‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

Vacanza benessere per la famigliaLe tanto agognate ferie si stanno avvicinando, ma con esse ritorna anche l’annuale dilemma: come organizzare una vacanza che possa soddisfare le esigenze di tutta la famiglia? Il bisogno di relax dei genitori deve potersi conciliare con i desideri e le necessità di ragazzi e bambini, mentre la situazione si complica se gli anni dei più piccoli si contano sulle dita di una mano. Vacanze benessere alla portata di tutti sono un miraggio? Forse no, se riuscirete a focalizzarvi sui giusti requisiti.

Relax e divertimento per tutti… con un piccolo aiuto

Per i più grandi, le vacanze significano meritato riposo: i ritmi possono finalmente rallentare e si ha il tempo di assaporare lentamente ogni momento. Le vacanze sono vere e proprie occasioni per rigenerarsi, prendendosi cura del proprio corpo, rilassandosi e anche divertendosi. Proprio quest’ultimo aspetto diventa ancora più importante con il calare dell’età: se il benessere è una vostra priorità, non dimenticare di selezionare una meta che sappia anche offrire il giusto svago ai vostri figli.

Una struttura adatta a tutta la famiglia potrà offrire piscina, spa, centro benessere ai più grandi, ma anche animazione e attività esplicitamente riservate ai più piccoli: informatevi, insomma, non soltanto relativamente ai servizi, ma anche riguardo alle offerte e alle attività a disposizione per tutte le età. Un numero crescente di strutture ricettive offre la possibilità di usufruire anche di servizi di baby sitting, per permettervi di regalarvi qualche momento di relax a due. Un’occasione da non sottovalutare…

Sapori e natura: vacanza benessere per i cinque sensi

Anche se spesso, quando si parla di vacanza benessere, si tende a pensare a strutture dedicate al relax e alla cura del corpo, non dimentichiamo che il massimo del benessere deriva dalla totale semplicità: cosa c’è di più rigenerante di una vacanza in mezzo alla natura, alla scoperta di luoghi, sapori e tradizioni?

In questo caso, ancora una volta il timore può essere quello di conciliare difficilmente le esigenze di tutta la famiglia, con il timore che i più piccoli si possano annoiare. Negli ultimi anni, tuttavia, mettere in un cassetto i sogni di giorni bucolici è sempre meno necessario: l’attenzione all’offerta adatta a tutte le età è crescente nei luoghi di interesse naturale.

Per individuare le soluzioni più a misura di famiglia, non sottovalutate il potere del web: community e portali specializzati, come Bimboinviaggio, permettono di individuare soluzioni di ogni tipo e di confrontarsi in modo diretto con altri genitori, scambiandosi consigli ed esperienze.

Se siete alla ricerca di una vacanza a base di cucina tradizionale e scoperta del territorio, dunque, informatevi non solo relativamente ai servizi della struttura ricettiva, ma anche alle possibilità offerte dal territorio: potete cercare percorsi ciclabili a tappe, con diversi livelli di difficoltà. Per i bambini più avventurosi sarà sicuramente un punto a favore la vicinanza con qualche parco avventura nel quale mettere alla prova, in totale sicurezza, le proprie abilità di piccoli esploratori e scalatori. Per i più piccoli, parchi ricchi di animali in libertà, parchi faunistici con percorsi in barca o fattorie didattiche saranno vere e proprie oasi di sorpresa e di gioia. Del resto, cos’è più benefico del tornare tutti a casa con un largo sorriso sul volto?

biancheria intima ecologicaPrenderci cura del nostro corpo durante i giorni di flusso mestruale, utilizzando prodotti biologici e al 100% naturali, è un vero e proprio gesto d’amore. Siamo sicure di replicarlo anche durante tutti gli altri giorni? Una corretta igiene intima, con prodotti non aggressivi, non è l’unico modo: anche la scelta della biancheria può condizionare il nostro stato di salute.

