‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

pregnant woman mother belly relaxing park yoga meditationLa gravidanza, lo si sente affermare spesso, non è una malattia. Ciò nonostante, si tratta di una fase della vita della donna caratterizzata dal cambiamento e dalla ricerca di nuovi equilibri. In questi mesi più che mai è importante saper ascoltare il proprio corpo e le sue evoluzioni, per arrivare al momento del parto in modo sereno e naturale.

Se è vero che l’esercizio fisico intenso deve gradualmente lasciare spazio al rallentamento e al riposo, questo non significa che sia necessario bandire qualsiasi tipo di attività che interessi il corpo. Al contrario, lo yoga si rivela uno strumento utile per le future mamme che desiderano arrivare al parto preparate nel fisico e nella mente.

Il termine “yoga”, di origini antichissime, rimanda al concetto di unione: si tratta di una disciplina volta a favorire la profonda conoscenza di sé e l’unione tra spiritualità e fisicità. Durante la gravidanza, lo yoga può guidare nella conoscenza e nell’ascolto dei cambiamenti in corso, favorendo la percezione della nuova vita in formazione, con la quale iniziare a creare il più profondo dei legami.

Coinvolgendo sia la dimensione fisica sia quella psicologica, questa millenaria disciplina offre benefici che interessano entrambe queste sfere: dal punto di vista psicologico, utilizzando come armi principali la respirazione e la meditazione, aiuta a liberare la mente dalle ansie, dai timori e dalle preoccupazioni. Attraverso esercizi leggeri combinati con le tecniche di rilassamento, lo yoga favorisce la gestione più serena dei diversi stati emotivi che caratterizzano la gravidanza.

Acquisite durante il corso dei mesi, le stesse pratiche di respirazione si rivelano un utilissimo strumento di gestione del dolore durante il parto e degli intensi stati emotivi che vi si accompagnano. Tramite il rilassamento e la meditazione si potranno ascoltare e percepire in modo profondo movimenti e segnali del bambino man mano che procede il suo sviluppo.

I benefici non sono solo psicologici: un mirato percorso di yoga pre parto permette di migliorare la circolazione sanguigna, alleviando la sensazione di gonfiore articolare che può caratterizzare la gravidanza.

Anche la muscolatura ne trae vantaggio, con positive conseguenze sia immediate sia a lungo termine: durante la gravidanza lo yoga aiuta a mantenere corretta la postura e rinforzare i muscoli che sostengono la colonna vertebrale, riducendo il mal di schiena.

In vista del giorno più importante, gli esercizi proposti dallo yoga permettono il rafforzamento della muscolatura pelvica, riducendo il rischio di prolasso vaginale e favorendo il parto.

Come ogni percorso, anche lo yoga in gravidanza si sviluppa per tappe: gli esercizi devono essere mirati per ogni fase della gestazione, aiutando ad affrontare i diversi cambiamenti che si susseguono nel corso dei mesi e rispondendo alle specifiche esigenze della donna. Con un cammino mirato, lo yoga non presenta particolari controindicazioni e deve essere evitato soltanto dalle donne con gravidanze a rischio.

Siete pronte a rilassarvi insieme al vostro bambino?

femme douleur abdomenCapita spesso che ad un controllo ginecologico di routine oppure ad una visita eseguita per qualche disturbo (dolori mestruali, ai rapporti, una gravidanza che non arriva) ci si senta diagnosticare l’endometriosi, una malattia sempre più frequente ma ancora abbastanza misteriosa.

Ma che cos’è l’endometriosi? Che problemi comporta? Ed è possibile tenerla sotto controllo senza prendere farmaci, efficaci ma con molti effetti collaterali?

L’endometriosi è una situazione in cui cellule dell’endometrio, il tessuto che riveste l’interno dell’utero, si trovano dislocate in sedi anomale: ovaio, legamenti dell’utero, peritoneo e talvolta anche in organi più distanti. Queste cellule rispondono agli ormoni come l’utero e quindi ogni mese sanguinano, dando origine a stati infiammatori cronici, dolori e cisti ovariche, a seconda della sede in cui si sono impiantate. Sulle cause della malattia sono state formulate molte ipotesi ma ancora non si è arrivati a nessuna certezza.

