‘Parliamo di un mondo al femminile colorato di verde, in cui ogni gesto quotidiano nasce dalla consapevolezza dei propri consumi e delle proprie azioni. E ci dedichiamo al benessere naturale della donna nella vita di tutti i giorni ma soprattutto “in quei giorni”…’ >>

puntura d' insettoCome resistere, nei mesi estivi, alla tentazione di giocare all’aperto con grandi e piccini? Il richiamo della natura diventa fortissimo durante la bella stagione, quando di solito si ha anche più tempo libero per approfittare di gite in campagna, passeggiate in collina e permanenze al mare. Piccoli inconvenienti, però, possono rovinare anche la più divertente delle scampagnate, soprattutto quando sono coinvolti dei bambini. Ecco allora qualche consiglio per affrontare in modo naturale incontri ravvicinati non esattamente graditi e altri incidenti di lieve entità.

Le punture di zanzara sono il più classico degli “accidenti estivi”, capaci, loro malgrado, di regalare notti insonni e fastidiosi ponfi, specie ai più piccoli o a chi, in generale, ha la pelle particolarmente delicata. Come fare, dunque, per evitare ronzii e punture pruriginose? Applicare una zanzariera alle finestre (e magari tenerne una sulla culla e sulla carrozzina dei neonati, è sufficiente anche un semplice quadrato di tulle) consente di prevenire il problema alla fonte, ma anche la natura ci mette a disposizione molti rimedi green per tenere lontani questi insetti un po’ molesti. Il più classico è forse la citronella, disponibile ormai in tantissime formulazioni: spray, creme, lozioni, cerotti, diffusori per ambienti e candele (attenzione ai potenziali incendi!), ma efficace anche come semplice pianta in vaso. In aggiunta  o in alternativa, si possono usare basilico, geranio (ideale soprattutto in balcone o in terrazzo) e oli essenziali di lavanda, rosmarino e menta, che però non andrebbero mai applicati direttamente sulla pelle dei bambini, ma utilizzati piuttosto nella preparazione di deodoranti per ambienti. Molto efficace, oltre che sostenibile al 100%, l’acquisto di una bat box, ovvero una casetta di legno per pipistrelli, che può essere posizionata in terrazzo o, per chi ne ha la possibilità, in giardino. L’ideale, per favorirne la “colonizzazione”, sarebbe collocarla in primavera, in una zona che si trova esposta direttamente ai raggi del sole almeno per qualche ora al giorno. Un singolo pipistrello è in grado di cacciare migliaia di zanzare in poche ore: ecco perché la bat box rappresenta un rimedio anti-punture di sicura efficacia, oltre che molto ecologico.

Ma le zanzare non sono le uniche “presenze estive” che possono dar luogo a incontri ravvicinati non troppo piacevoli. Le agognate vacanze al mare, ad esempio, possono comportare contatti dolorosi con meduse, tracine, razze e altri pesci urticanti. Per le meduse, la prima cosa da fare, una volta riguadagnata la riva, è versare dell’acqua marina sulla parte interessata. Anche dell’aceto bianco può aiutare a lenire i sintomi, grazie alla presenza di acido acetico. Fondamentale in ogni caso evitare di strofinare la parte lesa, per non diffondere ulteriormente le tossine urticanti nella pelle.

Ancora più doloroso “l’incontro” con la tracina, un pesce dotato di spine sulla pinna dorsale che vive sui fondali sabbiosi. Pestando accidentalmente il pesce col piede o con la mano, si può essere punti dagli aculei, che rilasciano nella una tossina che provoca un dolore immediato e molto intenso. Quando si viene punti da una tracina, per prima cosa è importante rimuovere accuratamente le spine rimaste eventualmente conficcate nella pelle. L’arto interessato va poi bendato a monte della puntura, così da ridurre la diffusione della tossina, per poi immergerlo in una bacinella piena di acqua calda. L’immersione dovrebbe durare per almeno mezz’ora, dato che il veleno della tracina viene inattivato dal calore. Gli stessi accorgimenti possono essere adottati in caso di contatto con altri pesci dotati di spine velenose, come razze, trigoni e scorfani. L’acqua calda è efficace anche per trattare le punture di riccio di mare, ma in questo caso si rivelano ancora più indicati gli impacchi con acqua di mare o trattata con un disinfettante (ricordate sempre di rimuovere tutti gli aculei con una pinzetta o con un ago sterile).