Ftalati, solventi, metalli pesanti possono essere presenti come residui della lavorazione tessile industriale: tutte sostanze non solo inquinanti, ma anche potenzialmente dannose per la nostra pelle e per gli organi più delicati. La scelta di biancheria intima ecologica implica invece l’utilizzo di materiali di origine naturale, non trattati con procedimenti aggressivi, realizzati riducendone al minimo l’impatto ambientale sia della fase di produzione, sia per quanto riguarda il successivo smaltimento.

Biancheria intima ecologica: una carezza per la pelle

Dai bambini agli adulti, dall’utilizzo quotidiano all’ambito sportivo, l’intimo ecologico non è solo appannaggio dei soggetti dalla pelle delicata o con particolari disturbi, come psoriasi, allergie o dermatiti; oggi più che mai, la scelta di biancheria intima benefica per la pelle e per l’ambiente è quantomai variegata e offre soluzioni alla portata di chiunque.

Quando, però, la biancheria intima può essere considerata ecologica? Non è sufficiente che vi sia del tessuto naturale, come il cotone: i tessuti misti possono comunque risultare irritanti e, in ogni caso, il processo di lavorazione può fare la differenza. La migliore opzione dunque è quella di informarsi relativamente all’azienda produttrice, assicurandosi che ponga attenzione alla dermocompatibilità e all’ecocompatibilità della propria linea di abbigliamento intimo.

I tessuti realizzati a partire da materie prime di origine vegetali e provenienti dal territorio assicurano un ridotto impatto ambientale abbattendo i trasporti, dando vita allo stesso tempo a prodotti in grado di essere facilmente riciclate al termine del loro ciclo di vita. La ricerca, in tal caso, ha fatto molti passi avanti, basti pensare ai prodotti realizzati a partire dalla canapa.

Tutta la protezione del cotone e della canapa

Accanto al più tradizionale cotone, la canapa sta prendendo sempre più piede in ambito tessile, in quanto materiale adatto alla produzione di capi ecosostenibili e non aggressivi con la pelle. Quando si parla di biancheria intima ecologica, la protezione è fondamentale: scegliere prodotti derivanti da coltivazioni biologiche di canapa o cotone significa eliminare ogni potenziale fonte di inquinamento per l’ambiente e per la pelle sin dalla coltivazione, che avviene senza l’uso di diserbanti e pesticidi.

Utilizzati spesso in concomitanza, cotone e canapa risultano anallergici e, dunque, particolarmente indicati per coloro che presentano particolari sensibilità o irritabilità, oppure vere e proprie malattie come la psoriasi o altre forme di dermatiti. Questi materiali offrono, inoltre, tessuti morbidi ed estremamente traspiranti: una vera e propria carezza sulla nostra pelle.

 

crescere con il metodo MontessoriElaborati quasi cento anni fa, i principi del metodo Montessori sono ancora oggi attualissimi e presi come fondamenta per l’educazione dei bambini durante tutto il loro percorso evolutivo. Il metodo messo a punto dalla pedagogista Maria Montessori può essere applicato in ogni aspetto della vita quotidiana, a scuola come a casa.

Alla base delle teorie sviluppate dalla studiosa italiana vi è la considerazione della spontaneità del bambino come punto di partenza per la sua educazione: i piccoli devono essere lasciati liberi di sperimentare e di mettersi alla prova con le piccole e grandi difficoltà offerte loro dall’ambiente circostante, imparando in modo spontaneo. Agli adulti, invece, spetta il ruolo di “angeli silenziosi“, in grado di osservare il più possibile senza intervenire e di incentivare la naturale capacità di autoregolazione.

Come creare un ambiente Montessori in camera da letto?

Adottati in migliaia di scuole in tutto il mondo, i principi del metodo Montessori possono essere applicati anche a casa, dove possiamo creare un ambiente a misura di bambino, lasciando che i nostri figli si sentano liberi di scoprire ed esplorare in tutta sicurezza.

In particolare, possiamo cominciare dalla realizzazione di una cameretta a misura di bimbo montessoriano, declinati dall’esperto Tim Seldin.

