e la favola.

Una giornata in un asilo nido steineriano, tra favole e contatto con la natura

Le scuole steineriane sono organizzate in modo autonomo: questo significa che l’offerta didattica viene stabilita dal singolo istituto, purché in linea con i principi del metodo pedagogico. All’interno di un asilo nido steineriano, l’inizio della giornata è solitamente caratterizzato dall’accoglienza e dalla condivisione della colazione tutti insieme, per lo sviluppo della socialità dei bambini. Si tratta di un momento di festa, accompagnato da canti e racconti e svolto all’aperto.

Nel corso della giornata si alternano attività pratiche, manuali e intellettuali in modo equilibrato: ognuna di queste singole aree tematiche viene considerata di pari importanza rispetto alle altre. Eventi stagionali, ricorrenze, compleanni vengono celebrati con canti, racconti e balli: sono strumenti importanti per lo sviluppo della creatività, delle abilità motorie e per la sperimentazione del ritmo naturale e della sua ciclicità.

Anche le attività intellettuali si accompagnano ad una particolare attenzione alla dimensione sensoriale, in quanto strumento naturale di apprendimento: esercizi e giochi ritmici vengono utilizzati per i primi insegnamenti. Come l’arrivo, il momento dei saluti è un momento ricco di valenza sociale e si svolge secondo un rito divertente e coinvolgente stabilito all’interno della scuola. Solitamente, in una struttura steineriana è presente un piccolo orto, nel quale i più piccoli possono imparare a prendersi cura delle piantine e sperimentare in modo diretto i cambiamenti naturali che vi hanno luogo nel corso dell’anno.

Tutto, all’interno di un asilo nido steineriano, è scoperta: la capacità di meravigliarsi è la caratteristica primaria che questo metodo educativo punta a preservare. Per farlo sono necessari serenità, pace e quiete: ecco perché la dimensione ludica, creativa e sociale sono fortemente legate e anche gli ambienti, colorati e accoglienti, sono studiati a misura di bambino. Così viene creato un mondo nel quale i più piccoli possono riporre totale fiducia, sentendosi liberi di diventare se stessi.

 

Vacanze green Letizia Palmisano

Foto Claudio Longo Bifano

di Letizia Palmisano

Vivere in simbiosi con l’agricoltura? Se è sempre stato il vostro sogno, la vacanza green che fa per voi si chiama wwoofing. Cosa vuol dire? WWOOF è l’acronimo di World Wide Opportunities On Organic Farm ovvero l’opportunità di lavorare in fattorie biologiche, il tutto senza scambio di denaro: voi date una mano in fattoria e, in cambio, ricevete dai fattori vitto e alloggio gratuito. E’ molto più di uno scambio perché vi permetterà di vivere a contatto con persone e culture differenti dalla vostra e di vedere il pianeta attraverso occhi altrui.

Più di ogni cosa al mondo sognate di visitare la Savana? Allora non potrete perdere la possibilità di dormire sotto il cielo stellato del Kenya. Grazie a semplici ma efficaci capanne di legno rialzate, sarete letteralmente immersi nella natura.

Se invece avete sempre voluto dormire a cielo aperto in una foresta, senza rinunciare a un comodo letto, in Europa sono sempre più diffusi i Bubble Hotels: grazie alla copertura completamente trasparente, respirerete l’atmosfera delle favole. Finita la stagione vacanziera, si portano via le “bolle” con tutti gli arredi interni. Potremmo quindi definirlo un campeggio a 5 stelle.

Per gli amanti della montagna innevata, l’esperienza da non perdere sarà dormire in un igloo. Anche in Italia, da qualche anno, è possibile soggiornare in case di ghiaccio ricostruite rigorosamente secondo la tradizione lappone.

Se invece della cupolina spartana in ghiaccio preferite una “ice suite”, l’albergo di ghiaccio farà al caso vostro.