Fuori dall’acqua, invece, attenzione a vespe e api, le cui punture possono essere trattate con una soluzione di acqua e bicarbonato o acqua e limone, avendo l’accortezza, nel caso di un incontro ravvicinato con un’ape, di rimuovere attentamente il pungiglione prima di procedere al lavaggio della parte. Per calmare il dolore, inoltre, si può successivamente strofinare delicatamente la zona con uno spicchio d’aglio tagliato a metà, oppure applicarvi polpa di banana o succo di prezzemolo.

In ogni caso, è sempre opportuno rivolgersi a un medico qualora si noti la presenza di sintomi respiratori, anche lievi, dolore persistente o gonfiore particolarmente accentuato.

E cosa fare, infine, in caso di ruzzoloni e capitomboli? L’ideale, specie per i bambini, è applicare subito un preparato all’arnica, una pianta dai fiori gialli con proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antisettiche note da tempo anche agli sportivi, che la usano spesso per contusioni e piccoli problemi muscolari. In commercio si trovano gel e pomate a base di arnica, che, oltre a lenire il dolore, prevengono la formazione di ematomi e riducono il gonfiore. Per rendere più efficace il trattamento, è possibile tenere il tubetto in frigorifero, in modo da garantire ai piccoli infortunati un’applicazione fresca e un maggiore sollievo. Anche in questo caso, naturalmente, è indispensabile consultare un medico in caso di incidenti particolarmente gravi, o quando il bambino mostri sintomi come nausea, vomito, tremori e sonnolenza.

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shutterstock_104073254L’estate forse non è ancora veramente arrivata, ma cambiamento climatico permettendo, cerchiamo di stare all’aria aperta e al sole il più possibile. È anche una preziosa opportunità anche per condividere più tempo con la propria famiglia, rallentare i ritmi quotidiani di solito così frenetici e passare intere giornate a contatto con la natura. E poi, diciamolo: i benefici della tintarella non sono soltanto estetici. L’esposizione, controllata e moderata, ai raggi solari contribuisce a migliorare l’umore, a lenire alcuni fastidi della pelle e a tonificare la muscolatura. Perché la vacanza al sole non si trasformi in un vero incubo, però, è fondamentale seguire una serie di accorgimenti, prestando attenzione soprattutto alla delicatissima pelle di bambini e neonati.

A cominciare dalla crema protettiva, che deve essere sempre spalmata generosamente prima dell’esposizione al sole, e riapplicata dopo ogni bagno al mare o in piscina, dopo la doccia, e comunque ogni paio d’ore circa. È indispensabile scegliere un fattore di protezione adeguato al proprio tipo e colore di pelle (fototipo), e per i bambini occorre utilizzare formulazioni specifiche e ad altissimo fattore di protezione (50 o superiori). Ma per quanto riguarda la composizione della crema solare, quali sono le scelte più indicate in termini di sostenibilità ambientale?

La maggioranza dei solari in commercio contiene dei filtri di tipo chimico. Si tratta, in altri termini, di sostanze che innescano una reazione chimica in grado di “neutralizzare” i raggi ultravioletti. L’inconveniente dei filtri chimici è che alcune sostanze molto utilizzate nelle creme protettive sono sospettate di interferire con il sistema endocrino, e in particolare di alterare il funzionamento degli estrogeni. È il caso ad esempio dell’Oxybenzone, che secondo l’organizzazione americana Environment Working Group è anche responsabile di reazioni allergiche, tanto che il governo giapponese lo ha sottoposto a importanti limitazioni d’uso. Sotto accusa c’è anche il 4-Methylbenzyliden Camphor, che, secondo il Comitato Scientifico Europeo dei prodotti al consumo (SCCP), a concentrazioni superiori al 4% potrebbe essere a rischio tossicità. È importante osservare che la comunità scientifica sta ancora dibattendo sulla presunta pericolosità di queste sostanze, ma per chi volesse optare per alternative più “naturali”, specie quando la pelle da proteggere è quella dei bambini, le opzioni non mancano.