Letto: è forse l’elemento più importante e principale esempio di come si possa dare maggiore autonomia ai nostri figli, in totale sicurezza. Al posto del tradizionale lettino, il metodo Montessori prevede la disposizione di un futon giapponese o di un materassino a terra, senza sponde. In questo modo il bambino potrà salire e scendere dal letto in totale autonomia, senza rischio di cadere. A partire dai cinque anni di età, lenzuola e coperte potranno essere sostituite da un sacco a pelo: in questo modo il bambino potrà rifare più facilmente il proprio letto al mattino.

Appendiabiti: predisponetene uno basso per fare in modo che il bambino possa arrivare da solo ad appendere o prendere i suoi vestiti. Al mattino, potete preparargli i vestiti sul letto e lasciare che impari a vestirsi da solo. Intervenite solo in caso di difficoltà, senza anticipare le sue mosse.

Mobili e contenitori: tavoli e sedie a misura di bambino, sono solo alcuni degli elementi che, in camera da letto, possono favorire lo svolgimento autonomo delle attività. Predisponete anche degli scaffali bassi e facilmente raggiungibili dal bambino, come le proposte offerte da Flowerssori. In questo modo il bambino potrà estrarre da solo i giochi e riporli, imparando a mantenerli in ordine grazie all’organizzazione basata sulla divisione in scatole e contenitori.

Gestione del tempo: Ad altezza chiaramente visibile per il bambino potremo anche disporre un orologio a parete, con numeri facilmente riconoscibili. In questo modo potrà imparare a misurare il passare del tempo senza dover continuamente chiedere agli adulti. Anche predisporre un interruttore per la luce alla sua portata sarà utile a renderlo autonomo nella gestione delle ore di veglia e di sonno, sempre con la nostra silenziosa guida: aiuteremo così i bambini a fare da soli, proprio come indicato da Maria Montessori.

Piccoli accorgimenti in bagno e in cucina

La cameretta è il regno del nostro bambino, che però ha accesso anche al resto della casa: è possibile garantirgli una buona autonomia anche in altri ambienti importanti per lo svolgimento della vita quotidiana, come il bagno e la cucina. In entrambe le stanze possiamo collocare degli sgabelli che permettano al bimbo di raggiungere il lavandino con facilità: in bagno potrà specchiarsi e imparare a lavarsi in modo autonomo, in cucina potrà sperimentare con piccoli lavori domestici, aiutandoci a lavare i piatti o il cibo che prepareremo, per imparare, divertirsi e sentirsi allo stesso tempo con un ruolo attivo all’interno della famiglia.

In bagno, facciamo in modo che anche tutto ciò che gli serve per l’igiene personale sia a portata di mano: lo spazzolino, il dentifricio, il sapone e l’asciugamano dovranno essere facilmente raggiungibili. Lo stesso si può fare in cucina, con strumenti non pericolosi: predisponiamo un tavolino basso e coinvolgiamo il nostro bambino nelle più semplici attività di preparazione dei pasti, per poi passare a compiti sempre più complessi durante le diverse fasi della crescita.

Routine quotidiana secondo l'ayurvedaDal risveglio al momento di coricarci, spesso abbiamo l’impressione di dover correre per riuscire a mantenere il passo con l’incalzare del tempo e con un’agenda scandita da piccoli e grandi impegni quotidiani. In questo modo, intere giornate possono trascorrere senza che noi riusciamo a dedicare qualche istante al nostro benessere, senza ascoltare le nostre esigenze e quelle del nostro corpo.

Così, può capitare di lasciare che molte abitudini per noi non benefiche si consolidino; stabilire una routine giornaliera secondo l’ayurveda ci permette, invece, di introdurre nel nostro quotidiano delle abitudini consapevoli, in grado di migliorare la qualità della nostra vita.

Chi ben comincia…

Il momento più importante della giornata è forse uno dei più sottovalutati: se la nostra gestione del tempo non è ottimale, è facile consolidare una routine negativa, fatta di mille impegni da incastrare in poco tempo. Ecco, invece, come iniziare la giornata nel migliore dei modi secondo la Dinacharya, ovvero la routine quotidiana secondo l’ayurveda.