Da percorrere in gruppo, a piedi o a cavallo, tra le riscoperte degli ultimi anni vi sono i tratturi, le antiche vie della transumanza, che in alcuni casi ancora si fa. Una vacanza che parte da tempi antichi e conduce a sapori che ancora oggi è possibile gustare.

Se volete unire un viaggio davvero slow, la voglia di immergersi nelle culture che vi ospitano, il tutto a impatto zero dal punto di vista ambientale, potreste farvi guidare da un’agenzia specializzata in viaggi ecosostenibili e solidali: assecondare i ritmi della natura, dormire immersi nel verde o ospiti degli abitanti e delle culture locali, vi regalerà emozioni mai provate prima.

Tra le esperienze più entusiasmanti vi sono sicuramente il whale & dolphin whatching, ovvero le gite in mare (o oceano) aperto con tour organizzati per osservare da vicino alcuni tra gli abitanti più amati del pianeta blu. Attenzione però: è necessario mantenere una certa distanza per non turbare gli animali o, peggio, per non rischiare di ferirli.

Siete degli ecogenitori in cerca di una vacanza eco-family friendly? Potreste pensare a una vacanza in un parco o a un campo di volontariato. Le proposte sono davvero tante e potrete scoprirle nell’approfondimento di Silvana Santo sul blog di Organyc.

Certo, dopo questa carrellata credo che qualcuno sarà curioso di conoscere la mia di esperienza indimenticabile: sicuramente l’aver passato la notte in un hotel realizzato solamente con i rifiuti, nel cuore della Capitale, dentro i giardini di Castel Sant’Angelo.

E voi quale esperienza avete da raccontarci?

Mestruazioni al naturaleSe non puoi batterle, alleati con loro: un noto motto che si adatta alla perfezione a tutto ciò che vi è di inevitabile nella vita. Con un po’ di ironia, possiamo estenderlo anche alle mestruazioni che ogni mese si ripresentano puntuali (del resto, talvolta, quando non è così è il caso di preoccuparsi). Ormai tutte sappiamo che il flusso mestruale non è fondamentale soltanto dal punto di vista della fertilità, ma anche della nostra salute: è proprio questo periodico ricambio che ci permette di depurarci e ci offre un’aspettativa di vita in media più lunga rispetto a quella dell’uomo.

Con le mestruazioni, insomma, dobbiamo fare i conti per diversi decenni: allora, meglio imparare a convivere con loro il meglio possibile. Ecco dieci consigli per vivere il flusso mestruale in modo naturale e sereno.

Dieci pillole di natura per affrontare serenamente le mestruazioni

1) Vivi appieno e in naturalezza il tuo ciclo: avere le mestruazioni significa essere in armonia con la natura. Impara ad ascoltare le esigenze del tuo corpo nei giorni del flusso e cerca di seguire una routine riposante.

2) Se soffri di sindrome premestruale, pratica discipline del benessere come lo yoga. Sono in grado di allentare le tensioni, ristabilire l’equilibrio e l’armonia tra mente e corpo.

3) Ascoltati e lasciati andare. Lo yoga ti aiuta a capire di cosa hai bisogno: è un’ottima disciplina per ristabilire il contatto profondo con il proprio corpo e per imparare ad ascoltare le sue necessità.

4) Adotta un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura fresca e di cibi non raffinati. In questo modo potrai ottenere diversi benefici: darai al tuo corpo ciò di cui ha più bisogno, rafforzandolo in giorni delicati e caratterizzati da difese immunitarie più basse. Eviterai così anche la stipsi, che facilita varie forme di vaginiti e contro la cistite.

5) Continua a praticare attività fisica anche durante i giorni di flusso. Il dolore mestruale tende a diminuire durante la pratica di un esercizio fisico moderato: presta comunque attenzione ai segnali del tuo corpo e non stancarti troppo. Se fai yoga evita le posizioni invertite.