Una possibilità viene dalla cosmesi Ecobio, che impiega di solito filtri fisici o minerali. Queste sostanze, come l’ossido di zinco o di titanio, costituiscono, come dice il nome, uno schermo “fisico” in grado di bloccare e riflettere i raggi UV, limitando i danni dell’esposizione solare. L’efficacia di queste creme solari è di norma molto alta, anche se la presenza di componenti minerali rende questi prodotti un po’ pastosi e leggermente difficoltosi da spalmare (ma basta riscaldare un po’ di prodotto tra le mani per semplificare l’applicazione). Le creme con filtri fisici, inoltre, richiedono una maggiore frequenza di applicazione, dal momento che, non essendo impermeabili, vengono “lavate via” molto facilmente da acqua e sudore.

Un’altra strada per un’abbronzatura sicura e più naturale è quella dei preparati fitoterapici, che contengono estratti di piante ad azione “filtrante”, spesso impiegate tra l’altro anche nei solari tradizionali. L’elenco delle piante “amiche della tintarella” è lungo, e comprende germe di grano, olio di sesamo, cocco, elicriso, camomilla, calendula, karité, melograno, macadamia, rosa moschata, jojoba e aloe. Come tutti i cosmetici di origine vegetale, questi prodotti possono dare luogo a reazioni allergiche nei soggetti predisposti, per cui è opportuno provarli con cautela, su una porzione limitata di epidermide, prima di applicarli sul resto del corpo. I solari con formulazione vegetale, inoltre, di solito non possono indicare in etichetta un fattore di protezione “certo” come le creme tradizionali, il che potrebbe in qualche modo complicare la scelta (e in ogni caso, è sempre importantissimo evitare il “fai da te”). Molte creme protettive ecobio, in realtà, contengono una combinazione di principi attivi vegetali e filtri minerali, in modo da combinare al massimo efficacia e praticità d’uso.

Qualunque sia la vostra scelta in fatto di creme solari, inoltre, ricordatevi di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 16), di fare indossare un berrettino, ed eventualmente una maglietta, ai bambini, e di non esporre al sole i neonati. E buone vacanze!

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oil gel dropEssere ecosostenibili nei piccoli gesti quotidiani. E’ una mission di molte persone. A volte però la risposta di cosa scegliere e come fare per ridurre l’impatto ambientale, può non essere immediata. Ecco quindi che con piacere vi daremo un po’ di consigli e “scorciatoie” per una vita green.

Oggi si parla di detersivi ecosostenibili. Dalla pulizia della casa alla lavatrice, vorreste scegliere detergenti amici del pianeta ma non sapete quale scegliere? Sugli scaffali ci sono file interminabili di prodotti e dopo un’ora siete ancora lì a leggere le etichette? Ecco una guida facile per poter individuare in pochi minuti i prodotti più adatti alle vostre esigenze.

Se avete l’istinto del piccolo chimico potreste studiare la composizione dei prodotti individuando gli ingredienti sulle etichette o, qualora non presenti sulle confezioni, tramite il sito dei produttori. Come per i cosmetici, l’ordine dei componenti è decrescente sulla base della concentrazione. Grazie ai pallini rossi gialli e verdi del biodizionario potrete dare un punteggio di qualità.