Se le cisti ovariche sono di grandi dimensioni può essere necessario asportarle chirurgicamente, mentre in generale il trattamento dell’endometriosi si basa su ormoni che sopprimono o riducono la produzione di estrogeni e quindi la mestruazione (pillole a basso dosaggio o senza estrogeni, progestinici ecc.) oppure sul trattamento del dolore con antinfiammatori. In una percentuale abbastanza significativa di casi l’endometriosi si associa a sterilità, indipendente dalla presenza di un danno delle tube, probabilmente a causa dello stato subinfiammatorio cronico: spesso vengono consigliate tecniche di procreazione medico assistita (PMA) che però hanno percentuali di successo inferiore a parità di età rispetto a casi in cui l’endometriosi non è presente.

Va però detto che l’endometriosi ha vari livelli di gravità e per fortuna quelli gravi sono la minoranza; esiste quindi la possibilità di tenere sotto controllo la patologia in modo meno invasivo.

Come in quasi tutte le malattie, anche qui l’alimentazione gioca un ruolo: i cibi proinfiammatori, che stimolano i fattori di crescita e aumentano l’insulina vanno il più possibile evitati. Quindi, limitare gli zuccheri, scegliere alimenti a basso indice glicemico, evitare i grassi saturi (animali) e le proteine animali, preferendo alimenti alcalinizzanti come frutta, verdura, legumi, oli spremuti a freddo è senz’altro consigliabile.

Esistono molti integratori di origine naturale che hanno effetto antinfiammatorio: enzimi come bromelina e papaina, antiossidanti come il resveratrolo e l’acido lipoico, modulatori dei mediatori del dolore come la palmitoiletanolamide (PEA), che fanno parte di vari prodotti reperibili in commercio, sono utili nel controllo della sintomatologia dolorosa.

L’agopuntura e la fitoterapia cinese sono strumenti formidabili non solo per il dolore, ma anche per il controllo della crescita delle cisti e per migliorare i risultati delle tecniche di PMA.

Alcuni rimedi omeopatici come Thuya e Silicea sono quasi sempre indicati, ma molti altri possono essere utilizzati a seconda del biotipo costituzionale e della sintomatologia della persona. La neuralterapia (tecnica che mira al drenaggio della matrice extracellulare, sede di deposito di scorie tossiche e radicali liberi) dà spesso grandi soddisfazioni soprattutto sul controllo del dolore.

La componente psicoemozionale che fa inevitabilmente parte della malattia non va  trascurata: si può lavorare su questo aspetto con fiori di Bach e rimedi omeopatici ad alta diluizione, ma anche con psicoterapia, tecniche di rilassamento, meditazione, pratica yoga e infinite altre metodiche, da scegliere anche in base alla propria predisposizione caratteriale.

Come in tutte le patologie croniche, è importante non prendere l’endometriosi come una condanna ad assumere passivamente farmaci per anni fino alla menopausa, ma un’opportunità per cominciare a rendersi responsabili della propria salute e impegnarsi per  la propria guarigione.

Dottoressa Roberta Raffelli

 

School and office supplies on a wooden table.La scuola scandisce i ritmi delle giornate, delle settimane e un po’ di tutto l’anno di molte famiglie. Si va sempre un po’ di corsa e ogni tanto è bene controllare di aver messo tutto nella cartella, ad iniziare dall’amica ecosostenibilità.

Iniziamo dal momento più bello della giornata: la merenda. Ecogenitori è importante cercare di dare cibo sano sia per il nutrimento che per l’ambiente. Alimenti possibilmente fatti in casa e frutta fresca insegneranno ai nostri figli una lezione importantissima: con l’ecosostenibilità c’è più gusto.

Matite, quaderni e penne si consumano uno dietro l’altro. Forse non sapete che anche nella loro scelta potete essere ecofriendly.

Per i quaderni, i blocchi per appunti, le risme e le cartelline di carta, online e in giro si trovano tantissime soluzioni eco. E’ infatti possibile scegliere quelli in carta riciclata o prodotte con legni che provengono da foreste controllate: fate sempre attenzione a cercare prodotti “marchiati” con i loghi FSC o certificati Blauer Engel ed Ecolabel. Un ecosuggerimento: a fine anno, se ne quaderni avanzeranno dei fogli, potreste tagliarli, forarli e utilizzarli per riempire i raccoglitori ad anelli dell’anno successivo.