Prima di lasciare il letto

La sveglia dovrebbe essere impostata all’alba, tra le cinque e le sei e trenta del mattino, per accogliere il nuovo giorno in arrivo. Impostare presto la sveglia ci dà il tempo di sostare qualche minuto nel letto, accarezzandoci il viso, il collo, il torace e il bacino, per risvegliare l’aura e prendere contatto dolcemente con il nostro corpo. Prima di alzarci, qualche minuto di meditazione ci aiuterà a iniziare la giornata con la giusta serenità.

Lavare via la notte

Un momento importantissimo della routine quotidiana secondo l’ayurveda è quello della pulizia mattutina, per preparare il corpo e la mente alla giornata da affrontare. Ci si lava il viso, i denti, e si elimina la patina bianca formatasi sulla lingua tramite un apposito nettalingua: in questo modo si eliminano i batteri depositati e si contribuisce alla buona salute della bocca. Al posto del dentifricio, l’ayurveda predilige l’uso di polveri amare, piccanti e astringenti, tipo la Rasadanti, in grado di disinfettare al meglio il cavo orale.

Il mattino è il momento della liberazione dell’intestino, al quale faranno seguito una doccia e un massaggio con olio, per tonificare tutto il corpo, stimolando anche la microcircolazione.

Energia per il giorno

A questo punto, per una buona routine quotidiana secondo l’ayurveda, è il momento di caricare il corpo e la mente di energia: per il primo, è bene non eccedere con i cibi ricchi di zuccheri e burro, prediligendo invece una colazione a base di alimenti secchi. Meglio evitare il the o il caffè di prima mattina, che accelerano il metabolismo e favoriscono lo stress. Ad ogni modo, prima di fare colazione, il corpo può essere depurato tramite un bicchiere di acqua tiepida bevuto ogni mattina: questa abitudine è utile per depurare l’organismo e migliorare la digestione.

Non resta che fare il pieno di energie anche per la mente, attraverso una seduta di yoga: la durata consigliata è di 20 minuti, da ripetere poi anche la sera prima di coricarsi. Al mattino, la pratica dovrebbe comprendere il saluto al sole: questa breve sequenza permette di caricarci di energia, di risvegliare i muscoli e di stimolare i nostri sensi, rendendoci pronti ad affrontare la giornata con gioia, anziché subirla.

Dormire bene in gravidanzaArrivare al momento del parto rilassate e riposate è la condizione ideale, ma non sempre facile da raggiungere: diversi piccoli disturbi e fastidi possono contribuire a peggiorare la qualità del sonno man mano che i cambiamenti si susseguono nel nostro corpo, rendendo difficile dormire bene in gravidanza. Tuttavia, nella maggior parte dei casi è possibile intervenire con rimedi naturali e piccoli accorgimenti da mettere in atto, mese dopo mese, per affrontare con serenità i nove mesi di preparazione alla nuova vita in arrivo, godendo del giusto riposo.

Placare la mente… e anche lo stomaco

I primi mesi della gravidanza sono i più facili da affrontare, per quanto riguarda la notte: per la verità, il problema principale potrebbe non essere quello di riuscire ad addormentarci la sera, ma quello di rimanere sveglie di giorno! Questa fase, infatti, è caratterizzata da un aumento del senso di stanchezza e di sonnolenza.

Avanzando con le settimane, però, lo sviluppo del feto comporta lo spostamento degli organi interni, comprimendo anche lo stomaco: ecco che ne derivano nausee e bruciori. Per evitare che questi disturbi si presentino durante la notte, è bene ricordare di non consumare cibi pesanti la sera e di fare in modo che trascorra qualche ora tra l’ultimo pasto e il momento di coricarsi. Evitate anche cibi acidi o particolarmente piccanti e, un’ora circa prima di coricarvi, gustatevi una tazza di camomilla o di tisana digestiva: la malva, il finocchio e lo zenzero sono ottimi alleati della vostra digestione.