Se invece le formule chimiche non vi sono familiari potreste affidarvi alle certificazioni riconosciute. Il marchio europeo Ecolabel – che certifica l’ecosostenibilità di prodotti e servizi – esiste anche per le principali linee di detergenza (bucato, piatti, pavimenti, e così via). Per potersi fregiare di questo “titolo” i detersivi devono soddisfare i criteri individuati dai disciplinari comunitari e quindi devono avere un’ottima capacità pulente ed essere a basso impatto ambientale. Le regole sono rivolte a ridurre gli scarichi di sostanze tossiche o inquinanti nell’ambiente acquatico, limitare o prevenire i rischi per la salute o l’ambiente connessi all’uso delle sostanze pericolose, minimizzare i rifiuti da imballaggio nonché promuovere la diffusione di informazioni che consentano al consumatore di utilizzare il prodotto nel modo più eco efficiente possibile. La normativa non non riguarda però le materie prime utilizzate nella produzione dei detergenti. I prodotti Ecolabel quindi potrebbero contenere elementi di sintesi anche di origine petrolchimica.

Il marchio del biologico invece certifica l’utilizzo di fonti rinnovabili e naturali, ma non prende in considerazione né l’impatto ambientale del prodotto finito né la qualità della prestazione.

In Italia c’è un’eccezione rappresentata dalla certificazione “detergenza pulita ICEA/AIAB” che prescrive, nell’iter prodromico alla certificazione del detergente, test prestazionali con gli equivalenti prodotti tradizionali e anche un calcolo dell’impatto ambientale del prodotto finito.

Se invece siete dei cultori dell’arte del fai da te, potreste sperimentare direttamente le ricette per i detersivi domestici utilizzando gli ingredienti che di solito sono già presenti nella nostra cucina. In questo caso fateci sapere quali sono le vostre “pozioni magiche” per rendere tutto pulito!

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Spa scene with natural cosmeticsEstate, voglia di sole e di aria aperta. Ma dobbiamo proteggerci e gli oli essenziali e gli oli vegetali possono essere nostri preziosi alleati per vivere  un’estate al naturale. In particolare – come ci ricorda Elena Cobez – abbiamo a disposizione alcune essenze che si riveleranno molto utili, sia come repellenti per le zanzare, sia come lenitive, sia per proteggere la pelle dai raggi solari (anche se non possiamo creare solo con essenze e oli vegetali uno schermo solare totale).

Vediamo qualche ricetta interessante da creare. Per esempio uno spray antizanzare per tutta la famiglia  potrebbe essere il seguente:

50 ml di vodka

10 gocce di Geranio rosato

5 gocce di Citronella di Ceylon

5 gocce di Menta piperita

Questa ricetta vede come protagoniste tre essenze che possono contrastare la presenza delle zanzare; possiamo mettere la miscela in uno spray e spruzzarlo sulla pelle, stando bene attenti a non spruzzare mai per sbaglio la miscela sul volto e sugli occhi. Nel caso la ricetta risultasse per qualcuno troppo intensa, si possono diminuire le dosi delle essenze. Utilizziamo la vodka come base perché è una sostanza che ha poco odore e di bassa gradazione (40 gradi circa).

Chiaramente se poi abbiamo bisogno anche di un prodotto da applicare sulla pelle come lenitivo per le punture d’insetto, allora possiamo creare un buon olio in questo modo:

50 ml di oleolito di Calendula

20 gocce di Lavanda spica

20 gocce di Copaiba

L’olio essenziale di Lavanda spica è un’ottima essenza per le punture d’insetto, e in questo caso la uniamo ad una oleoresina, la Copaiba, che è perfetta per disinfiammare la pelle e aiutarla a ristrutturarsi.

Nel caso tu non riuscissi a reperire questi due oli essenziali, puoi utilizzare anche una Lavanda vera o una Lavanda hybrida.

In caso invece di eritemi solari, possiamo utilizzare una ricetta simile, che vede sempre presente l’oleolito di Calendula:

50 ml di oleolito di Calendula

30 gocce di Copaiba

10 gocce di Camomilla blu

E se non abbiamo la Camomilla, possiamo comunque utilizzare una Lavanda.