Attenzione a non rovinare i libri, potranno essere utili a fratelli ed amichetti minori o regalati in biblioteca. E’ importante rivestirli, ovviamente in maniera ecologica. Potreste usare i ritagli di carta da regalo che avete conservato dopo “scartato” un pacco-dono, personalizzando quelle meno “vivaci” con qualche figurina avanzata dalla collezione dei vostri figli a cui sarà affidata la scelta delle immagini da portare nello zaino e sui banchi per tutto l’anno.

Cartelle ed astucci normalmente accompagnano i nostri ragazzi per anni. La loro scelta è quindi fondamentale. Già, ma quali scegliere quando è arrivato il momento di prendere uno nuovo?

Innanzitutto è meglio prediligere modelli resistenti (e quando vengono usati dai bambini vuol dire molto resistenti!) che possano essere riutilizzati per diversi anni ed ergonomici per evitare cattive abitudini soprattutto di postura. Tra quelli in commercio si stanno diffondendo i modelli realizzati con materiali naturali come la canapa e il cotone bio, con rifiniture in plastica riciclata e chiusure in legno ecosostenibile. Molto ricercate sono poi, tra i più piccoli, le linee dedicate agli amici animali per portare la natura in spalla. Per i ragazzi più grandi, invece, che vivono attaccati agli oramai irrinunciabili smartphone, sarà un “must” lo zaino con i pannelli solari per poter essere sempre pronti a rispondere ai messaggi degli amici …..e ovviamente delle mamme. Se siete invece dei cultori del fai da te potreste creare una borsa unica, ad esempio con l’uncinetto, in cui si intrecceranno l’amore per i vostri figli e la vostra fantasia o trasformare la vecchia custodia di un DVD che non vi interessa più in un astuccio.

All’interno dell’astuccio sarà poi possibile riporre gli eco righelli, nonché penne e matite ricaricabili realizzate con materiali naturali – dal cartone alle bioplastiche – o con componenti  derivanti dal riciclo (addirittura anche dai vecchie custodie CD). Se dovrete comprare evidenziatori, pennarelli, colle e l’immancabile correttore – il famoso “bianchetto” – sappiate che alcuni produttori li realizzano senza l’uso di solventi chimici.

Se a vostro figlio verrà richiesto di portare a scuola qualche strumento tecnologico come una calcolatrice, sono assolutamente fuori moda le batterie: scegliete modelli alimentati da un pannellino solare e il pargolo non avrà più scuse per non fare i compiti di matematica.

Ora è tutto pronto e i vostri pargoli potranno andare a scuola e portarsi appresso una buona dose di “green”.

Letizia Palmisano

 

sad young woman holding pregnancy testAd un certo momento nella vita si decide che si è pronti per avere un bambino. Qualche volta, però, la gravidanza non arriva subito come ci si aspetta e dopo qualche mese (per le più ansiose) o anche uno-due anni di tentativi si incomincia a fare qualche accertamento, prima più banale poi più approfondito e impegnativo.

Ma cosa succede quando tutti questi esami risultano perfetti e non si trova alcun problema? Le alternative che vengono abitualmente proposte sono solo due: o continuare ad aspettare e provare, oppure entrare in un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA).

In effetti la medicina ufficiale non ha molte possibilità di aiutare le donne che decidono di non sottoporsi alle tecniche, peraltro piuttosto invasive, di PMA: se non si è evidenziata una patologia, per esempio un deficit dell’ovulazione, non si può nemmeno consigliare una terapia.

Se ci chiediamo perché sempre più coppie non riescono ad avere un bambino, la prima risposta è senz’altro l’aumento dell’età, che determina un declino significativo della capacità di concepimento; tuttavia, sempre più spesso la problematica interessa anche coppie giovani, che talvolta hanno indicatori di fertilità paragonabili a quelli di persone molto più avanti negli anni.

In questo ha verosimilmente un ruolo determinante il cambiamento radicale dello stile di vita che si è instaurato progressivamente a partire dall’inizio della civiltà industriale: vita sedentaria, con sempre maggior tendenza al sovrappeso e alle problematiche collegate, e alimentazione “moderna”. Infatti, a partire soprattutto dal secondo dopoguerra, le materie prime sono state modificate per ottenere derivati raffinati, di più facile conservazione e minore costo, ma totalmente privi di valore nutrizionale, con il conseguente paradosso di un eccesso di alimentazione ma una carenza di nutrienti. Ciò è vero per gli zuccheri, ma anche per i cereali, il latte e i latticini, gli oli.