Una tisana calda e una routine per il sonno, preceduto da un bagno caldo e dall’ascolto di musica rilassante, aiuterà a conciliare il buon riposo e a rilassare anche la mente, allontanando i tanti pensieri e le paure che possono accompagnare questa fase della vita così delicata.

Dormire bene in gravidanza … nonostante il pancione

Con il passare dei mesi e l’avvicinarsi del momento del parto, la notte può risultare disturbata dal pancione: trovare la posizione adatta al riposo può sembrare sempre più difficile e i risvegli possono diventare più frequenti. Anche in questo caso, però, è possibile ricorrere a delle semplici soluzioni per dormire bene in gravidanza.

Prima di tutto, per poter dormire bene in gravidanza dovete trovare la posizione che per voi risulta più comoda: solitamente si consiglia di dormire sul fianco sinistro, favorendo così il miglior apporto di ossigeno anche al bambino ed evitando di schiacciare la pancia. Posizionare un cuscino tra le ginocchia e uno tra le caviglie renderà la posizione molto più comoda e donerà una piacevole sensazione di leggerezza, anche senza dover acquistare appositi cuscini per il periodo della gravidanza.

Inoltre, se si percepisce una sensazione di pesantezza alle gambe, un ottimo trucco è quello di posizionare una coperta o un cuscino appena sotto al materasso, in fondo al letto: in questo modo si otterrà un comodo supporto per tenere gli arti inferiori leggermente inclinati verso l’alto, favorendo la circolazione.

Quando le notti si fanno più movimentate

Difficile definirli un disturbo, anche se negli ultimi mesi può far incrementare i risvegli notturni: i movimenti fetali si fanno percettibili a partire dal quinto mese e diventano sempre più evidenti con il passare delle settimane, anche durante la notte.

Proprio quando siete distese a letto, potreste sentire di più il vostro bambino muoversi: questo perché, durante il giorno, i vostri spostamenti cullano il bambino, favorendone l’addormentamento. La gioia e l’emozione possono quindi accompagnarsi ad una maggiore stanchezza: per evitare che i movimenti del vostro bambino vi tengano sveglie, potete mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti.

Le attività notturne del vostro piccolo acrobata sono del tutto normali, ed è bene che ci siano: sono una prova di buona salute e del fatto che tutto va come deve andare. Per riuscire comunque a trascorrere una buona nottata, con pochi risvegli, ecco un rimedio tanto semplice quanto efficace: evitate di fare pisolini diurni dopo le sedici e seguite una routine rilassante prima di coricarvi, da ripetere ogni sera negli stessi orari. In questo modo, potrete andare a dormire con il giusto sonno ed essere meno sensibili ai movimenti all’interno della vostra pancia.

Se, poi, proprio non riuscite a dormire, non continuate a rigirarvi nel letto: il vostro nervosismo non potrà che peggiorare la situazione. Piuttosto, alzatevi, leggete qualche pagina, fate qualche passo per la casa. Cercate di distrarvi e di rilassarvi, prima di tornare a letto, godendovi qualche attimo tutto per voi. Nei prossimi mesi, potreste averne nostalgia!

di Letizia Palmisano

organizzare un eco picnicFinalmente è primavera. Lasciato alle spalle un lungo inverno, con l’arrivo prorompente del sole e delle prime giornate calde, li desiderio di trascorrere alcune ore all’aria aperta coinvolge tutta la famiglia. Nei parchi, in montagna o sulle spiagge non importa: l’unica cosa essenziale è trovare un luogo che ci consenta di immergerci il più possibile nella natura. Parlando con i gestori dei parchi, però, troppo spesso le gite “fuori porta” trasformano angoli incontaminati in discariche. Quali sono i semplici gesti che garantiscono un Eco picnic?