6) L’uso continuativo di tamponi interni non è raccomandabile perché favorisce la disidratazione e la proliferazione di batteri. Il loro utilizzo è sicuro, poiché non continuativo e nel rispetto dei tempi massimi consigliati. Alternali con gli assorbenti esterni e ricorda di usare sempre prodotti non aggressivi, privi di sostanze irritanti e non sottoposti a trattamenti potenzialmente nocivi.

7) Nonostante la diffusione, ricorda che le irritazioni intime non sono “obbligatorie”. Sostituendo gli assorbenti tradizionali con quelli in cotone biologico favorirai una corretta traspirazione cutanea, riducendo i rischi di irritazione e la proliferazione batterica. Un’igiene intima naturale è la miglior protezione per la tua pelle.

8) Prenditi cura della tua igiene intima dolcemente. Non utilizzare abitualmente spray, deodoranti e lavande: soprattutto se ripetuti frequentemente, questi trattamenti potrebbero risultare aggressivi e alterare il ph naturale delle tue parti intime, aumentando il rischio di infezioni o irritazioni.

9) Dai “comodità” alle tue zone intime. Evita di indossare indumenti attillati e sintetici, non solo nei giorni di flusso, ma ogni giorno: la pelle potrà traspirare e limiterai il rischio di irritazioni.

10) Le mestruazioni possono essere un momento per dedicarti a te stessa, alla tua intimità. Fermati un momento… respira e… ascoltati.

assorbenti in cotone biologico

Solo cotone al 100% biologico, delicatezza nei confronti della pelle e della natura, massimo comfort, protezione ottimale, igiene intima garantita: questi i requisiti che sono valsi agli assorbenti Organ(y)c il premio Miglior Prodotto Bio 2015 nella sua categoria.

Il riconoscimento è frutto della valutazione espressa dai giudici in assoluto più severi: la selezione è stata effettuata da una giuria composta da 100 consumatrici, consultate da Bio à la Une. A garanzia di trasparenza ed affidabilità, il cotone biologico utilizzato per la realizzazione dei prodotti per l’igiene intima femminile Organ(y)c è certificato in Italia da ICEA, l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, e da Soil Association nel Regno Unito.

Perché scegliere il cotone biologico?

Esporresti le parti del tuo corpo più delicate a a sostanze potenzialmente irritanti? Molti assorbenti tradizionali sono realizzati tramite l’uso di materiale sintetico e fibre plastiche, e contengono polveri super-assorbenti e profumi chimici. Per un bianco perfetto, spesso sono sbiancati con il cloro, del quale possono rimanere piccoli residui sul prodotto finito.

Gli assorbenti in cotone biologico non contengono sostanze chimiche o materiali plastici: per questo sono adatti anche alle donne più sensibili e soggette ad irritazioni o allergie. Non solo: si tratta di un materiale in grado di garantire massima traspirazione alla pelle, pur offrendo protezione completa. Il cotone, infatti, è in grado di assorbire liquidi per una quantità pari fino a 30 volte il proprio peso.

Protezione per il corpo…

La sensazione di protezione e di asciutto a contatto con la pelle è frutto della maggiore traspirazione garantito dal cotone biologico rispetto alle fibre sintetiche. Uno studio clinico condotto in Francia su 306 donne ha dimostrato che l’uso di assorbenti in cotone biologico riduce del 90% le irritazioni cutanee, a tutto vantaggio della salute e del benessere.

… E per l’ambiente

É anche con l’attenzione nei confronti dell’ambiente che gli assorbenti Organ(y)c si sono aggiudicati il riconoscimento di Miglior Prodotto Bio 2015: gli assorbenti in cotone biologico sono biodegradabili e non disperdono sostanze tossiche, richiedendo molto meno tempo rispetto agli assorbenti tradizionali per essere completamente smaltiti dall’ambiente.

Gli assorbenti in cotone biologico ripiegati sono avvolti singolarmente in bustine in Mater – Bi, biodegradabile e compostabile, mentre le confezioni sono in cartone riciclato. Sempre più donne scelgono i prodotti Organ(y)c per prendersi cura di sé e dell’ambiente. Tu li hai già provati?

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