In questo caso abbiamo usato delle essenze lenitive, e la Camomilla blu è una sostanza perfetta per disinfiammare la pelle. E per le pelli delicate può essere una buona idea utilizzare un olio protettivo anche durante il giorno, non solo se siamo al mare, ma anche in città o in montagna:

30 ml di olio di Jojoba

10 ml di Olio di Rosa Mosqueta

10 ml di olio di Avocado

Questa sinergia di tre oli vegetali crea un vero e proprio olio di bellezza, con leggero effetto protettivo, idratante, nutriente e ristrutturante. Spesso quando provo ricette come queste, mi stupisco di quanto la pelle risponde a questi nutrienti e come si possa in questo modo anche d’estate avere una pelle più morbida, meno tesa, luminosa e idratata. Come dicevamo prima, questa miscela non sostituisce prodotti solari protettivi, ma sicuramente può essere di valido aiuto quando vogliamo nutrire la pelle, un po’ come fosse una crema da giorno.

Spesso in Aromaterapia siamo abituati a focalizzarci maggiormente sugli oli essenziali, ma in realtà anche gli oli vegetali sono una grande risorsa, e anche gli idrolati, che sono l’acqua aromatica prodotta durante la distillazione delle essenze. La famosa “acqua di rose” nasce come acqua di distillazione delle rose, e quindi in origine era un idrolato. Oggi si trova ancora in commercio, anche se alcune acque di rose sono acque profumate, e quindi non sono idrolati (negli idrolati resta un residuo dell’olio essenziale distillato). Vedremo in prossimi articoli quale uso possiamo fare sia degli oli vegetali che degli idrolati, per arrivare ad una cosmesi naturale aromatica che sia di vero supporto alla nostra pelle, che non è solo un organo, ma anche un punto importante di contatto con l’ambiente esterno, e come tale rappresenta un “confine”. Questo strato di confine è una superficie sulla quale avvengono molte cose, e con oli essenziali, oli vegetali e idrolati possiamo armonizzarla e aiutarla nel suo compito.

Elena Cobez

 

UmzugEstate, tempo di ferie e di agognate villeggiature: viaggiare con i propri figli rappresenta sempre un’esperienza di straordinaria intensità. Ritmi nuovi, abitudini diverse e un po’ di fatica in più, ma anche la possibilità di godere del viaggio con maggiore lentezza, di esplorare orizzonti naturali e, soprattutto, di osservare il mondo attraverso lo sguardo vergine e meravigliato dei bambini. Per chi è abituato da sempre ad andare in giro, infatti, una vacanza con bimbo al seguito può rappresentare una vera e propria rivoluzione: perché allora non approfittarne per abituarsi a viaggiare in modo più “leggero” e sostenibile, più rispettoso dell’ambiente e vicino ai tempi della natura?

A cominciare dalla quantità e dalla mole delle valigie. Per una legge fisica mai formulata ma sperimentata da molti, sembra infatti che la quantità di bagagli necessaria sia inversamente proporzionale alle dimensioni del viaggiatore: spostarsi con un bambino, di norma, somiglia quindi più a un trasloco che a una vacanza. Eppure basta un po’ di senso pratico per non esagerare. Un consiglio sempre valido può essere quello di stilare con calma una lista dettagliata di quello che andrà messo in valigia, per poi, al momento di fare praticamente i bagagli, attenersi scrupolosamente alle indicazioni dell’elenco. La lista dovrà essere adeguata, oltre che all’età del bambino, alla stagione in cui si viaggia e alla destinazione della vacanza: in molti casi, infatti, è possibile reperire la maggior parte dei prodotti necessari (pannolini, pappe, latte, etc) direttamente sul luogo, evitando così di sovraccaricarsi in partenza.