Dove andare

All’interno dei parchi, sia cittadini che fuori mano, sono sempre di più le aree attrezzate per organizzare picnic: da quelle messe a disposizione gratuitamente con semplici tavolini e panchine, a spazi in cui è possibile noleggiare di tutto (barbecue e legna inclusi). Ideali per le gite fuori porta saltuarie, vi consentiranno di non acquistare equipaggiamenti che rischierebbero, una volta usati, di rimanere poi abbandonati nelle vostre cantine. Se invece il fai da te è un elemento irrinunciabile del vostro tempo libero, fate attenzione: in alcuni luoghi, ad esempio per questioni di decoro dell’area, di ordine pubblico o per la tutela della flora e la fauna nelle aree protette, non è consentito il pic nic.

Come arrivare

Tutti amano la natura, ma nessuno vuole arrivarci a piedi, diceva Andrew J. Wollensky. Ebbene, si può dimostrare il contrario. Partendo leggeri, è possibile raggiungere molti posti a piedi, in bicicletta o con i mezzi del trasporto pubblico. In alternativa potreste lasciare le auto nei parcheggi appositi e proseguire a piedi o avvalendovi dei servizi navetta messi a disposizione per non “invadere” il cuore della natura.

Gli alieni siamo noi

Entriamo nelle aree verdi, specie se parchi protetti, “in punta di piedi”. Rispetto alla flora e alla fauna locale siamo noi degli alieni. E’ poi importante soffermarsi a leggere il regolamento del Parco che ci ospita: solitamente, ad esempio, è vietato dare da mangiare agli animali, cogliere i fiori o tenere la musica a volume eccessivo.

Barbecue si o no?

Nelle scampagnate fuori porta c’è chi preferisce portare da casa cibi già pronti e freschi e chi, invece, non vuole rinunciare a piatti caldi e magari al classico barbecue. Per accendere il fuoco sapete che esistono tipi di carbonella ecologica realizzata con gusci di cocco? Condividere poi, anche con dei compagni appena conosciuti, un unico fornello, renderà la gita più divertente e a minor impatto ambientale. Prima di andare via è fondamentale controllare che il fuoco sia ben spento: se non si è sicuri, basterà ricoprire la brace con la terra. In alternativa spesso esistono dei punti ristoro le cui materie prime spesso sono i frutti della terra del parco stesso. Sapori senza eguali…

Ecostoviglie

L’alternativa green è ovviamente quella di preparare tutto in casa. In commercio vi sono contenitori termici che consentono di mantenere caldi (e molto!) i cibi per molte ore. Un trucco è versare dentro i portavivande con l’anima di acciaio dell’acqua bollente e solo successivamente posizionare i contenitori di cibo. Per pranzo saranno… come appena sfornati.
Anche per le stoviglie, la prima scelta consigliata è sempre ”il riutilizzabile”. Se, però, per motivi pratici, preferite le attrezzature monouso, troverete in commercio intere linee compostabili: da piatti e posate, ai contenitori da asporto.

Rifiuti zero e no littering

Uno dei problemi più grandi delle aree di campeggio è spesso il littering, ovvero l’abbandono dei rifiuti. I frammenti di cibo o imballaggi possono inquinare i luoghi, finire nei corsi d’acqua (il 70% dei rifiuti in mare ha origine “terrestre”) o essere ingeriti dagli animali, con grandi rischi per la loro salute. Inoltre, abbandonare i rifiuti potrebbe farvi incorrere in una bella multa. Tra i rifiuti più problematici? Gomme da masticare e mozziconi di sigaretta. Piccoli, talvolta invisibili ma longevi e dannosissimi.
A venirvi in aiuto, nelle aree attrezzate, spesso, è organizzata la raccolta differenziata. Per evitare brutte sorprese e non trovare quindi questa soluzione ricordate di portare con voi un paio di buste per raccogliere tutto (anche ciò che è “accidentalmente” sfuggito a terzi). Lasciare i luoghi ancor più puliti di come li si è trovati è un regalo che ci faremo per la nostra prossima gita.