La dottoressa Kousmine nel secolo scorso, studiando le malattie degenerative come i tumori, le patologie autoimmuni, cardiocircolatorie e così via, scoprì che potevano essere indotte o prevenute in topi di laboratorio semplicemente somministrando una dieta raffinata o integrale. Sulla base di queste osservazioni sperimentali mise a punto un programma alimentare che in fondo non è altro che il ritorno all’alimentazione di cento anni fa: legumi, cereali integrali, oli spremuti a freddo, pochi zuccheri e solo integrali, pochissime proteine animali e tanta verdura e frutta. Nelle sue casistiche riporta, oltre a straordinari successi nel campo delle malattie degenerative, anche numerosi casi di gravidanze in donne sterili o infertili; questo però non deve stupirci, perché vitamine e oligoelementi introdotti con il cibo (e profondamente diversi da quelli chimici che si assumono in pillole!) sono alla base del funzionamento enzimatico, a sua volta responsabile della produzione di ormoni e in definitiva della corretta attività di tutti gli organi e i tessuti.

Anche l’attività fisica gioca un ruolo importante, perché regola naturalmente la produzione di insulina, che in eccesso può arrivare a bloccare o rendere meno efficiente l’ovulazione e l’impianto dell’embrione, oltre a stimolare la produzione di endorfine che combattono l’ansia e lo stress.

Pertanto, i primi passi da compiere sono un attento esame del proprio stile di vita e l’applicazione delle indispensabili correzioni, specie sul piano alimentare.

Un altro aiuto può venire anche dalla medicina tradizionale cinese, per la quale la sterilità è legata a uno squilibrio energetico che può essere corretto dall’agopuntura e dalle appropriate terapie a base di erbe.

Se poi, come spesso accade, entra in gioco una componente di natura psicologica (per esempio paure o rifiuto inconsci), può essere molto utile una terapia con i fiori di Bach o con rimedi omeopatici ad alta diluizione, in questo caso selezionati da un omeopata esperto.

Quindi, se abbiamo deciso di non ricorrere a tecniche di PMA ma di seguire il corso naturale degli eventi, non siamo costrette ad aspettare in modo passivo, ma abbiamo davanti numerose strade da percorrere, alla ricerca di una gravidanza ma anche di un maggiore benessere fisico e di un miglior equilibrio psicoemotivo, a condizione di essere disposte a rivedere e cambiare molte nostre abitudini sbagliate.

 Dottoressa Roberta Raffelli

 

 

 

 

Il compost è un terriccio molto fertile che nasce dal processo di compostaggio dei rifiuti organici.  Guardando “da vicino” la nostra pattumiera dell’umido possiamo notare, al suo interno, scarti vegetali, avanzi di cibo, potature – che possono divenire fertilizzante naturale anche nelle compostiere domestiche – ma anche prodotti realizzati con bioplastiche compostabili che – a seconda delle indicazioni riportate – potranno andare nella nostra compostiera di casa o, in alternativa, dovranno essere conferiti nella raccolta differenziata dell’umido e quindi lavorati negli impianti industriali. Per capire perché oggi ci sia tutta questa attenzione al mondo dei prodotti compostabili e al loro ritorno alla terra è opportuno fare qualche passo indietro nella nostra storia recente. Come ricorda Fulco Pratesi, quando l’Italia era un paese a prevalente cultura contadina gli scarti dell’orto e i residui di cibo, venivano reimpiegati per l’alimentazione degli animali o usati nei campi come fertilizzante e sovescio: ogni cosa aveva origine da elementi naturali e i rifiuti praticamente non esistevano.