E a proposito di destinazioni, la nascita di un figlio costituisce il “pretesto” ideale per riscoprire mete vicine, riducendo in questo modo le distanze percorse e, di conseguenza, l’impatto ambientale del trasferimento. Anche le regioni più prossime a quella in cui viviamo tutto l’anno, infatti, offrono molte opportunità di svago, conoscenza e relax per tutta la famiglia. Parchi naturali e altri luoghi “selvaggi” rappresentano una destinazione ideale per i più piccoli, che potranno in questo modo godere di tutti i benefici di un ambiente incontaminato: dalle spiagge alle montagne, dalla campagna ai laghi, l’offerta è vastissima e permette di soddisfare davvero tutte le esigenze. Grazie alle tante attività organizzate da alberghi, associazioni locali e gruppi ambientalisti, inoltre, la vacanza in natura può diventare un momento di divertimento e informazione per tutta la famiglia.

L’Italia, in particolare, ha una vasta porzione di territorio tutelato da parchi nazionali e altre aree protette. Sul sito http://www.parks.it/, oltre a informazioni di ogni genere sui parchi naturali italiani, è possibile consultare la sezione “Ospitalità” (raggiungibile direttamente dall’home page) con tutte le strutture ricettive nell’Italia protetta.

Una esperienza originale e molto “slow”, ideale per le famiglie con bambini e non solo, è rappresentata dal cosiddetto “albergo diffuso”, un nuovo modo di concepire la ricettività che si è diffuso negli ultimi anni soprattutto in borghi di pregio e altre località che rischiavano lo spopolamento progressivo, e che proprio grazie a un turismo di qualità e attento alle peculiarità del territorio hanno ritrovato il loro splendore. Il sito http://www.albergodiffuso.com/ fornisce informazioni, indirizzi e news su questa particolare modalità di vivere il viaggio.

Per quanto riguarda poi l’alloggio per le nostre vacanze in famiglia, la scelta di strutture tradizionali, a conduzione familiare, si rivela di solito “amica della natura”, oltre che del portafogli di mamma e papà!

Legambiente, ad esempio, fornisce un elenco di alberghi che possono fregiarsi di un bollino “verde” grazie al loro impegno a tutto tondo per la sostenibilità ambientale: http://legambienteturismo.it/alberghi-ecologici/. Anche molte strutture appartenenti alla rete internazionale dei “Family hotel” spiccano spesso per lo sforzo di ridurre il proprio impatto ambientale, con un impegno particolare, ad esempio, nella raccolta differenziata dei rifiuti, nell’offerta di alimenti biologici e a chilometri zero e nell’adozione di accorgimenti che limitano i consumi energetici e idrici.

Il campeggio si può rivelare una soluzione ecologica, capace allo stesso tempo di contenere la spesa  per la villeggiatura e assicurare a grandi e piccini una bella esperienza a diretto contatto con la natura. La condizione imprescindibile, però, è che la struttura sia progettata e gestita con grande attenzione all’impatto sull’ambiente, dalla gestione dei rifiuti all’efficienza energetica, dal consumo di suolo alla eventuale ristorazione. In Toscana, ad esempio, è partito da qualche mese il progetto GreenCamp, che si propone proprio di migliorare l’ecosostenibilità dei campeggi presenti sul territorio: http://www.green-camp.it/.

I bambini molto piccoli, se allattati al seno, permettono di risolvere la questione della pappa in modo estremamente pratico e veloce, e di evitare il ricorso a pappe pronte e confezioni usa e getta. Per i più grandicelli, poi, la rosa delle possibilità green si amplia, permettendo di optare, ad esempio, per una vacanza in bicicletta, un giro in barca a vela o, meglio ancora, un campo di volontariato ambientale come quelli che le principali associazioni ambientaliste organizzano ogni anno in Italia e all’estero. Quelli promossi dal WWF http://www.wwf.it/tu_puoi/volontariato/, dedicati alla tutela di particolari specie animali a rischio di estinzione, sono solo una delle possibili opzioni a disposizione di eco-volontari di tutte le età.