Cosa fare

La natura da sfogo alla libertà e alla fantasia (sempre nel rispetto dei luoghi). Visto che ci siamo, la gita fuori porta può essere occasione per scoprire il nome di un albero, di un frutto o per conoscere la storia di quell’area verde. Partire “informati” grazie a materiali messi a disposizione negli info-point, su internet o attraverso una delle tante applicazioni per i cellulari che “raccontano” la vita del parco, ci farà gustare meglio ciò che ci circonda e trasformare la gita in una piccola e divertente lezione di educazione ambientale.
E voi, avete altri consigli per il vostro eco picnic?

Fiori di BachNon tenete in alcun conto la malattia. Pensate soltanto alla prospettiva che ha della vita colui che ne è afflitto“: queste parole, per certi versi in controtendenza rispetto all’approccio della medicina tradizionale, riassumono in modo efficace il pensiero di Edward Bach e sono contenute nell’introduzione al libro pubblicato dal medico gallese per presentare il proprio metodo di cura.

Una forma di medicina che si basi soprattutto sulla prevenzione, che sia priva di effetti collaterali, che tenga in considerazione la totalità delle caratteristiche psicofisiche dell’individuo e che sia accessibile a tutti: questi sono i principi base sui quali si fonda la floriterapia messa a punto da Bach intorno al 1930.

Secondo Bach, alla base di ogni malattia vi è uno squilibrio tra ciò che desidera la mente e ciò che desidera il cuore: dunque, anche i disturbi fisici possono essere curati attraverso un’attenta analisi degli stati emotivi che vi sono all’origine. Sono molti i tipi di fiori possono essere utilizzati per curare i vari stati emotivi che generano squilibrio e sofferenza, secondo quanto indicato dal celebre medico.

Un rimedio per ogni stato d’animograzie ai Fiori di Bach

Inizialmente, Bach individuò 12 Guaritori, ovvero 12 rimedi floreali in grado di contrastare i principali stati emotivi negativi. In seguito, arrivò a scoprirne altri 26, per un totale di 38 rimedi. Essi possono venire suddivisi in base agli stati d’animo che puntano a curare:

  • Paura: Rock Rose, Mimulus, Cherry Plum, Aspen, Red Chestnut.
  • Incertezza: Cerato, Scleranthus, Gentian, Gorse, Hornbeam, Wild Oat.
  • Scarso interesse verso le circostanze attuali: Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud.
  • Solitudine: Water Violet, Impatiens, Heather.
  • Ipersensibilità alle influenze e alle idee: Agrimony, Centaury, Walnut, Holly.
  • Avvilimento e disperazione: Larch, Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Bethlehem, Willow, Oak, Crab Apple.
  • Eccessiva preoccupazione del benessere altrui: Chicory, Vervain, Vine, Beech, Rock Water.

I fiori di Bach possono essere combinati insieme, per creare un rimedio personalizzato che tenga conto delle caratteristiche specifiche dell’individuo. La scelta del rimedio adeguato, dunque, deve essere effettuata tramite l’autoanalisi, oppure ricorrendo al consiglio del proprio erborista di fiducia. Le varie boccettine in commercio contengono la tintura madre ottenuta direttamente dalla lavorazione dei fiori, in una soluzione alcolica che ne permette la corretta conservazione. Poche gocce sotto la lingua sono la quantità indicata per l’assunzione.

Alle soluzioni precedentemente elencate, si aggiunge poi il Rescue Remedy: si tratta, in questo caso, di un vero e proprio rimedio di emergenza al quale ricorrere per contrastare una crisi improvvisa, in attesa di poter determinare quali fiori di Bach risultano più adatti a curare il problema, con assunzioni ripetute nel corso della giornata e per qualche settimana.

L’utilizzo dei fiori di Bach non comporta particolari controindicazioni, ma va sottolineato che, ad oggi, non vi sono studi scientifici in grado di dimostrare l’efficacia dei Fiori di Bach, al di là di quello che può essere considerato un effetto Placebo. Tuttavia, questi rimedi sono adottati in misura crescente negli ultimi anni e la floriterapia di Edward Bach è nota in tutto il mondo. E voi, avete mai provato?

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