Compost with composted soilCon la crescente emigrazione della popolazione contadina verso le città, il legame con le campagne si è rarefatto e anche quei “rifiuti”, che oggi sono individuati come “frazione umida” della nostra pattumiera, hanno finito per diventare un problema, arrivando a rappresentare circa il 40% del peso del nostro sacchetto domestico. Perché mandare in discarica ciò che prima era una risorsa e veniva riutilizzato? Questa domanda hanno cominciato a porsela sia le pubbliche amministrazioni che l’Unione Europea che hanno iniziato ad incentivare la riduzione dei rifiuti indifferenziati in favore del ritorno all’… humus. Grazie a campagne di informazione e incentivi economici (a partire dalle riduzioni della tassa sui rifiuti), si sono diffuse infatti compostiere da giardino o da balcone – ivi incluse quelle fai da te – e si sono sviluppati sistemi di compostaggio industriali. Negli impianti arrivano innanzitutto i rifiuti organici che già si “raccolgono separatamente” come quelli dai mercati ortofrutticoli, il fogliame e le potature di parchi e giardini e poi gli scarti di mense, sagre e quelli provenienti dalla raccolta differenziata che costituisce il “segreto” di un compost di qualità. Più pura, infatti, è la raccolta differenziata, migliore sarà il prodotto finale. Già, ma qui è nata una seconda domanda: come migliorare la “purezza” garantendo l’efficienza della raccolta? La risposta – per la quale grandi meriti li ha proprio la ricerca italiana – è arrivata dai cosiddetti biopolimeri: piatti, bicchieri e posate realizzate con bioplastiche compostabili al 100% possono essere utilizzati in sagre, ecofeste e mense e gettati assieme ai residui di cibo nella raccolta dell’umido. Così, per la differenziata a casa, gli ecosacchetti – oggi in teoria gli unici usa e getta ammessi dalla legge in Italia (ma è bene controllare che siano marchiati come “compostabili”) – possono essere comodamente usati, dopo aver fatto la spesa, nei cestelli areati per differenziare l’umido.

Una curiosità: lo sapete che anche la bustina che – all’interno della scatola – avvolge gli assorbenti di Organyc è ecologica e compostabile al 100%? Ora sapete perché è meglio buttarla nell’umido. E da voi si fa la raccolta della frazione organica?

Letizia Palmisano

 

 

 

Gesundes Frühstück mit Obst und Joghurt genießenL’osteoporosi è un problema di cui poche donne prendono coscienza prima della menopausa, quando vengono consigliati i primi controlli. Purtroppo è un’occasione mancata, perché la vera prevenzione comincia da giovani, addirittura nell’adolescenza, e riguarda soprattutto un corretto stile di vita.

Cerchiamo quindi di capire di che cosa si tratta.

L’osteoporosi è la progressiva decalcificazione delle ossa che si verifica fisiologicamente con l’età, in entrambi i sessi. Spesso però nelle donne  dopo la menopausa, con la riduzione degli estrogeni, assume un andamento rapido, portando a una fragilità dello scheletro con predisposizione alle fratture, soprattutto del femore e vertebrali, calo di statura e incurvamento della colonna.

Un ruolo importante nell’insorgenza di questa patologia è dato dalla genetica: chi ha familiari che soffrono di osteoporosi è più a rischio di svilupparla. Altri fattori di rischio sono la menopausa precoce, l’ipertiroidismo, la celiachia, l’anoressia e in generale l’assenza prolungata di mestruazioni, il fumo, la scarsa attività fisica, la mancanza di vita all’aria aperta e poi molti farmaci: chemioterapici, cortisone, inibitori di pompa protonica (farmaci per la gastrite o il reflusso), anticoagulanti, antiepilettici, diuretici ecc.

Sono molte le ragioni per cui l’osteoporosi è diventata negli ultimi decenni una problematica così diffusa: sicuramente c’è l’aumento della durata della vita media, il cambiamento dell’alimentazione, molto più ricca di proteine e zuccheri e povera di cibi freschi e integrali, la vita sedentaria, l’abitudine al fumo e il poco tempo che si trascorre all’aria aperta.

Molto spesso viene considerato un fattore predisponente non mangiare latticini, per via del loro abbondante contenuto di calcio. È una convinzione del tutto sbagliata, purtroppo sostenuta anche da molti medici, nonostante studi epidemiologici di vasta portata abbiano dimostrato che le popolazioni che consumano più latte e formaggi hanno un tasso di osteoporosi molto maggiore rispetto a quelle che non ne assumono. Infatti, uno dei principali  fattori causali della perdita di calcio da parte dell’osso è l’acidità dei tessuti. Dato che l’organismo per vivere ha bisogno che il suo pH sia mantenuto costante, se si abbassa, per esempio a causa dell’introduzione di alimenti acidificanti, entrano in gioco i cosiddetti sistemi tampone, ossia dei meccanismi che lo riportano nei parametri di normalità. Uno dei principali sistemi tampone è proprio l’osso, che interviene liberando calcio nel sangue per neutralizzare l’eccesso di acidità. È evidente che quanto più un cibo è acidificante, tanto più favorirà questo processo: quindi tutti i cibi proteici, soprattutto di origine animale, sono sfavorevoli per le ossa, così come gli zuccheri e gli amidi raffinati, l’alcool e le bevande gassate. Ottimi per un apporto di calcio sono invece molti semi, soprattutto il sesamo, la frutta secca, i legumi e varie verdure.