In rete, infine, è possibile trovare numerose proposte di soggiorni e pacchetti all inclusive improntati ai principi dell’ecoturismo. I più avventurosi, invece, potrebbero prendere in considerazione le proposte di tour operator che propongono itinerari “alternativi” all’estero, spesso in stretta vicinanza con l’ambiente naturale. Viaggi Avventure nel Mondo, ad esempio, propone un ampio ventaglio di opzioni dedicato proprio ai viaggi in famiglia. http://www.viaggiavventurenelmondo.it/nuovosito/viaggi/indicefamily55.php

Ricordando in ogni caso che, qualunque sia la propria idea di vacanza, a viaggiare “leggeri” si impara da piccoli.

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giugno 16, 2014

Candida: ospite o nemica?

femme douleur abdomenSono poche le donne che nella loro vita non abbiano mai avuto esperienza della candida vaginale, ma per parecchie questo fastidioso disturbo si trasforma in un incubo ricorrente, che pregiudica la vita sessuale e causa problemi psicologici ed emozionali di non piccolo conto.

Ma perché un banale fungo spesso non riesce a essere debellato dai potenti farmaci che abbiamo a disposizione?

Per capirlo occorre sapere che la candida non è un microrganismo estraneo che si contrae dall’esterno, ma un commensale abituale del nostro corpo. Insieme a numerosi batteri contribuisce al cosiddetto ecosistema vaginale, nel quale, in condizioni di equilibrio, ogni organismo ha propri spazi e ruoli ben definiti.

Quando questo equilibrio viene turbato, alcuni elementi vengono a trovarsi in condizioni di vantaggio e proliferano eccessivamente, dando origine a vari disturbi. Per la candida, condizioni favorenti sono per esempio l’assunzione di antibiotici, che uccidendo i batteri lasciano più spazio nella competizione per il nutrimento ai funghi e ai virus, oppure le condizioni che acidificano l’ambiente, o la presenza di zuccheri in eccesso; inoltre lo stress rappresenta un elemento favorente, per depressione delle difese immunitarie e verosimilmente anche le condizioni emozionali giocano un loro ruolo.

Pertanto, se bombardiamo la candida con armi potenti come gli antimicotici ma non cambiamo nulla nel sistema che l’ha favorita, nel giro di breve tempo essa si ripresenterà, magari più resistente all’azione dei farmaci.

Quali sono quindi le strategie vincenti?

Dato che eliminare lo stress sarebbe ideale ma è difficilmente praticabile, quello su cui si può e deve lavorare sono soprattutto l’alimentazione e il ripristino di una corretta flora batterica intestinale. Quest’ultima azione da sola è priva di efficacia perché in un ambiente troppo acido e senza il corretto nutrimento (prebiotici) i probiotici non riescono ad attecchire.

Gli alimenti che favoriscono la candida e che vanno esclusi completamente sono: latte e latticini, zuccheri, lieviti (inclusa la birra) e farine bianche. Anche le proteine, soprattutto di provenienza animale, sono da limitare in quanto molto acidificanti.

La durata della dieta va valutata in base a quella del problema; in genere però per chi ha sofferto per lungo tempo di candida il cambiamento dell’alimentazione dovrà essere definitivo.

Esistono numerosi integratori e prodotti omeopatici utili a contrastare la candida, ma niente è davvero efficace se non si agisce radicalmente sullo stile alimentare. Come sempre, non esiste la bacchetta magica ma occorre assumerci la responsabilità della nostra guarigione!

Roberta Raffelli

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La celebrazione del matrimonio, pur se organizzata dagli sposi e da wedding planner nei minimi dettagli per mesi, si svolge nell’arco di circa un’ora. Per gli sposi e per i loro genitori, i momenti che si snodano attorno al fatidico “si” saranno quelli che ricorderanno per tutta la vita, ma per ciò che riguarda gli invitati, ad essere sinceri, essi dedicheranno la propria attenzione ed i loro pensieri, belli o brutti, più di ogni altra cosa al banchetto nuziale.

Che sia un pranzo, una cena o solamente un aperitivo, la curiosità e l’amore per la buona tavola spinge gli invitati a provare un po’ tutte le pietanze, dimenticando anche le diete più ferree.