L’attività fisica nell’età nello sviluppo è essenziale per consentire una corretta costruzione dell’apparato muscoloscheletrico e anche in seguito è protettiva:  direttamente per azione sull’osso e indirettamente per rinforzo del tono muscolare.

Un ruolo fondamentale per le ossa è dato dalla vitamina D, che si assume con gli alimenti ma che necessita della luce solare per essere attivata. Le creme con filtro solare bloccano questo processo ed è quindi importante esporsi al sole senza protezione almeno per un breve periodo nelle ore di irraggiamento meno forte, oltre a preferire quando possibile attività sportive all’aria aperta a quelle in palestra.

Il fumo e l’alcool esercitano un danno diretto sulla struttura ossea: evitare queste dipendenze fin da giovani è indispensabile.

In fondo, quello che le nostre ossa ci chiedono non è strano: alimentazione sana e naturale con tanta frutta e verdura, pochi zuccheri e poche proteine  animali; attività fisica all’aria aperta, no al fumo, alcool con molta moderazione, farmaci solo se veramente indispensabili. E a questo punto sembra ancora strano che sia diventata una delle patologie caratteristiche della società moderna?

Dott.ssa Roberta Raffelli

 

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Tata Francesca (SOS Tata), Elasti (nonsolomamma), Francesca Moscarelli (Around Family), Dalila Bonelli (Casa Delirio). E incontri anche per i più piccoli con Federica Migliotti della Compagnia Teatro Viola, Massimiliano Maiucchi e i laboratori con iBaccelli. Questi gli ospiti decisamente “wo-mum” di Storie, saperi e sapori, la rassegna  nata sotto il segno della sostenibilità femminile e dedicata anche ai bambini che Organyc ha deciso di sostenere. La rassegna sarà osptiata a Roma, dal 30 settembre al 4 dicembre, presso la sala da the/libreria Saporiti (Montesacro).

Visto che uno dei principali problemi delle wo-mum è trovare del tempo per sé, lo staff offre una pratica soluzione: l’agenzia di baby-sitting A misura di mamma, partner nel progetto, selezionerà gratuitamente 5 tate che potranno rimanere a casa con i bambini durante gli appuntamenti della sezione wo-mum.

Gli ospiti:

Francesca Valla, meglio conosciuta come Tata Francesca di SOS Tata, presenterà il suo libro E’ facile fare la mamma…se sai come si fa (Mondadori), per affrontare specifiche tematiche legate alla genitorialità (7 ottobre h 17.00). Claudia De Lillo nota come Elasti, autrice del blog nonsolomamma, giornalista e neo-conduttrice di Caterpillar am su Rai Radio2, ci racconterà il suo Dire, fare, baciare (Feltrinelli) un libro per figlie ma anche un po’ per mamme (7 novembre h.17.30), Francesca Moscarelli co-fondatrice di AroundFamily.it presenterà il portale guida on line per i viaggi e il tempo libero dedicato alle famiglie, fatto da genitori per i genitori (28 ottobre h.17.30). Infine Dalila Bonelliautrice di Casa Delirio (Giunti) parlerà della sua personale visione del multitasking, un mix di delirante quotidianità e auto-ironia (4 dicembre h.17.00)

Gli eventi per i bimbi:

Gli incontri pensati per i più piccoli prevedono: uno spettacolo in rime con Massimiliano Maiucchi, noto giocoliere, attore e cantastorie (30 settembre h.17.00). Un laboratorio con iBaccelli in cui i bambini si cimenteranno con stoffe e colori nella realizzazione di “bambo- le” personalizzate molto particolari (21 ottobre h.17.00) e una fiaba celtica narrata da Federica Migliotti della Compagnia Teatro Violaaccompagnata dall’arpa (20 novembre h. 17.30).

Storie, Saperi e Sapori, dal 30 settembre al 4 dicembre presso Saporiti in viale Gottardo, 62 Roma. Tutti gli eventi sono su prenotazione www.storiesaperiesapori.com

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