Se la voglia di stupire è green anche tra i tavoli della festa nuziale, sono tanti gli spunti che potrete far vostri nella scelta del menù da offrire a parenti e amici.

Sono infatti sempre di più le società di catering e gli chef che offrono un’ ampia gamma di piatti tipici locali con un occhio ai prodotti freschi di stagione e magari provenienti da agricoltura biologica. Potrete optare per un gustoso menù a km zero ovunque vi troviate in Italia: in tutta la penisola le prelibatezze non mancano. Scegliere piatti a base di ingredienti vegetariani o 100% vegani vi farà acquistare punti green e, se volete stupire gli ospiti, potreste offrire alcune delle tante ricette di Ecocucina di Lisa Casali tutte ispirate all’uso di ogni parte di frutta e verdura inclusi bucce, gambi, baccelli.

Una attenzione particolare dovrebbe poi essere posta nelle quantità: garantire una buona scelta e piatti pieni, bis inclusi, non dovrebbe mai farci oltrepassare il confine del buonsenso. Spesso, anche dopo diverse ore e nonostante gli invitati abbiano assaggiato in abbondanza tutte le prelibatezze offerte, vassoi e fiamminghe ancora pieni continuano a girare per le sale fino a quando, alla fine, trovano una triste destinazione nel cassone dei rifiuti. Sarebbe quindi opportuno ridurre le quantità in accordo col servizio catering e potrete esser certi che nessuno rimarrà comunque affamato né con uno sfizio non soddisfatto. In India, lo spreco di cibo che si verifica durante i banchetti di nozze è giunto a livelli tali da far pensare a una legge che imponga la sobrietà per rispetto di quell’ampia parte della popolazione che purtroppo non riesce ad avere cibo a sufficienza a causa delle condizioni di povertà. Con lo stesso spirito, al mio matrimonio abbiamo chiesto agli invitati di non lanciare il riso all’uscita della chiesa e, in cambio, abbiamo ricevuto un graditissimo e caloroso applauso.

Nonostante tutti i vostri sforzi supponete che rimarrà ancora cibo? Potreste far realizzare delle scatole “ricordo” ovvero delle doggy bag – per l’occasione ribattezzate wedding bag –  magari personalizzate con i nomi degli sposi, con cui i vostri invitati potranno portare a casa graditi ricordi culinari anche per il giorno seguente. In alternativa potreste verificare, se il cibo avanzato possa essere donato a un’associazione non a scopo di lucro del territorio.

Ora che il menù è concordato, potrete sbizzarrirvi con l’allestimento della sala del ricevimento. Lasciatevi guidare dagli organizzatori del catering scegliendo tra le diverse soluzioni che vi proporranno: troverete sicuramente quella che si addice al vostro matrimonio, senza dover richiedere la realizzazione ad hoc di tovaglie e coprisedie. Ricordate poi che “less is chic” e che per i particolari potrete sbizzarrirvi in maniera del tutto ecosostenibile. Tra le cose a cui ho rinunciato più volentieri, il topper cake, sostituito da dei bellissimi fiori di stagione.

In merito al catering, la soluzione classica prevede piatti e bicchieri riutilizzabili, ma c’è anche chi organizza pic nic, magari in un bel bosco, e necessita di soluzioni più leggere. In tal caso molti ecosposi prediligono piatti, bicchieri e posate biodegradabili e compostabili, ovviamente raccogliendo tutto alla fine per conferire gli scarti nella più vicina raccolta  dell’umido.

Un ultimo particolare potrete dedicarlo agli amici a quattro zampe: spesso gli invitati, non sapendo a chi lasciare il proprio cane, lo portano con sé trascorrendo gran parte del giorno in pellegrinaggio dalla sala della cerimonia all’auto dove lo hanno lasciato: per evitare questi tragitti potreste garantire un servizio di wedding dog sitter! E voi quali ecoidee avete concretizzato nel giorno del vostro matrimonio?

Letizia Palmisano

 

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